Ieri mattina, a Bracciano, il consiglio comunale ha messo in fila cinque atti che raccontano con chiarezza la rotta dell’amministrazione in questa ultima fase del mandato iniziato nell’ottobre 2021. Non semplici adempimenti: scelte politiche che definiscono un posizionamento.


Il nuovo regolamento del Museo civico, la proroga del diritto di superficie all’A.A.I.S., l’avvio del gemellaggio con Tubas, città palestinese della Cisgiordania, e l’acquisizione dell’immobile di via Odescalchi 2, confiscato alla criminalità organizzata e destinato a diventare una casa famiglia per minori stranieri non accompagnati, compongono un pacchetto che ribadisce le priorità dell’amministrazione: cultura, pace, tutela delle fragilità, legalità praticata e non solo dichiarata.




La seduta restituisce un’immagine nitida: un Comune che sceglie di investire sul patrimonio culturale, di rafforzare i legami internazionali, di sostenere chi è più vulnerabile e di utilizzare beni sottratti alla criminalità per finalità sociali. Una linea che, in più punti, ha trovato anche il voto favorevole dell’opposizione. Le frizioni sono arrivate solo alla fine, con il respingimento di due ordini del giorno delle minoranze ancora sulle criticità del lungolago.



«Con questa delibera Bracciano sceglie da che parte stare», ha detto l’assessore alle Politiche sociali Massimo Guitarrini presentando la delibera sull’immobile confiscato. Una frase che non è solo una dichiarazione: è la sintesi politica dell’intera seduta.
Lorenzo Avincola redattore L’agone


