La Fanfara della Polizia di Stato incanta il castello di Santa Severa: la musica come presidio di comunità

Il Castello di Santa Severa, ieri sera, è diventato un luogo sospeso tra storia e armonia. Nella cornice della rassegna “Vivi il Castello”, organizzata da LazioCrea e sostenuta dalla Regione Lazio, la Fanfara della Polizia di Stato ha regalato al pubblico un concerto che è andato ben oltre l’esecuzione musicale: un vero e proprio atto di vicinanza alla comunità, un modo diverso di raccontare la sicurezza, la prevenzione e il servizio al Paese.

La platea, gremita nonostante la serata afosa, ha accolto alcuni dei più autorevoli esponenti della Polizia di Stato: il Prefetto Vittorio Rizzi, il Questore di Roma Roberto Massucci, il Prefetto Domenico Cerbone, direttore delle relazioni esterne del Dipartimento, e il Prefetto Mario Viola, direttore dell’Istituto Superiore di Polizia. Accanto a loro, numerose autorità locali, tra cui i sindaci di Santa Marinella Alessio Manuelli e il vice sindaco di Tolfa Mauro Folli, hanno portato i colori delle diverse uniformi, creando un mosaico di presenze che ha reso la serata ancora più solenne.

La Fanfara, diretta con maestria dal Maestro Profili, ha proposto un programma variegato e magistrale: dalla brillante ouverture della Gazza Ladra di Rossini alla marcia trionfale dell’Aida, passando per brani della recente edizione del Festival di Sanremo. Due momenti particolarmente intensi hanno visto protagonista la soprano Martina Paciotti, voce limpida e potente, che ha interpretato con eleganza “Con te partirò” e “Un amore così grande”, prima di guidare l’intera platea nell’esecuzione dell’Inno Nazionale, cantato in piedi da tutti i presenti.

Ma la forza del concerto non è stata solo musicale. Ogni brano è diventato metafora, ogni pausa un messaggio. La Polizia di Stato ha ricordato alcune delle campagne più importanti e attuali:

  • la lotta alle truffe agli anziani, un crimine che ferisce prima l’anima e poi il patrimonio, colpendo chi ha più bisogno di fiducia e protezione;
  • la campagna contro l’abbandono degli animali, piaga estiva che la Polizia contrasta con sensibilizzazione e controlli;
  • la promozione della donazione del sangue, gesto semplice ma essenziale, che salva vite e rafforza la solidarietà;
  • la prevenzione degli incidenti stradali, tema su cui la Polizia Stradale lavora ogni giorno, unendo controllo, educazione e presenza sul territorio.

La musica, in questo contesto, è diventata linguaggio universale: un ponte tra istituzioni e cittadini, un modo per raccontare che la sicurezza non è solo norma, ma anche cultura, emozione, responsabilità condivisa. Ogni nota sembrava dire che prevenire significa anche educare, commuovere, far riflettere. La Fanfara, con la sua eleganza sonora, ha trasformato il Castello in un luogo di ascolto collettivo, dove la bellezza diventava strumento di consapevolezza.

Gli organizzatori hanno espresso grande soddisfazione per la riuscita dell’evento, sottolineando come la rassegna “Vivi il Castello” stia diventando un punto di riferimento culturale del territorio. Il concerto della Fanfara ne è stato la conferma: un momento di comunità, di emozione e di identità condivisa.

Ieri sera, a Santa Severa, la Polizia di Stato non ha solo suonato: ha raccontato il proprio impegno attraverso la magia della musica, dimostrando che la sicurezza può essere anche armonia, vicinanza e bellezza. Una serata che resterà nella memoria di tutti i presenti, come una promessa di protezione e di cultura che continua a crescere.

Ludovica Di Pietrantonio, direttore L’agone

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