Infermiere Usca aggredite a Fano: “Diteci chi è la positiva”

Il coordinatore delle unità, Fabrizio Valeri: “Siamo arrivati a un punto di non ritorno”. Solidarietà anche dalle autorità cittadine

Fabrizio Valeri, coordinatore Usca, è intervenuto duramente dopo l’episodio

Fano, 31 dicembre 2020 – La psicosi da Covid sta iniziando a mostrare i suoi frutti. “Siamo arrivati a un punto di non ritorno: la gente ha perso la testa! Invece di attaccare chi lavora, chi va a vaccinare, chi va a tamponare… se la prendessero con quelli che vanno in giro senza mascherine, si assembrano e non rispettano le regole”. Commenta così il dottor Fabrizio Valeri, coordinatore Usca, denunciando il grave episodio di violenza, seppure senza feriti, che si è verificato martedì sera a Carrara di Fano. Avremmo voluto che ce lo raccontassero le dirette interessate, l’infermiera e la dottoressa di una Unità di continuità assistenziale aggredite da due uomini all’uscita dall’abitazione di un’anziana paziente a cui avevano appena fatto il tampone rapido per il Covid, allertando poi il 118 per il ricovero in ospedale.

“Le ragazze non vogliono comparire per paura – aggiunge Valeri -, sono sconvolte. Sa come vanno ‘ste cose. Hanno avvertito i carabinieri e quindi non vogliono dire altro” le due operatrici sanitarie di quelle unità mediche tanto agognate durante il primo lockdown (quelle che eseguono a domicilio i tamponi per il Covid-19 e la relativa prima assistenza) ed evidentemente tanto temute ora. Erano da poco passate le 19 quando due uomini, forse parenti di un’altra anziana che poteva essere entrata in contatto con la prima, hanno avvicinato le due giovani donne tempestandole di domande. Volevano assolutamente sapere chi fosse la paziente positiva, in quale appartamento alloggiasse, chi altro ci fosse in casa con la donna… Una ridda di domande alle quali le sanitarie hanno spiegato che non potevano rispondere per la legge sulla privacy, trattandosi di informazioni sensibili.

Non contenti delle risposte, i due uomini hanno iniziato ad alzare la voce facendosi sempre più sotto, imprecando ed offendendo pesantemente le sanitarie. Per questo, temendo che quell’aggressione verbale degenerasse in fisica, le operatrici sono entrate nell’auto di servizio parcheggiata poco distante. Ma i due uomini l’hanno seguite continuando a protestare e fotografarle, impedendo loro di ripartire anche colpendo l’auto con pugni e calci. “Non c’è giustificazione alcuna a tale deplorevole atteggiamento – commenta Sara Cucchiarini, assessore Pari opportunità e Polizia locale – e mi auguro che le forze dell’ordine possano risalire ai responsabili e intervenire severamente”.

(Il Resto del Carlino)

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