Referendum Costituzionale: le conseguenze del risultato

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Una brutta batosta quella del 4 dicembre per Matteo Renzi: un’onda di voti contrari alla riforma del Senato ha travolto il suo Governo, e poco dopo il presidente del Consiglio ha annunciato le sue dimissioni. L’Italia si è presentata alle urne con un’affluenza altissima, circa il 65,47% compresi i voti degli italiani all’estero, dimostrando che la chiamata ai seggi è stata fin dall’inizio un referendum pro o contro l’esecutivo capace di mobilitare tutta la popolazione. Secondo i primi risultati del Viminale, il No vince con il 59,95 per cento dei voti contro il 40,05%. Diverso il risultato se si guardano gli elettori all’estero che invece hanno dato il loro parere positivo sulla riforma con il 65 per cento dei consensi.

Come è stato anticipato dai sondaggi degli ultimi mesi, Renzi non ha convinto il Paese ed è stato punito da Nord a Sud per la scelta di personalizzare la consultazione. La presunta rimonta degli ultimi giorni di campagna elettorale, sulla spinta dell’endorsement strappato al fotofinish all’ex presidente del Consiglio Romano Prodi, si è rivelata un’illusione. L’Italia è andata in massa a votare per, di fatto, mandare a casa il governo. La mappa dei risultati rivela una vittoria del No quasi dappertutto con pochissime realtà in cui il Sì è riuscito a prevalere. È un giorno intriso di amarezza quello in cui il premier deve prendere atto di una realtà che per qualsiasi leader è difficile metabolizzare. «Non credevo che potessero odiarmi così tanto», confessa Renzi ai collaboratori. Nei nostri territori, l’affluenza è stata in linea con il trend nazionale. A Manziana il No ha schiacciato con 2642 voti il Sì fermo a 1489, con un’affluenza del 69,95%. Situazione analoga a Canale Monterano, dove il No ha prevalso con 1559 a 901, e dove si è registrata un’affluenza molto alta del 74,08%. Anche a Oriolo Romano l’affluenza è stata elevata (72,30%), con il No al 62,70% contro il Sì al 37,30%. Per quanto riguarda i paesi del lago, a Bracciano si è registrata un’affluenza del 71,48%, con il No al 64,96 e il Sì al 35,04%; ad Anguillara vittoria schiacciante del No 66,33%, contro il 33,67% del Sì. Trevignano, invece, è il paese dove il Sì, con il suo 42,16% è andato “meglio” rispetto ai comuni limitrofi, ma il No ha comunque prevalso con il 57,84%. Il giorno dopo il referendum Renzi si è presentato subito al Colle a rassegnare le dimissioni, accettate ufficialmente dal capo dello Stato solo dopo l’approvazione della legge di bilancio da parte del Senato, avvenuta il 7 dicembre. «Il PD non ha paura del voto, se gli altri partiti vorranno andare a elezioni dopo la sentenza della Consulta, siamo pronti a fare altrettanto – ha dichiarato Renzi alla direzione del PD – se invece vogliono un nuovo governo che affronti la legge elettorale, ma anche gli appuntamenti internazionali rilevanti, il PD è consapevole della propria responsabilità».

Domenica 11 dicembre, a meno di ventiquattro ore dalla fine delle consultazioni con il Presidente della Repubblica, la situazione dell’Esecutivo si è sbloccata: Mattarella ha scelto Paolo Gentiloni, Ministro degli Esteri del Governo uscente, per il nuovo Esecutivo del dopo Renzi.

Francesco Persiani

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