Pubblichiamo la risposta del Preside Riccardo Agresti alle parole dell’assessore Lucia Cordeschi:
Ancora una volta mi si vuole โmettere in mezzoโ in una situazione in cui cโentro poco o nulla ed ho paura che questo venga fatto per nascondere le magagne politiche di chi non ha saputo far iniziare il servizio di refezione scolastica fin dal primo giorno di lezioni, dopo oltre 10 anni in cui il servizio era stato disponibile fin dall’inizio. Peccato che chi non รจ stato in grado di far svolgere il servizio fin dal primo giorno di Scuola, abbia poi affermato che ai genitori รจ stato regalato il mese di settembre (cioรจ ben 7 giorni di servizio) e quello di giugno (addirittura 9 giorni di servizio). Ormai non ci si meraviglia piรน nellโascoltare cialtronerie e, se non fossi stato chiamato in causa, nemmeno avrei risposto a queste fanfaluche.
Non mi permetto di insegnare a nessuno lโuso della lingua italiana nรฉ fare lezioni di logica, per cui sorvolo sulla affermazione letta su un comunicato stampa: โla mensa รจ un servizio a totale carico del Comuneโ poco dopo autocontraddetta affermando che i genitori contribuiscono con 3 euro a pasto ed il Comune completa con poco piรน di 2 euro.
Ai docenti ed ai collaboratori scolastici non ho personalmente vietato di fare nulla e questi professionisti della conoscenza stanno rispettando il proprio contratto svolgendo (ed anche molto bene) il lavoro previsto. Peccato che fra quei compiti non rientri svolgere quelli previsti per gli impiegati comunali, gli stessi che addirittura pretendono che i genitori rappresentanti di classe facciano i postini per loro. Si tratta degli stessi impiegati comunali che hanno sbraitato senza ritegno davanti a bambini di 3 anni โriprendendoโ dei docenti in servizio, offrendo una bella lezione di rispetto di chi lavora nel mondo della Scuola.
A questo proposito occorrerebbe anche ricordare che i dipendenti comunali, ancorchรฉ bene educati o meno, non possono entrare nella Scuola senza alcun controllo. Il polifunzionale si trova entro il recinto scolastico ed anche se questo fosse unโenclave, resterebbe la necessitร di attraversare il cortile scolastico dove, per ovvi motivi di sicurezza, non รจ permesso a nessuno, a meno di autorizzazione del responsabile, di passare.
Affermare che alla โMeloneโ docenti e collaboratori scolastici ricevano pasti gratuitamente รจ assolutamente falso, ma qui credo che la “Melone” venga confusa con le sue โscuole amicheโ dove ho avuto modo di vedere pasti distribuiti giornalmente gratuitamente a persone โamicheโ togliendoli ai bambini. Per comprendere meglio questa mia affermazione, basata sulla osservazione diretta, occorre ricordare che i pasti non sono preconfezionati, ma vengono sporzionati a Scuola, per cui se dalla quantitร di cibo preparata per i piatti dei bambini, si prelevano dei pasti da offrire agli amici, lo si fa a detrimento della quantitร di cibo destinata agli alunni. Personalmente, se anni fa facevo dei sopralluoghi a mensa e mangiavo a tavola con i bambini, anche per mostrare che il cibo della mensa lo mangiava persino il “preside”, da quando fui accusato di โmangiare a sbafoโ non mi sono piรน permesso di presentarmi a mensa per dei controlli.
Infine non molti sanno che ho chiesto piรน volte allโassessore un incontro diretto e rapido per stipulare una convenzione fra Scuola e Comune che possa risolvere lโimpasse (intendo il rifiuto da parte del personale di svolgere il lavoro altrui) e poichรฉ sono certo che questa non abbia paura della veritร , sia in grado di parlarmi direttamente (e non attraverso comunicati stampa) e rapidamente, se non lo ha fatto finora รจ solo perchรฉ certamente molto impegnata in faccende ben piรน serie di questa che per noi รจ invece importante.
Il problema forse รจ a monte, magari lโassessore (che fra l’altro non vuol sentire ragioni sulla consumazione del pasto portato da casa da chi non si puรฒ permettere nemmeno i 3 euro citati) vuole โfare cassaโ prelevando i soldi dalle tasche dei genitori. In effetti, in caso di assenza dei bambini, il conto รจ giร stato incamerato (trattenendo i soldi dei genitori) e ovviamente la CIR non viene pagata. Mi domando perchรฉ non si riveda il regolamento del servizio refezione scolastica prevedendo la restituzione ai genitori di quanto incassato per un servizio non reso: cioรจ, faccia pagare solo i pasti realmente consumati. A ben guardare, il danno non รจ all’erario (lo Stato non c’entra neanche nulla), ma alle tasche dei genitori che pagano un servizio non goduto. Ma questa รจ una domanda sciocca che mi pongo io che non sono assessore e non ho le competenze osservate in altri piรน capaci di me.
Chiudo con una osservazione positiva: almeno, da qualche giorno, i bambini hanno a mensa un pasto abbondante su cui contare!


