14 Aprile, 2024
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‘Comitato Rifiuti zero Fiumicino’: “AMA non ci ama e Fiumicino non ci vuole bene!”

“Il Comune di Fiumicino, in virtù di scelte politiche assunte a vari livelli, comunali, metropolitani, regionali e ancora più su, non ha intenzione di chiudere con AMA e con i rifiuti di Roma.

AMA qui a Fiumicino sta bene, fa quello che gli pare, quando e come vuole, nessun controllo e nessuna sanzione…perché andarsene? Ha cominciato ad insinuarsi  a Maccarese già nel 1995, è entrata poi con un primo carico di rifiuti nel 2002, quel carico negli anni l’ha fatto crescere col consenso della provincia di Zingaretti e con il silenzio-assenso di Fiumicino ed oggi, grazie all’innovazione legislativa del decreto 46/2014, pone le basi per restarci per almeno altri 10 anni! AMA ha anche ammesso che di centri di trasfereanza alternativi a Maccarese oggi non ce ne sono e che però, quant’è buona!, si sta impegnando per ridurre il carico di quelli che arrivano a casa nostra. Ma non basta!  Ieri abbiamo appreso che AMA ha anche presentato ricorso al TAR contro il diniego alla realizzazione del mega impianto biogas bocciato dalla Conferenza dei Servizi della Provincia di Roma lo scorso agosto 2014, quello contro cui abbiamo lottato per oltre due anni.   Di male in peggio… ma si sa al peggio non c’è limite: di fronte alla certezza che la trasferenza non finirà a luglio, anzi andrà avanti ancora per moltissimo tempo, e alla possibile resurrezione del mega biogas la dura risposta del Comune è stata  l’annuncio che AMA ha dato la propria disponibilità ad aprire un tavolo tecnico permanente già da domani! Per fare cosa con questo tavolo di cui aspettiamo la costituzione da oltre un anno?Per stabilire quanto lungo deve essere il guinzaglio di Fiumicino nelle mani di Roma e di Ama o per cosa? Mentre Fiumicino cercava assi e chiodi per costruirlo sono scattate due proroghe. Il problema dei problemi è che i rifiuti di Roma non dovrebbero proprio entrare a Fiumicino, il nostro obolo, o pizzo, lo abbiamo già pagato  con l’impianto di Maccarese, lo stiamo pagando con l’inquinamento dell’aeroporto a cui nessuno chiede il conto, con i due biogas di Benetton che forse nei progetti futuri di qualcuno potrebbero essere riconvertiti a rifiuti, con gli oleodotti che attraversano il nostro territorio e il mare disperdendo gasolio e kerosene.

Abbiamo richiesto di poter accedere agli atti relativi alla richiesta di AIA dell’AMA, ce li studieremo e cercheremo di capire se, come accadde per il progetto del biogas, contengano elementi che ci possano consentire anche un’azione legale, ma se ciò non fosse possibile (le leggi non sempre sono giuste ed alle volte sono scritte in maniera tale da consentire discrezionali applicazioni) resta il fatto che AMA e Roma non devono poter utilizzare Fiumicino come area di servizio. Qualora il nostro Comune realizzasse il miglior ciclo dei rifiuti, virtuoso e rispettoso del principio di prossimità, saremmo comunque schiacciati dalla presenza dei rifiuti di Roma. I numeri parlano da soli: Roma produce in un anno quasi 2 milioni di tonnellate di rifiuti, Fiumicino neanche 50.000 di cui oggi circa 3000 di rifiuti organici. Perché dobbiamo continuare a sopportare il carico di oltre 100.000 t/a di scarti della Capitale?

La situazione è grave e la trasferenza di Maccarese, ignorata e sottovalutata da tanti, nasconde un problema di dimensioni enormi.

Di quale impiantistica ha bisogno Fiumicino? Sicuramente non di quella di cui necessita Roma. I rifiuti di Roma sono l’equivalente di un oceano, anche una loro piccola parte, una goccia di quell’oceano, per comuni come il nostro rappresenta comunque un’inondazione in grado di travolgere i nostri sforzi di diventare un Comune Rifiuti Zero. Noi continueremo a batterci per la chiusura dell’impianto AMA a Maccarese (anche, se possibile e necessario, con azioni legali), per il rispetto del principio di prossimità, per un ciclo naturale dei rifiuti a Fiumicino che preveda la gestione dei “nostri” rifiuti dalla loro produzione al loro smaltimento, senza impianti inquinanti (discariche, inceneritori, biogas, ecc.) realizzati nel rispetto dell’ambiente e della nostra salute.

 

Siamo un Comitato di Cittadini liberi ed autonomi stretti fra amministrazioni che in tanti anni non sono state in grado di mettere in campo soluzioni efficaci e radicali, politici che cercano di cavalcare, a seconda delle loro opportunità, il nostro disagio e la nostra protesta, imprenditori che guardano solo il proprio interesse. Le scelte di Roma sino ad oggi sono passate per le varie mafia capitale, i mondi di sotto, di mezzo e di sopra, ad ogni avvicendamento di maggioranza l’unico dato certo restavano Cerroni e Malagrotta con le valvole di sfogo dei comuni con discariche, TMB, inceneritori della provincia e della regione

Noi mettiamo al centro persone e natura, un progetto ambizioso, ma è l’unico per cui pensiamo si debba lottare. ”

Comitato Rifiuti Zero Fiumicino

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