Il lavoro che c’è dietro la Proposta di Legge sullo Psicologo per le Cure Primarie ha alle spalle un percorso che dura da 7 anni, durante i quali la Consigliera Regionale Sara Battisti ha lavorato senza sosta per far approdare questo provvedimento in Aula alla Pisana. Dopo anni di duro lavoro, e il sostegno di oltre 13.000 firmatari, il bersaglio è stato centrato: la Proposta di iniziativa legislativa popolare verrà discussa in Consiglio Regionale il 7 ottobre 2026.
Come già espresso in un articolo precedente, la situazione registrata dal SSN a proposito di salute mentale è ben lontana dall’essere idilliaca.
Le criticità evidenziate sono venute maggiormente alla luce dopo la pandemia da coronavirus, che ha visto i pronto soccorso – già sovraccarichi – doversi occupare dell’ulteriore aumento degli ingressi legati al dilagare dei disagi psichici. Nella crisi, dunque, è venuta allo scoperto una situazione latente e mai affrontata, che non ha permesso ai cittadini, alle istituzioni e agli ordini professionali di rimanere indifferenti.
A testimonianza di come il benessere mentale abbia conquistato un posto di rilievo all’interno del tessuto sociale, c’è il successo di applicazioni di psicologia e psicoterapia online. Il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi ha diramato le linee guida sulle sessioni via web solamente nel 2017 – in ritardo rispetto ad altri paesi europei –, ma la pandemia ha senza dubbio accelerato il processo di digitalizzazione delle cure psicologiche. La nascita di applicazioni che stimolino le persone a prendersi cura della propria salute mentale è un passo enorme e da non sottovalutare, ma non mette a tacere il problema principale che riguarda anche le sedute online: i costi.

È bene fare qualche appunto: gli psicologi, per diventare tali, studiano 5 anni tra triennale e magistrale, fanno un tirocinio obbligatorio non retribuito, affrontano l’esame di Stato e, infine, si iscrivono all’Albo degli Psicologi. Molti poi decidono di specializzarsi ulteriormente per diventare psicoterapeuti, investendo altri 4 anni di tempo. Insomma, è più che giusto che, alla fine, venga loro riconosciuto un trattamento economico adeguato alle competenze acquisite. Tuttavia, è importante sottolineare che, in presenza o a distanza, farsi prendere in cura da un professionista della salute mentale comporta un grande dispendio di denaro, e non tutti possono permetterselo.
Inoltre, la Costituzione italiana parla del diritto alla salute nell’Art. 32, e lo Stato è di conseguenza chiamato a garantire quel diritto anche a coloro che non hanno i mezzi economici per provvedere da sé.
La situazione mondiale vede guerre e rincari che partono dai carburanti (+69,23€/1000 litri per il diesel, +14,95€/1000 litri per la benzina rispetto alla settimana dal 14.09 al 20.09, dati settimanali Ministero dell’Ambiente – settimana 21.09/27.09), per poi riversarsi su tutto il resto dei beni di consumo.
In un contesto simile l’intera popolazione – chi più, chi meno –, è portata a scendere lungo i gradini della Piramide di Maslow (teoria psicologica secondo cui l’essere umano tende a soddisfare prima i bisogni primari, come il cibo e la sopravvivenza, e solo dopo occuparsi di quelli deputati alla realizzazione personale) e a pensare principalmente a come arrivare alla fine del mese: è facile credere che molti siano costretti a mettere il proprio benessere mentale all’ultimo posto, o peggio, a non considerarlo affatto come qualcosa di cui è necessario prendersi cura.

La consapevolezza dell’importanza della salute mentale è arrivata con troppo ritardo, ma ora il difficile è lasciare che non diventi di nuovo un problema invisibile. Di fronte alla mancanza di una legge Nazionale che regoli l’istituzione di uno psicologo per le Cure Primarie, molte regioni (11 tra quelle che già hanno approvato la Legge sullo Psicologo di Base e quelle che hanno messo in atto l’iter per istituirlo) si sono già attivate affinché ognuna possa regolamentare questa posizione in autonomia.
Il Lazio, grazie alla consigliera Battisti, è una delle regioni che si appresta a discutere questa Proposta in Aula. Ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il proverbiale mare: la Battisti, con il suo partito (PD), non può portare avanti questa battaglia da sola, e c’è bisogno dell’appoggio di tutto il Consiglio Regionale.
Il 29 settembre sono state illustrate in Commissione Sanità le principali proposte di legge sulla salute mentale, lasciando emergere “una sensibilità condivisa, che coinvolge il Presidente Rocca e l’intero Consiglio Regionale, su un’emergenza che non possiamo più permetterci di ignorare”, come dichiarato dalla stessa consigliera Battisti.
“Quello che ci auguriamo è che questo testo possa essere arricchito dal contributo di tutte e di tutti, e soprattutto essere condiviso dalla maggioranza e dall’opposizione: su questi temi non ci si può dividere. […] Dobbiamo dotare la nostra sanità pubblica di professionalità a sostegno di chi ne ha bisogno”, riporta ancora la Battisti in un video pubblicato sui suoi social, sottolineando che la Proposta di Legge sullo Psicologo per le Cure Primarie non è un terreno di scontro tra ideologie di maggioranza e opposizione, ma un aiuto concreto che potrebbe cambiare in meglio la vita di molte persone.
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Chiara Venturen, redattrice L’agone


