Il declino cognitivo e le demenze: a Roma il convegno di ASL Roma2 per tracciare le nuove rotte dell’assistenza e della cura

In occasione della Giornata Mondiale dell’Alzheimer
di Marialuisa Roscino
In occasione della Giornata Mondiale dell’Alzheimer, la Sala Mancini della Direzione Generale INPS a Roma ha ospitato il convegno di ASL Roma 2, dal titolo “Il declino cognitivo e le demenze: il dovere di aprire strade nuove”, rappresentando un fondamentale momento di riflessione e confronto su una delle sfide più complesse e urgenti della medicina e della sanità pubblica contemporanea. L’obiettivo prioritario dell’incontro è stato quello di definire percorsi di cura realmente integrati e innovativi, capaci di coniugare la ricerca scientifica e clinica con l’assistenza sanitaria e il supporto sociale, mantenendo sempre la persona e la sua famiglia al centro del modello assistenziale.
I lavori istituzionali si sono aperti con gli interventi del Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, e del Direttore Generale della ASL Roma 2, Francesco Amato, dando vita a un ricco dibattito incentrato sulle principali novità sul fronte scientifico e organizzativo: dalle nuove frontiere della diagnosi precoce alla neuropsicologia, dall’individuazione dei marcatori biologici all’introduzione delle nuove terapie, fino agli aspetti di Medicina legale.
Durante i lavori è emersa con forza la necessità di superare la frammentazione dei servizi attraverso una sinergia sempre più solida tra strutture ospedaliere, presidi territoriali e comunità, contesto nel quale la ASL Roma 2 ha presentato le proprie esperienze e i modelli organizzativi volti a garantire la continuità assistenziale e un sostegno concreto ai caregiver.
Nel corso dell’iniziativa, il Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha richiamato l’attenzione sull’urgenza di un cambio di passo affermando che sulle demenze e sull’invecchiamento
“Oggi siamo di fronte a una vera emergenza, come Regione Lazio ci stiamo ponendo all’avanguardia con la legge sul caregiver e con la riprogrammazione delle risorse per le Case della Comunità, con l’obiettivo di potenziare l’assistenza domiciliare per invertire un trend lungo trent’anni e accompagnare i pazienti nei loro contesti di vita”.
“Esserci” – ha sottolineato il Presidente – significa non lasciare soli i pazienti, i familiari e i caregiver. Significa garantire continuità assistenziale, rafforzare il rapporto tra ospedale e territorio, e superare la frammentazione tra servizi sanitari e sociali. La cura deve essere finalmente unitaria, personalizzata e vicina alle persone”. Il Presidente ha inoltre, evidenziato il ruolo essenziale del terzo settore e delle associazioni: “le istituzioni, da sole, non possono affrontare una sfida così complessa. È necessario costruire una rete stabile tra professionisti, servizi, famiglie, volontariato e comunità locali. Solo attraverso questa collaborazione possiamo promuovere una cultura della demenza libera dallo stigma e capace di tutelare la dignità di ogni persona”.
Allo stesso modo, Filippo Bonanni, (Direzione centrale Salute e Prestazioni Disabilità INPS) ha sottolineato il ruolo strategico dell’Istituto ricordando che “l’INPS è quotidianamente in prima linea nelle politiche di previdenza e assistenza per le persone vulnerabili, e abbiamo la responsabilità e il dovere di fare rete con le istituzioni, la comunità scientifica e i professionisti per garantire un futuro migliore ai pazienti e assicurare la tenuta sociale del Paese in questo periodo di grande cambiamento. Aprire strade nuove significa trasformare la presa in carico dei pazienti in un percorso condiviso, umano e scientificamente avanzato”.

 

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