Comunicato stampa
“Riserva fredda, così come viene raccontata dal Ministro significa in realtà ospitare sul territorio un dinosauro spento, senza manutenzioni e senza prospettiva. Il Governo è in ritardo su tutta la linea: il territorio merita scelte, non rinvii” Il convegno di Unindustria al Molo Vespucci, atteso come un passaggio decisivo per il futuro energetico e industriale di Civitavecchia, si è chiuso lasciando tutto in bilico. Il ministro Pichetto Fratin è arrivato in città con grandi annunci e se n’è andato senza fornire risposte concrete, soprattutto a chi quelle risposte le chiedeva da mesi: i lavoratori Minosse e dell’indotto, che proprio davanti all’Autorità portuale hanno manifestato la loro legittima preoccupazione per il futuro occupazionale.
A loro non si replica con formule vaghe e impegni rinviati a un futuro indefinito. La “riserva fredda” così come la intende il ministro non è una strategia: è un alibi. Significa tenere in piedi impianto improduttivo, con manutenzioni di fatto inesistenti e una prospettiva industriale congelata, mantenendo il territorio nell’incertezza e i lavoratori nel limbo. Non è questa l’idea di transizione che Civitavecchia chiede da anni: non basta evocare la decarbonizzazione “salvo emergenze” per intestarsi una svolta che, ad oggi, sulla carta non c’è. Soprattutto, sulla reindustrializzazione si continua a navigare a vista. I progetti depositati per le aree di Civitavecchia sarebbero cinquantadue: un numero rilevante, che impone trasparenza e una valutazione politica seria. Anch’essi purtroppo scontano il fatto che i terreni attorno alla centrale sono tutt’ora indisponibili, conseguenza diretta della non scelta sul futuro della centrale e del territorio.
L’Amministrazione comunale deve poter vedere, esaminare e valutare quei progetti, perché è suo compito tutelare la cittadinanza da iniziative non in linea con uno sviluppo che — finalmente — coniughi salute e lavoro. Civitavecchia non può essere il terreno di sperimentazione di qualunque proposta calata dall’alto: il principio che salute e occupazione debbano camminare insieme è oggi una linea rossa non negoziabile. Il Governo è in ritardo su tutta la linea.
Mentre il ministro si dice pronto a partire “domani mattina” se i progetti arriveranno, sono mesi che il territorio attende un quadro di programmazione, risorse certe e tempi definiti. Il Partito Democratico di Civitavecchia sostiene con convinzione il lavoro del Sindaco Piendibene e dell’Amministrazione, e continuerà a stare al fianco dei lavoratori e dei sindacati. La transizione si fa con i territori, non sopra i territori: pretendiamo risposte, non altri convegni.
Partito Democratico — Circolo di Civitavecchia


