11 marzo 1906 – 11 marzo 2026
Traguardare i 120 anni dalla fondazione non è cosa da poco. L’agone per l’occasione ha incontrato Fabio Chiaravalli, Presidente dell’Ente dal settembre 2024, che ci ha guidato alla scoperta di questa istituzione fondamentale per il territorio.
Un legame antico con la terra
“Il mondo delle Università Agrarie è un universo affascinante,” esordisce Chiaravalli. “Si basa sui domini collettivi: terreni agricoli messi a disposizione della popolazione. È un sistema che ha una valenza sociale profondissima, con radici che affondano nei secoli scorsi.”
Subito dopo l’insediamento, la nuova amministrazione non si è limitata alla gestione ordinaria. “Oltre allo svolgimento delle pratiche correnti, ci siamo messi subito al lavoro per ricostruire la nostra storia e, contemporaneamente, progettare il futuro,” spiega il Presidente. “Abbiamo calendarizzato obiettivi chiari a breve, medio e lungo termine, avviando al contempo la riorganizzazione dell’archivio istituzionale: un passo necessario per avere contezza di dove vogliamo andare.”
La memoria che rivive tra racconti e documenti
L’immagine di un’Agraria all’avanguardia non è solo un mito, ma una realtà che emerge con forza. “Questi ricordi ci sono stati tramandati dai racconti di chi ha vissuto quegli anni d’oro, storie passate di bocca in bocca nelle nostre famiglie,” sottolinea Chiaravalli. “Oggi, lo studio e la sistemazione dell’archivio stanno dando conferma scientifica a quelle voci, restituendoci la fotografia di un Ente che era il vero motore del territorio.”
In quegli anni, l’Università gestiva tutto: dal grano ai vigneti, fino alla pregiata stazione di monta per vacche e cavalli maremmani. “Un successo che dobbiamo alla lungimiranza di chi ci ha preceduto. Vogliamo dire un grazie sentito a tutti gli utenti e agli amministratori che, per oltre un secolo, sono riusciti a portare avanti l’Ente con dedizione, superando momenti di grandi difficoltà storiche e sociali.”
Fare rete per volare alto: la sfida alla burocrazia
Oggi il vento sta cambiando, ma Chiaravalli è consapevole che serve una strategia precisa: “Dobbiamo farci trovare preparati e attenti. Per questo stiamo puntando sulla collaborazione con le altre Università Agrarie e con le loro associazioni. L’obiettivo è fare fronte comune per ridare a questi Enti il giusto valore legale e il riconoscimento che meritano.”
“Solo uniti potremo ottenere riforme che ci permettano di agire senza avere le ali tarpate da una burocrazia eccessiva o dall’ingiusta esclusione dai sistemi di finanziamento pubblico. L’Agraria deve tornare a essere un volano di sviluppo economico di qualità, riprendendo il suo ruolo di guida nel recupero delle aree interne.”
Un compleanno da vivere insieme
Per festeggiare questo 120° anniversario, sono in programma numerosi eventi nei prossimi mesi. “Saranno momenti per coinvolgere tutta la popolazione, che dell’Agraria è il vero motore,” conclude Chiaravalli. “C’è davvero parecchio da fare. Siamo qui per questo, con amore per il nostro Paese.”
Gianluca Di Pietrantonio


