2 Aprile, 2026
spot_imgspot_img

Giornale del Lago e della Tuscia edito dall'Associazione no-profit "L'agone Nuovo". Per informazioni su pubblicità e le nostre attività: 339.7904098 redazione@lagone.it

Intervista ad Alessandra Zeppieri, consigliera regionale di Sinistra Italiana

Il consiglio regionale ha bocciato una sua mozione sul DDL Bongiorno: ci racconta cosa è successo?

Come Regione Lazio credo fosse necessario esprimere la nostra opposizione alla cancellazione del “consenso” all’interno del DDL Bongiorno. Quando parliamo di violenza sessuale dobbiamo avere ben presente che stiamo parlando anche della qualità della nostra democrazia, del modo in cui riconosciamo l’autodeterminazione delle persone, del valore che attribuiamo alla libertà. La mia mozione non voleva essere strumentale, ma mettere in luce come ancora si cerchi di ideologizzare un argomento che dovrebbe andare al di là delle divisioni politiche. Purtroppo è mancato il sostegno: una bocciatura preoccupante, che dimostra quanto sia necessario un cambio di paradigma, culturale prima ancora che giuridico. Un cambiamento che passa dall’educazione sessuale e affettiva, dalla prevenzione e da una cultura del rispetto che rifiuti le dinamiche di potere e la cultura patriarcale. Perché solo sì significa sì, e porteremo avanti questa lotta dentro e fuori le istituzioni.

Perché va fermata la proposta di legge n. 207 su famiglia e natalità?

Perché è una legge con una visione arretrata e ideologica che mette seriamente a rischio il ruolo dei consultori. Non è possibile nascondere, sotto l’apparente neutralità della difesa della natalità e della “tutela del nascituro”, un attacco sistematico al diritto all’autodeterminazione delle donne. Collegando questo alla bocciatura della mozione precedente, abbiamo ben chiara la visione del mondo di questa maggioranza. La legge riconosce un solo tipo di famiglia, togliendo dignità a chiunque strutturi il proprio percorso di vita in maniera diversa. Per favorire la natalità serve una politica che crei le condizioni affinché le persone possano davvero e liberamente scegliere di diventare genitori: stipendi adeguati, occupazione, servizi, sanità pubblica, servizi educativi e scolastici capillari sul territorio.

Che seguito hanno avuto gli emendamenti alla finanziaria 2026 sull’autismo?

Contestualmente alla deposizione dei nostri emendamenti, l’assessore Maselli ha approvato il “Piano regionale per l’autismo”. Un piano che credo abbia margini di miglioramento perché non affronta in modo completo e pieno alcuni punti che ritengo fondamentali: incrementare significativamente le risorse per il sostegno delle famiglie dei minori nello spettro autistico, permettere loro di accedere a terapie e percorsi educativi efficaci e riconosciuti scientificamente, garantire un accesso territoriale uguale in tutta la Regione. Credo che il confronto con l’assessore possa essere un buon punto di partenza per portare avanti anche queste tematiche in maniera più strutturale.

Giuseppe Girardi

Ultimi articoli