“Rock in Haven”. Incontro con John Hackett

78

Il fine musicista a Bracciano, insieme ai suoi compagni del gruppo “Playing The History”

Un’invasione di note ibride che trasportano lontano, tra galassie misteriose e piccoli mondi di luce, esplosioni di suoni che si danno reciprocamente vita. Un sodalizio artistico che si nutre di “un amore incurabile e inestinguibile” per la musica, tanto per quella classica quanto per la “progressive”. Il gruppo Playing The History a Bracciano. Insieme alla rock-pop band Generazione Musica (anche Associazione Culturale No Profit organizzatrice dell’evento) per il concerto di beneficienza “Rock in Haven”. Il 30 aprile sul palco del teatro di Via delle Palme pulsava un’energia mistica, nuova, ipnotica, pronta per essere assorbita e amata da un pubblico senza età, che ha sinceramente apprezzato il matrimonio artistico temporaneo tra Generazione Musica e i Playing The History.

Prima del concerto i musicisti di Playing The History, l’eclettico Marco Lo Muscio e il mitico John Hackett, fratello di Steve (chitarrista dei Genesis), hanno confessato il loro inscindibile legame con la propria musica.
“Rock in Haven” rappresenta l’inedita unione di due band. In Italia per altri appuntamenti John è stato felice di partecipare insieme ai Playing The History alla serata, per un’occasione di solidarietà rivolta all’intero territorio. Parlare di società, ingiustizie palesi, indifferenze e ipocrisia e nuovi strade di amicizia percorribili. La musica può e deve. “Un grande onore avere Steve tra noi, un artista che ha inventato questo genere di musica che oggi proponiamo sul palco” ha affermato Marco Lo Muscio, dei Playing.
“La Progressive music per me” ha sottolineato John “è un’unione di elementi, l’inclusione di molte caratteristiche della musica classica che sposano il rock. Questo mi ha davvero interessato e coinvolto in questo tipo di esperimento e mi ha invogliato sin dagli esordi. Ho iniziato con la chitarra e la combinazione di elementi mi ha sempre più trasportato…”. La progressive music, ha spiegato John “non è completamente ‘facile’, è certamente una combinazione complessa di elementi. E’ meravigliosa, ricca di dettagli, i Genesis sono un esempio. Questo mi ha sempre attratto, così è per Marco, un organista ma anche un musicista rock!… Penso che oggi il progressive resti ancora così popolare e seguito proprio per l’estrema qualità di questa musica, e lo dimostrano anche le tante ‘tribute band’ al mondo… Non è facile suonarla ma arriva direttamente al pubblico, perché è così varia e finemente combinata. Può essere così espressiva ed emozionante, drammatica a volte. Per questo è viva ora… Porta con sé il significato e il peso del tempo”.

John, ormai veterano di eventi di vario tipo in Italia, da solo, con i Genesis e con diverse tribute band, ha un rapporto particolare con il pubblico italiano, che “ama molto la musica di qualità, e risponde sempre con grande entusiasmo”.

 

Sarah Panatta

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui