Fondo futuro: 35 milioni da Regione Lazio per sostenere nuove attività

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Fondo Futuro è una rivoluzione, perché permette l’accesso al credito a un tasso dell’1% a tutte quelle piccole e nuove imprese che per il sistema attuale non sono bancabili, che non potrebbero mai ottenere un accesso al credito per avviare o sostenere un’impresa. Il fondo non richiede né garanzie personali, né garanzie particolari: si tratta di fondi europei che stavano tornando a Bruxelles e che abbiamo rimodulato per aiutare chi vuole fare impresa in questa Regione forte della propria voglia di produrre, scommettere, creare nuove aziende, locali o attività e che finora non aveva opportunità di poterlo fare, perché il sistema di credito tradizionale non glielo consentiva.

“Puntiamo sui giovani, finanziamo le loro idee, aiutiamoli a guardare se stessi in maniera diversa: non più cercatori di lavoro, ma creatori di lavoro”: è una frase che ho letto in un’intervista recente all’inventore del microcredito Muhammad Yunus e mi ha colpito molto perché è quello che stiamo cercando di fare nel Lazio: vogliamo permettere alle energie più giovani del nostro territorio di diventare protagoniste del cambiamento e aiutarci a realizzare un progetto innovativo di sviluppo.

35 milioni, una grande opportunità per il microcredito. Con questo intervento mettiamo a disposizione prestiti a tasso agevolato dell’1% a chi ha un’idea imprenditoriale: microimprese costituende o costituite e titolari di partita IVA, con difficoltà di accesso al credito bancario ordinario per finanziare progetti di autoimpiego, avvio di nuove imprese o la realizzazione di nuovi progetti promossi da imprese esistenti. L’obiettivo è concedere finanziamenti a tasso agevolato per sostenere imprese esistenti, nuovi progetti e nuove esperienze imprenditoriali affinché possano affermarsi sul mercato.

A chi si rivolge il programma?

  • microimprese, in forma di società cooperative, società di persone e ditte individuali, costituite e già operanti, ovvero in fase di avvio di impresa che abbiano o intendano aprire sede operativa nella regione Lazio;
  • soggetti titolari di partita IVA, anche non iscritti ad albi professionali, con domicilio fiscale nella regione Lazio. Sono escluse le società di capitali e i soggetti che negli ultimi cinque anni presentino “anomalie bancarie” .
    I giovani sono i primi destinatari di questo progetto. Mettiamo a disposizione 3 milioni di euro per i giovani fino a 35 anni e 2 milioni per gli over 50. Un elemento che voglio sottolineare è la coerenza con altre azioni promosse dalla Regione per i giovani: altri infatti 5mln sono destinati a progetti d’impresa di chi ha partecipato ad alcune importanti iniziative regionali che abbiamo sostenuto in questi mesi come Torno subito, In Studio e Coworking. Un modo concreto per stare vicino ai giovani e garantire loro un’opportunità anche dopo che hanno terminato esperienze importanti di formazione.

E ancora: 5 milioni per i soggetti economicamente più deboli, con reddito inferiore ai 21.000 euro (per 5mln); 5 milioni per i lavoratori svantaggiati; 15 milioni sono destinati a tutti gli altri.

I progetti idonei potranno beneficiare di prestiti di importo compreso tra 5.000 e 25.000 euro, da restituire al tasso di interesse dell’1%, con una durata da definire caso per caso e comunque non oltre gli 84 mesi, incluso l’eventuale preammortamento. Sono ammissibili le spese relative al progetto presentato, che andrà realizzato entro 12 mesi dall’ottenimento del prestito. Il fondo sarà accessibile fino al 14 ottobre 2016.

Il nostro impegno per sostenere lo sviluppo e le idee creative. Ecco come lo stiamo facendo: con una politica industriale innovativa, capace di puntare su settori strategici e modelli di sviluppo competitivi, e in grado valorizzare le competenze nella ricerca e nella tecnologia, la forza delle università.

Sostenendo le piccole e microimprese. La crisi dei territori ai margini, delle periferie di Roma, dei piccoli paesi nelle province, deriva anche da un prosciugamento del tessuto delle microimprese, delle piccole attività del commercio e dell’artigianato. Spesso sono le piccole idee imprenditoriali a fare la differenza tra un quartiere vivo, con spazi di scambio e vita sociale, e un quartiere morto.

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