LAGONE

Riceviamo e pubblichiamo comunicato PD Bracciano

luglio 22
22:17 2019

Il finto concetto di trasparenza del sindaco Tondinelli: “Se verrò eletto il 19 giugno al ballottaggio, il primo consiglio che farò da primo cittadino, si svolgerà in piazza, all’aperto, con i cittadini che potranno assistere ed intervenire, davanti alla sede del palazzo comunale.

 

Verrà presentata la giunta della nuova amministrazione, alla luce del sole, perché al centro di questa campagna elettorale e della mia azione politica sono stati sempre presenti i concetti di trasparenza e di legalità”.

 

Questa la dichiarazione del Sindaco alla vigilia del ballottaggio del 2016.

 

Sarebbe facile, oggi, limitarsi a far notare che il primo consiglio comunale non è stato all’aperto, davanti alla sede del Comune.

 

In questi anni, i cittadini non hanno avuto alcuna voce in capitolo

I cittadini normali, infatti, non hanno avuto neppure la possibilità di farsi ascoltare dall’Amministrazione tramite consigli aperti e non hanno avuto la possibilità di partecipare alla formazione dell’indirizzo politico del Comune tramite le commissioni consiliari.

 

Caso emblematico di questo è la vicenda del campo sportivo

I Consiglieri di opposizione chiedono un consiglio comunale sul tema per un mese, e arrivano a chiederlo aperto, per permettere a tutti gli interessati di partecipare alla decisione sul futuro dello sport a Bracciano.

 

Il Presidente Picone prende tempo, non convoca, non svolge il suo dovere (nel frattempo si iscrive alla Lega, ma questa è un’altra storia) e poi, la scorsa settimana, nega la convocazione del Consiglio perché “superata dai fatti”.

 

Vi rimandiamo a questo intervento della nostra Capogruppo Chiara Mango (https://www.facebook.com/capogruppomango/posts/3432669966758818) per approfondire, ma una precisazione va fatta: l’arroganza dimostrata da Picone e da tutta la maggioranza (esclusa la Consigliera Silla) ha dell’incredibile, ed è la prova del totale menefreghismo che questi signori hanno del galateo istituzionale e della concezione di democrazia.

 

Una prerogativa dell’opposizione (richiedere un Consiglio comunale) viene superata dai fatti quando lo decide l’opposizione, non la maggioranza.

 

Uno strumento di controllo non può essere banalizzato in questo modo, o almeno, non può essere banalizzato in questo modo da persone con un minimo di sensibilità istituzionale.

 

Vorremmo chiudere qui, ma purtroppo sulla mancata trasparenza abbiamo altro da dire

Oggi i cittadini normali non possono neanche usufruire di un servizio, lo storico dell’albo pretorio, necessario per ritrovare documenti pubblicati da più di 15 giorni. Tanto dura la pubblicazione degli atti sul sito del Comune di Bracciano, negando il diritto all’informazione dei cittadini.

 

Il Vice sindaco Testini, all’indomani di questa novità, ha parlato di applicazione di nuove regole che obbligano gli Enti locali alla pubblicazione degli atti esclusivamente per il tempo necessario previsto dalla legge.

 

Peccato che basta prendere visione dei siti istituzionali di tutti gli altri comuni d’Italia per accorgersi che si possono trovare anche documenti datati, spostati, decorso il termine obbligatorio di 15 giorni, nella sezione amministrazione trasparente.

 

Fino a qualche mese fa era possibile anche a Bracciano. Ora non più, alla faccia della trasparenza.

 

Tuttavia non si comprende come mai dal sito istituzionale del comune è possibile prendere visione degli atti Delibere, determine e ordinanze) risalenti al 2014 e 2015 (Giunta Sala) e al 2016 (Commissario Prefettizio), con possibilità di scaricarli, mentre gli atti dell’amministrazione Tondinelli non vengono inserite nella sezione dedicata (home, amministrazione trasparente, accesso agli atti, atti generali).

 

Anche i Consiglieri di opposizione devono scontrarsi con la “riservatezza”, alla luce delle modifiche apportate al regolamento sull’accesso agli atti, modificato con la delibera di c.c. del 16.3.2018: prima dell’arrivo dell’amministrazione Tondinelli, infatti, il consigliere comunale che faceva richiesta di accesso agli atti, doveva ottenere il rilascio dei documenti entro 7 giorni lavorativi.

 

Lo stesso Tondinelli, in quel periodo “inquisitore” di opposizione, più volte recriminò per i ritardi nella consegna.

 

Oggi che il suo ruolo è cambiato, la sua amministrazione ha modificato il regolamento per l’accesso agli atti, che non indica più il termine di 7 giorni per soddisfare le richieste del consigliere comunale. Pertanto trova applicazione la disciplina generale che prevede un obbligo di riscontro di 30 giorni.

 

Probabilmente il Sindaco ha cercato in ritardo l’esatto significato di Panopticon

Chiediamo all’amministrazione comunale di ripristinare il servizio di consultazione dei documenti dal sito, proprio in nome della trasparenza tanto sbandierata e di trasferire, decorso il 15 giorno di pubblicazione obbligatoria, tutte le delibere e le determine dall’albo pretorio alla sezione amministrazione trasparente.

 

In caso contrario, si dimostrerebbe capace di realizzare un solo progetto: tradire continuamente il mandato degli elettori!

 

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