PREVALE 2020: NEL LAZIO MIGLIORANO LE CURE E DIMINUISCONO DISEGUAGLIANZE

Pubblichiamo un comunicato della Regione lazio

 

Nel Lazio migliorano le cure, diminuiscono le diseguaglianze di accesso a livello geografico e diminuisce la mortalitΓ  evitabile (circa 960 decessi in meno per infarto).
Durante la fase di Lockdown l’assistenza nel Lazio non si Γ¨ fermata (effettuati 44 trapianti), a fronte di una riduzione degli accessi al pronto soccorso e all’ospedale per condizioni cliniche meno gravi, Γ¨ aumentata l’offerta di interventi per il tumore alla mammella e sono diminuiti i parti cesarei

28/07/2020Β –Β Nel Lazio migliorano le cure, diminuiscono le diseguaglianze di accesso a livello geografico e diminuisce la mortalitΓ  evitabileΒ (circa 960 decessi in meno per infarto). Durante la fase di Lockdown l’assistenza nel Lazio non si Γ¨ fermata (effettuati 44 trapianti), a fronte di una riduzione degli accessi al pronto soccorso e all’ospedale per condizioni cliniche meno gravi, Γ¨ aumentata l’offerta di interventi per il tumore alla mammella e sono diminuiti i parti cesarei.

Sono alcuni dei dati che emergono da P.Re.Val.E. 2020 – Il programma regionale di Valutazione delΒ Esiti degli interventi sanitari nel Lazio presentati dal Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, dall’Assessore alla SanitΓ , Alessio D’Amato, dal Direttore del Dipartimento di Epidemiologia del Lazio, Marina Davoli e dal Direttore della Direzione Regionale Salute e Integrazione Socio-Sanitaria, Renato Botti.

Entrando nello specifico nel Lazio:

Frattura del femore: 10.800 pazienti in piΓΉ operati tempestivamente, 1.800 l’anno in piΓΉ.Β Nel periodo tra il 2012 e il 2019 la proporzione di interventi per fratture del collo del femore in pazienti di etΓ  maggiore di 65 anni, eseguiti entro 2 giorni dall’accesso nella struttura di ricovero, Γ¨ progressivamente aumentata, passando dal 31% al 62% (+4% rispetto al 2019); tale variazione si traduce in circa 10.800 interventi in piΓΉ eseguiti tempestivamente nel periodo 2013/2019 rispetto all’anno 2012. Questo si traduce in una migliore qualitΓ  della vita nelle persone anziane.

Infarto: 960 decessi in meno l’anno, ridotta mortalitΓ .Β Nel 2019 si osservano circa 9.800 ricoveri per infarto acuto del miocardio; la mortalitΓ  a 30 giorni dal ricovero Γ¨ passata dal 10% nel 2012 al 7% nel 2019, in ulteriore lieve diminuzione rispetto al 2018 (8%) e lievemente inferiore alla media nazionale (8%); si osservano circa 960 decessi per infarto in meno l’anno rispetto al 2012. La proporzione di angioplastica eseguita entro 90 minuti dal ricovero, intervento salvavita nel caso di infarto acuto STEMI, Γ¨ aumentata a partire dal 2012, passando dal 30% al 58% del 2019, in ulteriore aumento rispetto al 2018 (56%); in termini assoluti nel solo 2019 sono state eseguite circa 500 rivascolarizzazioni tempestive in piΓΉ rispetto al 2012, per un totale di circa 3.400 nell’intero periodo 2013-2019.

Chirurgia: 9.000 pazienti in piΓΉ operati di colecistectomia laparoscopicha con degenza inferiore a 3 giorni.Β La proporzione di colecistectomie laparoscopiche con degenza post-operatoria inferiore a 3 giorni Γ¨ aumentata progressivamente, passando dal 57% del 2012 all’80% del 2017 e stabilizzandosi negli ultimi due anni all’82%, e superiore alla media italiana del 2018 (78%) sia agli standard del Ministero della Salute (70%); risultano, quindi, circa 1.600 persone con colecistectomia laparoscopica dimesse entro 3 giorni in piΓΉ nel 2019 rispetto al 2012, per un totale di circa 9.000 nel periodo 2013-2019, quindi una progressiva riduzione importante dei giorni di degenza potenzialmente inappropriati dopo l’intervento. Ridurre la degenza significa ridurre anche il rischio di infezioni ospedaliere.

