Italicum, dal primo luglio è in vigore la nuova legge elettorale

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Dopo dieci anni dalla legge elettorale Calderoli – ribattezzata dal suo stesso promotore “Porcellum” – da lunedì 1 luglio è ufficialmente entrata in vigore la nuova legge elettorale, l’Italicum. Questa legge vale solo per la Camera in quanto, in combinato disposto col ddl Boschi, il Senato non sarà più elettivo. L’Italicum è un sistema elettorale proporzionale, in cui il numero dei seggi è assegnato in proporzione al numero dei voti ricevuti, e il calcolo viene fatto su base nazionale, ma fortemente condizionato da un premio di maggioranza. Vediamo nel dettaglio come funziona.

La lista singola che ottiene almeno il 40% dei voti (soglia alzata dal 35% al 37%, infine al 40%), avrà un premio di maggioranza che le farà avere 340 seggi su 617 (sono esclusi dal calcolo Valle d’Aosta e i 12 deputati eletti all’estero), ossia il 55% del totale.

Qualora nessuna lista superi il 40% è previsto un doppio turno, ovvero un ballottaggio tra le due liste che hanno preso più voti. La lista che prende più voti ottiene il premio di maggioranza. Non sono possibili apparentamenti di liste tra il primo e il secondo turno, a differenza di quanto avviene per i sindaci, per cui le liste competono così come si sono presentate al primo turno. Per entrare in Parlamento è prevista una soglia di sbarramento del 3%.

La Valle d’Aosta e il Trentino Alto Adige saranno esclusi dal sistema proporzionale: qui si voterà in 9 collegi uninominali (rispettivamente 1 e 8), così come previsto già dal precedente sistema elettorale.

Sono previste le cosiddette candidature multiple, ovvero i capilista (ma solo loro) possono essere inseriti in più di un collegio elettorale, come già succedeva nel Porcellum, ma fino a un massimo di 10 collegi.

Ci saranno quindi 100 capilista, uno per collegio, che vengono scelti direttamente dai partiti. Dunque prima sono eletti i capilista, poi, se avanzano posti, i candidati scelti con le preferenze. Dal secondo turno in poi, invece, intervengono le preferenze e ogni elettore potrà esprimerne due: obbligatoriamente un uomo e una donna, pena nullità della seconda preferenza. Non più del 50% dei capilista può essere dello stesso sesso.

Nella prima stesura dell’Italicum le liste erano bloccate, ossia i candidati venivano eletti nell’ordine in cui apparivano in lista (se un partito aveva diritto a 3 seggi venivano eletti i primi 3 della lista), ma il sistema delle liste bloccate era stato nel frattempo bocciato dalla Corte costituzionale.

Se non dovesse passare la Riforma costituzionale a ottobre, o se comunque dovesse cadere il governo e bisognasse andare a votare prima del referendum, ci troveremo con due leggi elettorali differenti: l’Italicum per la Camera e il Porcellum corretto dalla Consulta (il cosiddetto “Consultellum”) al Senato.

Francesco Persiani

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