21 Marzo, 2026
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Giornale del Lago e della Tuscia edito dall'Associazione no-profit "L'agone Nuovo". Per informazioni su pubblicitร  e le nostre attivitร : 339.7904098 redazione@lagone.it

MANIFESTO, DUNQUE SONO

Si riceve e si pubblica

Leggevo pochi giorni fa, che in un paesino in Italia, si celebrava la festa della mano, con ospiti illustri, scienziati come Telmo Pievani ecc, che parlavano dellโ€™ importanza della mano a livello meccanico e non solo.
Da qui รฉ partita questa mia piccola riflessione, che va oltre il semplice utilizzo delle mani, come unico strumento per rimanere piรน U-Mani
Invito per la prossima mani-festa-azione, metacarpale
Nel principio era il gesto.
Non la Parola.
Non il Verbo.
Ma il pugno che batte il ventre del mondo e grida:ย CI SONO!
E fu allora che Dio, o chi per lui, non plasmรฒ lโ€™uomo dalla polvere โ€”
ma lo disegnรฒ, con dita giganti, come una firma sul nulla:
un graffito cosmico, unโ€™impronta digitale sullโ€™anima del tempo.
E cosรฌ nacque lโ€™umano, lโ€™essere senziente,
col pollice opponibile e il cuore esitante.
Le mani.
Le prime a direย ti amo.
Le prime a direย ti uccido.
MANIFESTIAMO!ย โ€” gridavano i santi e i dannati!
E dentro quel verbo tremavano tre piccoli idoli:
MANI โ€“ FESTA โ€“ AMORE.
Oh, le mani!
Quelle del muratore e della prostituta,
del violinista e del becchino,
del bambino che stringe il dito del padre
e del tiranno che schiaccia pulsanti rossi come ciliegie infernali.
Le mani, orchestre del corpo,
che un tempo suonavano sinfonie dโ€™incontro
ora ticchettano ossessive
su tastiere che non sanno piรน nulla di Mozart o di passione.
Solo Excel, PowerPoint e pornografia.
Abbiamo ridotto la carezza a un emoji,
lโ€™abbraccio a un like,
la stretta di mano a un captcha.
Dove sono finite le mani che facevano la rivoluzione?
Quelle che dipingevano manifesti,
scrivevano poesie sulle mura del potere,
che impugnavano non armi, ma margherite,
e le scagliavano contro i carri armati?
Ci hanno derubati!
Dei sogni, della rabbia buona, della bellezza della meraviglia.
Ora guardiamo un tramonto con gli occhiali da sole,
perchรฉ la luce ci fa paura.
Ci fa vedere troppo.
Ci ricorda che potremmo ancora amare.
Ma le mani โ€”
le mani non mentono mai.
Sono sincere, anche quando mentono.
Sono stanche, anche quando applaudono.
E sono morte, anche quando tremano.
Oggi si manifesta con una scrollata di spalle.
Si protesta con una reaction.
Si lotta con un meme.
Abbiamo dato in outsourcing anche la rivoluzione.
Eppure, eppureโ€ฆ
in fondo a questo incubo comico,
in fondo a questa discarica di pixel e cinismo,
ci resta ancora una possibilitร :
La Mano.
La mano che disegna cerchi nellโ€™acqua,
che non spinge, ma accompagna.
La mano che accarezza una fronte calda di sogni.
La mano che tiene lโ€™altra, senza motivo, solo per esserci.
Abbiamo bisogno di una rivoluzioneย palmare,
una marcia metacarpale,
una crociata cuticolare!
Una festa! Una danza! Unโ€™orgia epidermica di mani vere!
Mani nude, senza guanti nรฉ scuse,
che dicono:ย โ€œManifesto, dunque sono!โ€
E se non posso manifestare,
se non posso battere le mani al cielo,
se non posso gridare col palmo alzato,
allora non sono piรน.
Sono il fantasma di me stesso.
Un cursore che lampeggia.
Una notifica che nessuno apre.
Ma io voglio manifestare!
Voglio amare con le mani,
festeggiare con le mani,
resistere con le mani!
Perchรฉย solo chi MANIFESTA, esiste davvero.
Gianluigi De Benedittis
Presidente
Associazione Culturale
Humanae Vitae

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