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Alberghiero Ladispoli: seminario sul consumo consapevole

Alberghiero Ladispoli: seminario sul consumo consapevole
febbraio 02
10:18 2017

 

All’Istituto Alberghiero di Ladispoli, in occasione della 4^ Giornata Nazionale contro lo spreco alimentare, si parlerà di Educazione al consumo consapevole, nell’ambito di un convegno promosso dall’Enea (Agenzia per le Nuove Tecnologie, l’Energia e lo Sviluppo economico sostenibile). “Educazione e ricerca insieme per la riduzione degli sprechi alimentari”: questo il tema del seminario.

Istituita nel 2013 dal Ministero dell’Ambiente, la Giornata Nazionale contro lo spreco alimentare mira a sensibilizzare i cittadini sul tema del contenimento e del recupero delle eccedenze alimentari, al fine di favorire l’adozione di comportamenti e stili di consumo responsabili, rispettosi dell’ecosistema e della biodiversità. Il contesto è quello del “Piano Nazionale di prevenzione dello spreco alimentare”, uno strumento di cui l’Italia si è dotata per la prima volta quattro anni fa (con il Decreto Direttoriale del 7 ottobre 2013), in sintonia con quanto indicato dalla Commissione Europea nella tabella di marcia verso un’Europa efficiente nell’impiego delle risorse. “Fare di più, sprecando di meno”: questo il programma di Andrea Orlando. “Un grande progetto di green-economy che può produrre riduzione dello spreco, occupazione e innovazione nella ricerca”: con queste parole il Ministro dell’Ambiente salutava, nel 2013, l’inizio della nuova campagna nazionale di sensibilizzazione e prevenzione.

Venerdì 3 febbraio, Nicola Colonna, Ricercatore Enea, spiegherà agli studenti le più importanti strategie di contenimento dello “sperpero” legato agli alimenti. “Gli sprechi lungo le filiere agroalimentari da problema ad opportunità”: questo il tema del suo intervento. “Il seminario – ha dichiarato Nicola Colonna – è dedicato ad approfondire sia il ruolo della ristorazione sia quello degli Enti di ricerca nel proporre soluzioni, tecnologiche ed organizzative, che contribuiscano a ridurre le inefficienze della catena di produzione, trasformazione, distribuzione e consumo del cibo per un miglioramento della sostenibilità dei nostri modelli di consumo alimentare”.

I dati sono allarmanti. In media, ogni italiano getta nella spazzatura 76 kg di prodotti alimentari all’anno. Secondo l’ultimo Rapporto “Waste Watcher”, elaborato da Last Minute Market (Società spin-off dell’Università di Bologna), in collaborazione con SWG, in Italia lo spreco di cibo domestico ammonta complessivamente a 8,4 miliardi di euro all’anno, cifra che in realtà andrebbe quasi raddoppiata, in quanto le evidenze statistiche hanno valutato che lo spreco reale è circa del 50% superiore a quello percepito e dichiarato nei sondaggi.

Ad introdurre i lavori, dopo il saluto della Dirigente Scolastica dell’Istituto Alberghiero di Ladispoli, Prof.ssa Vincenza La Rosa, la Vicepreside Prof.ssa Lucia Lolli, quindi il ringraziamento di Giovanni Furgiuele, Presidente dell’Associazione Culturale “L’Agone Nuovo”.

A seguire, gli interventi della Prof.ssa Betty Carlini, Docente di Scienze dell’Alimentazione, di Chiara Nobili, ricercatrice ENEA (“Ottimizzazione del post-raccolta per migliorare la sicurezza alimentare e ridurre gli sprechi”) e di Claudia Dalmastri, ricercatrice ENEA (“Contaminazioni microbiche negli alimenti: innovazioni per l’estensione della shelf life e la riduzione degli sprechi”).

Dalla teoria alla pratica: a chiusura dei lavori, un pranzo preparato dagli studenti con il metodo della “cucina di recupero”:

“Non una semplice strategia “svuotafrigo” – ha dichiarato il Prof. Francesco Riili, Docente di Enogastronomia e Responsabile Eventi dell’Istituto Alberghiero – ma una battaglia culturale. Ad essere in gioco sono valori di estrema rilevanza: da un lato l’equità, dall’altro la sostenibilità ambientale. Tutti conoscono l’iniziativa dello chef Massimo Bottura, che durante l’Expo 2015 ha coinvolto i colleghi più famosi, chiamandoli a lavorare nella sua cucina stellata, in cui le materie prime erano rappresentate esclusivamente da avanzi recuperati negli stand dell’Esposizione. Vogliamo insegnare ai nostri allievi uno stile di consumo e una metodologia professionale responsabile e consapevole. La lotta contro gli sprechi deve cominciare dall’informazione, dall’educazione e dalla scuola”.

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