Direttore Massimo Sabatini, quali sono oggi le principali sfide nella gestione del Parco Bracciano-Martignano?
“Il Parco stesso, come istituzione nata per la tutela ambientale e paesaggistica di un territorio sensibile, singolare e tipico come il nostro, è una sfida quotidiana… Non è facile conciliare le esigenze amministrative di ben dieci comuni, oltre che della vasta proprietà pubblica e privata, con le numerose e complesse norme e leggi che regolano questo vincolo territoriale così poco amato e tanto temuto da molti e che per tanti aspetti (non lo nego) sarebbe da aggiornare e ricalibrare in funzione di più ragionevoli e lungimiranti politiche. Fra l’altro, l’Ente parco ha l’ineludibile dovere di salvaguardare e talvolta agire con decisione in contrasto a fenomeni di degrado o di vero crimine, facendo i conti, molto spesso, con l’ostilità, neanche tanto velata, di chi ancora non si rassegna, dopo ben ventisette anni, a convivere con altri propri consimili all’interno di un’area naturale protetta, ossia letteralmente immersi in assetti storici, geomorfologici, paesaggistici e ambientali impossibili da alterare o eliminare. Forse la sfida maggiore è, appunto, operare tutti i giorni secondo scienza e coscienza, ricordando costantemente, a chi sempre ci critica, la vera questione sul tavolo: il Parco non è un sipario che si può sollevare e calare a piacimento … il Parco è il palcoscenico sul quale tutti noi siamo obbligati a recitare la nostra parte secondo un copione dato e che non possiamo restituire … Un gioco di parole curioso ma che rende bene l’idea”
Quali risultati ritiene più significativi raggiunti negli ultimi anni?
“Il fatto di esistere ancora ! Al di là della battuta, come entità amministrativa relativamente indipendente siamo riusciti a conservare accettabili livelli di tutela, bilanciando politiche di sviluppo sostenibile in un contesto che, ovviamente, non può promettere altro. Personalmente, sono Direttore da 14 mesi, quindi preferirei non parlare ancora di obiettivi raggiunti ma solo in fase di definizione. Tireremo le somme più avanti, ora ogni bilancio è prematuro”.
Quali sono le priorità per il prossimo futuro?
“Far sì che vengano ridotti o eliminati tutti quegli attriti che talvolta, creando incomprensioni, compromettono le migliori potenzialità delle comunità locali, sia in termini economici che sociali e culturali. Il Parco deve diventare un’opportunità, una sicurezza e una garanzia di migliore qualità di vita, non il contrario. I benefici devono essere percepibili a tutti e per tutti e solo così ci potremo ritenere soddisfatti”.
Come si sviluppa la collaborazione con i comuni che ricadono nel parco?
“Facendo ciascuno la propria parte, con lealtà e spirito costruttivo in sussidiarietà, così come prevede e prescrive la Costituzione della Repubblica Italiana”…
Quanto è importante il coinvolgimento delle scuole?
“Avvicinarsi fin da piccoli alla Natura è come scoprire un nonno o una nonna speciali, oltre la propria famiglia… L’istituzione scolastica, lungo i propri percorsi educativi, sa già come lavorare per questo. La qualità dei nostri insegnanti è nota a tutti ed anche noi del Parco sappiamo come ben coadiuvare con loro”.
Se dovesse indicare un luogo simbolo del parco che rappresenta la sua identità, quale sceglierebbe e perché?
“Facile sarebbe rispondere il Lago di Bracciano e il Lago di Martignano… però personalmente, oltre alla rassicurante mole del Castello, mi piacciono molto le aree boscate di Oriolo e Manziana e gli uliveti di Vicarello… gli alberi sono come amici saggi e antichi che ci sanno parlare nel perfetto silenzio”…