Parti cesarei: 4.600 in meno l’anno.Β Il numero totale di parti nel Lazio Γ¨ in diminuzione, in linea con il trend nazionale, con circa 15.000 parti in meno nel 2019 rispetto al 2012 e una riduzione di circa 3.800 parti nel 2019 (39.163) rispetto al 2018 (42.967).Β Negli ultimi 4 anni, la proporzione di tagli cesarei primari risulta essere stabile intorno al 27%, ma si osserva una riduzione di circa 4.600 parti cesarei primari l’anno in meno rispetto al 2012 per un totale di circa 24.000 tagli cesarei in meno in tutto il periodo 2013/2019. Tale risultato Γ¨, perΓ², ancora superiore al dato medio nazionale (23% nel 2018).

Tumore alla mammella: l’84% operate nelle Breast Unit.Β Il Lazio Γ¨ stata la prima regione, nel 2015, ad adottare le linee guida sulle Breast Unit prodotte dal Ministero della Salute. Uno dei requisiti della Breast Unit Γ¨ il volume di interventi chirurgici, che deve essere superiore ai 150 l’anno. La proporzione di interventi chirurgici per tumore della mammella effettuata nei centri identificati come Breast Unit Γ¨ passata dal 63% nel 2012 al 84% nel 2019; invece se si considerano anche i centri ad alto volume di attivitΓ  la proporzione raggiunge l’87% nel 2019. La proporzione di intervento ricostruttivo della mammella simultaneo all’intervento di asportazione del tumore Γ¨ passata dal 48% del 2015 al 57% del 2019, stabile rispetto al 2018 e superiore alla media nazionale del 2018 (52%) e si Γ¨ ridotta la proporzione di reinterventi a 120 giorni, che Γ¨ passata dal 10% nel 2012 al 5% nel 2019, stabile rispetto al 2018 e inferiore alla media nazionale del 2018 (7%).Β La proporzione di donne che effettua una mammografia di controllo a 18 mesi dalla dimissione raggiunge solo il 58%.

β€œIl rapporto dimostra come nell’ultimo anno vi sia stato un generale miglioramento degli esiti di cura nella Regione ed Γ¨ anche grazie a questo straordinario lavoro che il Lazio Γ¨ uscito dal Commissariamento”- cosΓ¬ il presidente,Β Nicola Zingaretti.

β€œDurante il lockdown il sistema non si Γ¨ mai fermato: sono stati effettuati 44 trapianti Γ¨ rimasto invariato il numero totale degli interventi di chirurgia oncologica. Sono in aumento gli interventi per il tumore maligno alla mammella (84% interventi effettuati nelle Breast Unit). Sono diminuiti anche i parti cesarei (-4.600 in meno l’anno). Da segnalare anche l’assottigliarsi delle diseguaglianze nell’accesso alle cure. Grazie alla nuova SDO possiamo verificare i volumi e gli esiti per singoli operatori e per singola struttura. Questo rappresenta una vera rivoluzione”- parole dell’assessore alla sanitΓ ,Β Alessio D’Amato.

β€œL’incremento degli accessi al sito e i risultati osservati confermano quanto gli indicatori sviluppati nell’ambito del PReValE rappresentino un importante strumento di valutazione a supporto dei programmi di auditing clinico ed organizzativo finalizzato al miglioramento dell’efficacia e dell’equitΓ  nel SSR. La disponibilitΓ  a livello regionale di sistemi informativi integrati e tempestivi permette inoltre di valutare sia la qualitΓ  dell’assistenza territoriale e dei percorsi assistenziali che risultatiΒ  importanti quale l’impatto dell’epidemia di SARS-Cov-2 sull’assistenza”. – lo ha dettoΒ Marina Davoli, Direttore del Dipartimento di Epidemiologia del Lazio in merito alΒ P.Re.Val.E2020

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