Oriolo, presentazione “Il ganglio” e “Mafia Capitale” al Centro anziani, a cura de L’Agone Nuovo

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Affluenza di pubblico notevole quella che sabato 21 gennaio, presso la sala polivalente del Centro anziani di Oriolo Romano, ha assistito alla presentazione di due interessanti libri riguardanti misteri d’Italia, giustizia e diritti sul lavoro, che si chiamano “Il ganglio” e “Mafia capitale. Sulla schiavitù del lavoro”, scritti rispettivamente da Fabrizio Peronaci il primo e Sara Lolli e Cesare Caiazza il secondo.

L’iniziativa, organizzata interamente dall’associazione L’Agone Nuovo, ha visto la partecipazione del Presidente dell’associazione Giovanni Furgiuele, del sindaco di Oriolo Emanuele Rallo e, ovviamente, dagli autori del libro. «Abbiamo il piacere di ospitare un’interessante iniziativa culturale, tutta organizzata da L’Agone Nuovo, di cui noi siamo praticamente ospiti – ha dichiarato Rallo – e sottolineo che è molto importante che iniziative di questo genere vengono svolte da delle associazioni culturali, i famosi corpi intermedi, come è L’Agone, ben radicato sul territorio e sempre attento alle tematiche locali e non solo».

Ha replicato Furgiuele: «Le parole del sindaco ci riempiono di orgoglio, per cui direi che non occorre aggiungere altro e dare la parola agli ospiti».

Il primo intervento è stato di Caiazza: «Io e Sara abbiamo scritto questo libro partendo dalle nostre storie, la mia, un dirigente della CGIL che si è occupato di politiche sociali e sanità e quella di Sara, operatrice e dipendente delle cooperative sociali da tantissimi anni. Lo sfruttamento pesante dei lavoratori, l’assenza di tutele e i salari bassissimi hanno permesso alle cooperative come la “29 giugno” di ottenere profitti enormi; parliamo di cooperative che nascono senza scopo di lucro che divengono vere e proprie imprese. Bruno Trentin già nel 2005 denunciava questo tema. Il pubblico deve riappropriarsi della funzione di indirizzo e controllo delle risorse pubbliche, non può essere lasciato tutto ai privati».

È toccato poi a Fabrizio Peronaci, che si occupa di cronaca nera al “Corriere della sera”, presentare il suo libro. «Partirei da una frase del sindaco sul passaggio dei corpi intermedi, perché ho la sensazione che negli ultimi decenni c’è stato un declino di partecipazione e di senso della comunità. Un caso di cronaca come quello di Emanuela Orlandi diventa emblematico dei guasti di un Paese: “Il ganglio”, in questo caso, è stato un incrocio di poteri che ha impedito di far chiarezza sulla scomparsa di questa ragazzina. Incrocio che ha riguardato ambienti investigativi, vaticani e servizi segreti dove si sono contrapposte una fazione vicina a Papa Wojtyla, che aveva impiantato una forte politica anticomunista, e una fazione del Vaticano che praticava la cosiddetta “ostpolitik”, molto più aperti al dialogo con il mondo dell’Est. Vicende come queste sono derubricate a cronaca nera, mentre invece nascondono le oscurità di un Paese».

È stato poi il turno di Sara Lolli: «Ho cominciato a lavorare a Modena in un istituto che aveva a che fare con anziani che presentavano notevoli fragilità. Ciò che mi ha fatto innamorare di questo lavoro è il modo in cui potevo esercitarlo: io ero una dipendente del Comune, che con i miei colleghi venivamo presi per mano e ci insegnavano a fare il mestiere, eravamo a contatto con assistenti sociali e psicologi che ci fornivano costantemente delle consulenze. Dal punto di vista economico, guadagnavo circa il doppio di quello che guadagno ora. Nella cooperativa, invece, tutto era esternalizzato – prosegue la Lolli – l’utente non era considerato tale, bensì un cliente in quanto portatore di soldi. Noi lavoratori siamo stati trasformati in “lavoratori subordinati” per ottenere incentivi dallo Stato, per una realtà che nasce come Onlus. Dietro a un sistema del genere ci sono dei guadagni enormi, non ci si può meravigliare dell’esistenza di fenomeni come Mafia Capitale».

Francesco Persiani

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