TRANSIZIONE ENERGETICA, IL PD DI CIVITAVECCHIA: «DAL MINISTRO PICHETTO FRATIN NESSUNA RISPOSTA, SOPRATTUTTO AI LAVORATORI. SUI 52 PROGETTI SERVE TRASPARENZA, IL COMUNE NON PUÒ ESSERE SPETTATORE»

Comunicato stampa

“Riserva fredda, così come viene raccontata dal Ministro significa in realtà ospitare sul territorio un dinosauro spento, senza manutenzioni e senza prospettiva. Il Governo è in ritardo su tutta la linea: il territorio merita scelte, non rinvii” Il convegno di Unindustria al Molo Vespucci, atteso come un passaggio decisivo per il futuro energetico e industriale di Civitavecchia, si è chiuso lasciando tutto in bilico. Il ministro Pichetto Fratin è arrivato in città con grandi annunci e se n’è andato senza fornire risposte concrete, soprattutto a chi quelle risposte le chiedeva da mesi: i lavoratori Minosse e dell’indotto, che proprio davanti all’Autorità portuale hanno manifestato la loro legittima preoccupazione per il futuro occupazionale.

A loro non si replica con formule vaghe e impegni rinviati a un futuro indefinito. La “riserva fredda” così come la intende il ministro non è una strategia: è un alibi. Significa tenere in piedi impianto improduttivo, con manutenzioni di fatto inesistenti e una prospettiva industriale congelata, mantenendo il territorio nell’incertezza e i lavoratori nel limbo. Non è questa l’idea di transizione che Civitavecchia chiede da anni: non basta evocare la decarbonizzazione “salvo emergenze” per intestarsi una svolta che, ad oggi, sulla carta non c’è. Soprattutto, sulla reindustrializzazione si continua a navigare a vista. I progetti depositati per le aree di Civitavecchia sarebbero cinquantadue: un numero rilevante, che impone trasparenza e una valutazione politica seria. Anch’essi purtroppo scontano il fatto che i terreni attorno alla centrale sono tutt’ora indisponibili, conseguenza diretta della non scelta sul futuro della centrale e del territorio.

L’Amministrazione comunale deve poter vedere, esaminare e valutare quei progetti, perché è suo compito tutelare la cittadinanza da iniziative non in linea con uno sviluppo che — finalmente — coniughi salute e lavoro. Civitavecchia non può essere il terreno di sperimentazione di qualunque proposta calata dall’alto: il principio che salute e occupazione debbano camminare insieme è oggi una linea rossa non negoziabile. Il Governo è in ritardo su tutta la linea.

Mentre il ministro si dice pronto a partire “domani mattina” se i progetti arriveranno, sono mesi che il territorio attende un quadro di programmazione, risorse certe e tempi definiti. Il Partito Democratico di Civitavecchia sostiene con convinzione il lavoro del Sindaco Piendibene e dell’Amministrazione, e continuerà a stare al fianco dei lavoratori e dei sindacati. La transizione si fa con i territori, non sopra i territori: pretendiamo risposte, non altri convegni.

 

 

Partito Democratico — Circolo di Civitavecchia

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