21 Marzo, 2026
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Ladispoli, l’aula didattica dell’IS “Giuseppe Di Vittorio” sulla rivista Archidiap

 

Lโ€™Aula Didattica esterna dellโ€™Istituto Superiore โ€œGiuseppe Di Vittorioโ€ nelle pagine della prestigiosa Rivista diย Architettura on-line ArchiDiAP.

Un mix di utopia, creativitร  e manualitร  da mettere in campo per riprendere possesso degli spazi pubblici. Eโ€™ la battagliaย rivoluzionaria di chi ha deciso che progettare e โ€œautocostruireโ€ la propria cittร  รจ possibile, cominciando, perchรฉ no, dallaย scuola che si frequenta. Per architetti e specialisti del settore non รจ una novitร : di โ€œautocostruzioneโ€ si parla da diversiย anni.

Ma per gli studenti dellโ€™Istituto Superiore โ€œGiuseppe Di Vittorioโ€ (Indirizzo C.A.T.) fu una graditissima sorpresa,ย qualche anno fa scoprire che, in fondo, passare dalla teoria alla pratica era molto semplice: bastava scendere le scaleย della scuola, uscire allโ€™aria aperta, raggiungere il cortile dellโ€™edificio e, progetto in pugno, cominciare a dare forma aiย propri sogni.

โ€œNacque cosรฌ โ€“ racconta la Prof.ssa Luciana Polverino, Docente di Costruzioni e Disegno Tecnico dellโ€™Istitutoย Superiore โ€œGiuseppe di Vittorioโ€ โ€“ lโ€™idea di accogliere lโ€™invito di due straordinari architetti, Irene Ausiello e Francescoย Fabbrovich, e cominciare con loro a realizzare quella che noi tutti chiamiamo familiarmente lโ€™A.D.A.0 (un’ Aula Didatticaย in autocostruzione ad impatto zero)โ€.

โ€œErano gli ultimi mesi dellโ€™anno scolastico 2009/2010, si avvicinava lโ€™estate, maย lโ€™entusiasmo era alle stelle e gli studenti lavorarono instancabilmente sotto la guida dei due capicantiere per veder nascere il prima possibile la loro aula ideale. Il progetto sperimentale venne finanziato dallโ€™Amministrazione Comunale diย Ladispoli. A seguire i lavori, passo dopo passo, furono i nostri docenti Paola Cola e Dagore Ristorini. Lโ€™opera fu portata aย termine in quattro settimane. Dopo appena tre anni, nel 2013, venne premiata alla Triennale di Architettura di Sofia. Eย alla fine del 2016, la prestigiosa rivista di Architettura ArchidiAP ha deciso di dedicarci un ampio spazio, documentandoย nei dettagli il lavoro svoltoโ€.

aula

Una struttura flessibile e temporanea di 26 mq in legno e vetro, costruita a secco e concepita per contenere leย dispersioni termiche. A descrivere i criteri progettuali (rigorosamente ispirati ad un basso impatto ecologico) e ad entrareย nei tecnicismi architettonici sono gli stessi autori del progetto, nella relazione tecnica: innanzi tutto โ€œla bioclimaticaย (sfruttamento del riscaldamento e raffrescamento passivi), il risparmio energetico (non solo in termini di energia, ma anche di scelta dei materiali con impatto energetico ed ambientale), il risparmio della risorsa idrica (recupero ย delleย acque piovane e nessuna impermeabilizzazione del suolo), la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabiliย (fotovoltaico), il comfort termoigrometrico e acustico, la facilitร  di messa in opera compatibile con lโ€™autocostruzione,ย lโ€™utilizzo di materiali riciclati (dove possibile), naturali (legno, paglia, terra cruda) e provenienti dalla zona (per ridurre iย costi di trasporto), la possibilitร  di auto-manutenzione, la riproducibilitร โ€.

Il disegno รจ essenziale: due moduli di forma quadrata larghi 3,90 metri. La sola climatizzazione passiva รจ in grado diย assicurare una temperatura interna costante di circa 18ยฐ in inverno e 26ยฐ in estate. Il tutto nel pieno rispetto di queiย principi di armonia ed ecosostenibilitร  di cui Wright e Le Corbusier furono i piรน autorevoli sostenitori.

โ€œSiamo orgogliosi del fatto che una prestigiosa Rivista di Architettura abbia voluto dedicarci uno spazio cosรฌ importante.ย Le attivitร  realizzate dagli studenti del โ€œDi Vittorioโ€ di Ladispoli destano ancora interesse per la loro validitร  didattica eย formativa โ€“ ha dichiarato la Prof.ssa Polverino โ€“ Abbiamo voluto giocare con lo spazio, la materia e la luce eย insegnare ai nostri studenti i valori piรน importanti dellโ€™architettura e del suo rapporto con la natura. A distanza di sette anni, gli allievi continuano ad entrare nellโ€™Aula, a studiarla e a โ€œviverlaโ€ come si trattasse di una seconda casa, quella inย cui si apprende la bellezza del conoscere. Lโ€™ โ€œA.D.A.0โ€, come ci piace chiamarla, rappresenta, ormai, un elementoย familiare ed insostituibile del complesso edilizio scolastico, un luogo al contempo esteriore ed interiore.ย E per chi ama apprendere ed insegnare ad apprendere, la dimostrazione concreta che realizzare i propri sogni รจ possibileโ€.

 

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