Tumori ginecologici, quando una donazione di sangue diventa parte della cura

Intervista alla Prof.ssa Anna Fagotti sul ruolo dei donatori al fianco delle donne nei percorsi oncologici

La disponibilità di sangue è fondamentale anche nella cura dei tumori ginecologici. Ne parliamo nel nuovo appuntamento redazionale del Gruppo Donatori Sangue “Francesco Olgiati” ODV con la Prof.ssa Anna Fagotti, Professore Ordinario di Ostetricia e Ginecologia all’Università Cattolica del Sacro Cuore, Direttore dell’UOC di Ginecologia Oncologica del Policlinico Gemelli, della Scuola di Specializzazione in Ostetricia e Ginecologia, del Programma Internazionale di Fellowship e del Master in Oncologia Ginecologica. Presidente dell’ESGO, già Associate Editor dell’IJGC, è autrice di oltre 400 pubblicazioni scientifiche.

Professoressa, quali sono oggi le principali sfide nella cura dei tumori ginecologici?

“Garantire una presa in carico tempestiva, percorsi multidisciplinari e trattamenti innovativi. È fondamentale anche assicurare assistenza nelle fasi più complesse della malattia, rafforzando i servizi territoriali e le cure palliative”.

Quanto conta la disponibilità di sangue durante gli interventi e le terapie?

“È fondamentale. Le trasfusioni possono essere necessarie durante la chirurgia, ma anche per contrastare l’anemia causata dai trattamenti. La carenza di sangue può ritardare le cure e aumentare il rischio di complicanze. Disporne nei tempi necessari significa tutelare la sicurezza delle pazienti”.

Che valore assume il gesto di chi dona?

“Permette alle donne di proseguire il proprio percorso terapeutico. Ogni ritardo, chirurgico o medico, può incidere negativamente sulla sopravvivenza”.

Quale messaggio rivolge a chi non ha ancora donato?

“Oggi possiamo essere dalla parte di chi dona e domani di chi ha bisogno. Mi capita di dover comunicare alle pazienti il rinvio di un intervento per mancanza di sangue, soprattutto durante l’estate e le festività natalizie. È difficile spiegarlo a chi sta affrontando una malattia oncologica e alla sua famiglia. Donare non è soltanto generosità, ma responsabilità verso la comunità. Non aspettiamo un’emergenza per farlo”.

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