La testimonianza choc: ero in un bar della zona poco prima dellโattentato terroristico. “La cittร รจ sconvolta”
Civitanova, 4 novembre 2020 –ย Vienna รจ stata sconvoltaย lunedรฌ sera da un attentato terroristico nel cuore della cittร che ha causato quattro morti e 22 feriti. La civitanovese Irene Paoluzzi vive lรฌ da cinque anni, lavora come manager di unโazienda che si occupa di sviluppo dei software.
Paoluzzi, lunedรฌ sera il centro di Vienna era affollato, prima dellโinizio del lockdown. Dove si trovava al momento dellโattentato?โจ”Lโattentato si รจ consumato nella zona di Schwedenplatz, a dieci minuti a piedi da casa mia: proprio lunedรฌ pomeriggio io e il mio compagno avevamo deciso di fare spesa lรฌ. ร una zona piena di locali e molto frequentata. Approfittando del clima ci siamo poi fermati a prendere un caffรจ, sedendoci sui tavolini allโesterno di un bar a chiacchierare. Proprio verso le 19.30 abbiamo deciso di rientrare. Arrivati a casa ci sono arrivati messaggi di amici che sapevano che eravamo verso Schwedenplatz. Parlavano di spari, ci dicevano, allarmati, di andar via. Era il panico”.
ร stato uno choc.
“La prima ora e mezzo ero piรน focalizzata a raccogliere informazioni, perchรฉ inizialmente ce ne erano poche. Con calma, mi sono resa conto che se fossimo restati in quel bar venti minuti in piรน mi sarei trovata in mezzo alla folla e al caos, il pensiero รจ stato un poโ uno choc”.
Vienna sembra una cittร tranquilla e sicura. Come stanno vivendo la situazione gli austriaci?
“Molto male. Qui non cโรจ mai stata la paura di attentati, รจ sempre stata una cittร volta allโaccoglienza. Ha braccia aperte per tutti, ed essendo uno Stato tutto sommato โbenestanteโ ci sono possibilitร di integrazione. Ci sono molti immigrati, perfettamente integrati. Vienna รจ una cittร calma, i viennesi sono estremamente abitudinari. Per loro, ma anche per me, vivere lโattentato รจ stato un choc. Lโatmosfera รจ cupa e ciรฒ aggrava la situazione complessa del Covid. Nonostante il lockdown non preveda la chiusura completa dei negozi, molte saracinesche oggi sono abbassate, per scelta. Poche le persone in giro”.
Come sta reagendo lโAustria alla pandemia?
“Il lockdown di marzo รจ stato meno โโeroceโ rispetto ad altre parti dโEuropa. ร durato di meno ed eravamo autorizzati a uscire. Verso i primi di maggio eravamo fuori e comunque erano state tolte alcune restrizioni. Lโestate รจ stata senza mascherine, anche ai supermercati. Si respirava un clima piรน “normale”, anche se certe zone hanno subรฌto un forte contraccolpo turistico. Po le cose sono cambiate. Fino a poche settimane fa non si parlava di lockdown, ma di recente cโรจ stata unโimpennata dei casi. E sono arrivate alcune chiusure”.
Gli austriaci come la vivono?
“Lโatmosfera รจ triste, ma si cerca di vivere con una serenitร diversa. Ma cโรจ un semplice motivo: bisogna dire che grazie alle tutele statali le aziende, i negozi, le attivitร non hanno subito un grave contraccolpo economico. Lo Stato, visto anche il numero ridotto della popolazione, รจ intervenuto con decisione. Quindi lo si percepisce come sรฌ un sacrificio, ma da fare tutti quanti. Credo che lโattentato terroristico, davvero inaspettato a Vienna, abbia colpito al cuore gli austriaci, piรน ancora del Coronavirus”.
(Il Resto del Carlino)


