Elezioni Città Metropolitana Roma: intervista a Federico Ascani

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Il 9 ottobre, per la seconda volta dalla sua istituzione, si voterà per il nuovo consiglio della Città Metropolitana di Roma. Sarà ancora una volta una elezione indiretta e voteranno quindi esclusivamente i sindaci e i consiglieri comunali dell’intera area metropolitana, ovvero i rappresentanti dei 121 Comuni della ex provincia di Roma.

Data l’imminente votazione abbiamo posto alcune domande a Federico Ascani, consigliere comunale di Ladispoli, dal 5 ottobre scorso consigliere della Città Metropolitana di Roma, membro del direttivo nazionale della conferenza dei consigli comunali ANCI con delega al Turismo.

Le elezioni metropolitane sono ormai prossime e il suo incarico giunge al termine: quali sono le attività, portate avanti in consiglio, che considera di maggior rilievo?

«Le battaglie sono state tante, difficile sintetizzarle in poche righe. In generale il lavoro in difesa del territorio è certamente stata l’attività di maggior rilievo. Il progetto dell’Etruria meridionale e l’alleanza dei Comuni resta il mio principale obiettivo. Anche per questo mi ricandiderò. E per questo voglio ringraziare i tanti amministratori che trasversalmente, a prescindere dall’appartenenza politica, mi sostengono».

Il Pd farà una lista unitaria con le altre forze di centrosinistra e quelle civiche.

«Sì, la lista è denominata “Le Città della Metropoli”. C’è un dibattito aperto sulle opportunità o sulle minacce di tale scelta. Certo è che se da una parte è utile rinnovare il modo di fare partito, dall’altra serve maggiore chiarezza per il futuro, altrimenti si rischia una fase di confusione che non porterà a nulla di buono».

Alla luce della sua esperienza in Consiglio a Palazzo Valentini, considera la Città Metropolitana un passo in avanti rispetto alle vecchie provincie?

«Roma è una Metropoli. Va tenuto quindi conto della grande intuizione del Governo di chiudere un dibattito trentennale e istituire così le Città metropolitane. Credo però che adesso abbiamo la necessità di andare avanti. In primo luogo ridare voce ai cittadini e dignità a un Ente così importante. Per questo ho presentato anche una mozione. Questa deve essere l’ultima elezione di secondo livello e l’ultima fase di transizione dell’Ente».

Chiara Marricchi

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