LAGONE

Bracciano, la cultura agroalimentare spiegata agli studenti dell’Istituto Salvo D’Acquisto

Bracciano, la cultura agroalimentare spiegata agli studenti dell’Istituto Salvo D’Acquisto
febbraio 03
13:06 2017

Si è svolto oggi, 2 febbraio 2017, il seminario sul tema dell’agroalimentare che ha coinvolto i ragazzi dell’istituto Salvo D’Acquisto ed esperti dell’Enea.

Anche questo incontro fa parte della serie di seminari voluti, promossi ed organizzati dall’Associazione culturale L’Agone Nuovo.

La lezione speciale di quest’oggi è stata tenuta dal Dottor Raffaele Sasso, ricercatore presso l’Enea ed esperto nel settore del Controllo integrato degli insetti dannosi.

Il Dottor Sasso, con l’ausilio di numerose slide semplici ed esplicative, ha illustrato agli studenti che affollavano l’aula magna cosa si intende con il termine “Produrre sano”. Si è partiti anzitutto con l’etimologia stessa della parola sano, per poi andare ad analizzare le differenze tra Ecosistema primario, cioè naturale, ed Ecosistema secondario o Agroecosistema, ovvero un sistema in cui è intervenuto l’uomo.

La Natura si autoregola sempre e da sempre, mentre l’uomo, nella sua ignoranza, va ad intervenire per il proprio interesse in equilibri millenari che, se pur inizialmente destabilizzati, trovano sempre il modo di riportare tutto a schemi conosciuti e provati, seppur per altre vie.

L’esempio più lampante di questa teoria è legato alla nascita ed allo sviluppo dei pesticidi industriali. A partire dagli anni Quaranta, per far fronte ad una sempre maggiore richiesta e per proteggere i raccolti dagli insetti dannosi, l’agricoltura ha iniziato a fare un uso sempre più smodato di pesticidi. Pesticidi che inizialmente funzionavano, uccidendo i vari parassiti naturali.

Ma l’evoluzione non è una favoletta e questi minuscoli organismi hanno iniziato quasi da subito a selezionare gli elementi immuni, dando vita ad una nuova stirpe di parassiti immuni ai pesticidi. E così sarà sempre. Finalmente l’uomo sembra aver compreso l’inutilità e la dannosità di questa insensata lotta contro la natura ed i suoi meccanismi di conservazione e finalmente negli ultimi anni si è iniziato a pensare in termini pratici e naturali, opponendo al parassita responsabile della distruzione di una determinata coltivazione (olivi, castagne, patate, pomodori, ecc…) il suo antagonista naturale.

Ovviamente questo è un lavoro che va applicato seguendo le direttive di centri di studio e ricerca come appunto l’Enea.

Non si tratta di un discorso new-age o da hippie fissati con la natura come molte, troppe persone sembrano ancora pensare, ma di un discorso estremamente serio se non grave. Alterare gli equilibri naturali causa danni agli insetti, che causano danni alle piantagioni, che causano danni agli animali da allevamento e non, che causano danni all’uomo. È ormai confermata la diretta relazione che intercorre tra i pesticidi e alcune patologie quali cancro, malattie respiratorie, malattie neurodegenerative (Alzheimer, Parkinson, SLA, ecc), autismo, diabete, infertilità, malformazioni del feto, disfunzioni della tiroide e disturbi dell’attenzione o legate all’iperattività dei  bambini.

Quindi dobbiamo smetterla di pensare “non mi riguarda” perché ci riguarda tutti, sempre. E per poter sperare in un domani migliore dobbiamo partire dalle nuove generazioni, cercando di instillare in loro la consapevolezza che alle ultime generazioni sembra essere mancata.

Monia Guredda

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