16 Aprile, 2024
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L’occupazione del futuro, l’indagine

Il centro studi di Fòrema, ente di formazione del sistema confindustriale veneto, presenta la sua ultima indagine dedicata al mondo del lavoro. Nel corso di cinque mesi sono state raccolte le opinioni di oltre duecento persone scelte tra corsisti e disoccupati che si sono relazionati con l’ente padovano. Ne sono emersi i trend attorno al tema di “Cosa ti serve per lavorare?”. L’indagine è stata pensata per indirizzare le azioni di Fòrema in un momento nevralgico per il mercato dell’occupazione, alle prese con le rivoluzioni green e digital che cambieranno il mondo delle buste paga per sempre. I dati sono stati analizzati in base all’età, al genere e alla posizione lavorativa e disegnano una realtà complessa. Ecco in sintesi alcune delle analisi che emergono dall’indagine.

Sicurezza e l’indipendenza economica sono la principale aspettativa dal lavoro, in particolare per i giovani under 29 (50% dei casi). I “bisogni superiori” incidono sui giovani: l’autorealizzazione è l’elemento chiave per il 17% (contro il 9% degli adulti e l’11% dei senior), così come trovare il proprio posto nella società (8%). Allo stesso livello della crescita per gli adulti il secondo fattore in ordine di importanza è la crescita professionale (16%), per i senior la riconoscibilità sociale del proprio ruolo (11%, al pari dell’autorealizzazione e della crescita) per tutte le coorti assume una certa rilevanza la riappropriazione del tempo di vita (4%).
Lo status occupazionale e la condizione reddituale, impattano direttamente sulla scala delle priorità: per chi già lavora la sicurezza e l’indipendenza economica assumono un ruolo minore (aspettativa fondamentale solo per il 35%), rispetto a chi non lavora (57%), a favore invece della possibilità di crescere professionalmente (22% contro un 6%), dell’autorealizzazione (13%) e della stima sociale (10%).

Sul fronte dei servizi per accedere al mercato del lavoro, l’assistenza nella fase di inserimento professionale registra la rilevanza massima per la metà del panel, seguiti dalla realizzazione di incontri con le aziende (48%) tra le attività propedeutiche i servizi di validazione e certificazione delle competenze già acquisite, così come la valutazione del potenziale e la sua valorizzazione occupano un posto rilevante con un giudizio di massima priorità per il 37% dei rispondenti.
Tra i servizi meno richiesti si segnalano l’assistenza burocratica e amministrativa ai candidati (26%) e l’accesso a banche dati e statistiche per conoscere meglio il mercato del lavoro (22%).  In coda la ranking: per gli uomini i servizi di orientamento professionale (attività chiave per il 22% degli intervistati); per le donne l’accesso ai dati statistici e alle banche dati (essenziale solo per il 21% del cluster).
L’apprezzamento per i servizi di inserimento lavorativo cala con l’età: massimo per gli under 29 (punteggio massimo nel 48% dei casi) e minimo per i senior (31%). Emerge per tutte le coorti la richiesta di servizi concreti di accompagnamento e sostegno nella ricerca di lavoro e nella prima fase di inserimento lavorativo (under 29 – 67%; adulti – 49%; over 50 – 46%); la domanda di servizi è sempre sopra la media per i più giovani.

Il servizio più richiesto è rappresentato dalla possibilità di avere accesso a informazioni tempestive e puntuali sulle offerte di lavoro attive da parte delle aziende, fondamentale per il 54% del panel.
Per quanto riguarda la domanda di sussidi e aiuti economici, prevale (47%) la richiesta di buoni che possano favorire la partecipazione alle Politiche Attive del Lavoro, come ad esempio la percezione di rimborsi spese per gli spostamenti, di bonus per la fruizione di servizi assistenziali rivolti ai familiari a carico; al secondo posto l’importanza delle misure di sostegno al reddito (fondamentali per il 37% degli intervistati, ma inutili per il 12%).

La survey è stata realizzata dall’ufficio studi di Fòrema nel periodo luglio-settembre del 2023. In quei mesi, 202 persone, individuate tra disoccupati iscritti alle liste pubbliche e ad ex corsisti di Fòrema, hanno descritto come orientare l’offerta di servizi e cosa si aspettano dal lavoro. Il panel è composto per il 48% da over 50, il 40% è tra i 30 e i 50 anni, il 12% è più giovane e il genere è rappresentato in maniera omogenea il 44% dei rispondenti risiede nei capoluoghi o nelle cinture urbane, il 56% in provincia il 42% lavora stabilmente, mentre il 58% (in particolare le donne) è in cerca di occupazione o partecipa ad attività formative (16%) prevalgono i titoli di studio superiori, soprattutto per le donne: laurea, post laurea e ITS (46%), diploma (41%) la formazione come investimento continuo: solo l’8% dichiara di non aver partecipato ad alcun corso dopo la scuola, mentre il 27% ne ha beneficiato almeno 3 volte; al crescere dell’intensità della formazione continua prevale nettamente la componente maschile.

Dopo la fondazione nel 1983 e le prime esperienze di servizi destinati al mondo degli industriali, la storia di Fòrema ha avuto un’accelerata negli anni Duemila con la presidenza di Giovanni Griggio. Era l’epoca dei fondi sociali europei. Allora, Griggio dovette affrontare una delle prime e importanti crisi del sistema formativo confindustriale: il passaggio al mondo del privato dopo anni di puro sostentamento pubblico, era il 2007 e gli imprenditori chiedevano ancora manager specializzati in delocalizzazione nell’est Europa e verso la Cina. A causa di un ritardo nel rifinanziamento dei fondi sociali europei, l’ente per la prima volta dovette affrontare un buco di bilancio, la rivoluzione fu entrare, tra i primi a livello nazionale, nel settore privato. Furono assunti dei commerciali, fu anche il periodo in cui nacque Fondimpresa.
Subito dopo, al timone di Fòrema fu nominato Marino Malvestio, imprenditore nel settore degli arredamenti per strutture ospedaliere. Sei anni di presidenza, dal 2010 al 2016, ricordati per la scelta di nominare un direttore generale, Cristina Ghiringhello, capace di traghettare l’azienda verso i primi bilanci in utile, a vantaggio di Confindustria Padova. Ma anche l’avventura di Niuko e la nascita de IlCuboRosso. Per la prima volta Fòrema è riuscita in quegli anni a produrre un utile, di qualche centinaio di migliaio di euro. Tra le attività che hanno avuto più eco, va citata l’esperienza de IlCuboRosso, “spazio fisico” di 600 metri quadri per simulare, sperimentare, rielaborare nuovo know how tecnico e manageriale da trasferire al sistema delle Pmi. Due anni dopo, l’altra scelta strategica, quella di far nascere il «super-polo» confindustriale per la formazione d’impresa, primo in Italia per dimensioni, dall’unione tra Padova e Vicenza.
Dopo la separazione da Niuko (la Srl costituita nel 2014 da Confindustria Padova e Confindustria Vicenza), completata nel 2019, e il conferimento della società ad Assindustria Venetocentro, oggi Fòrema si basa sul lavoro di sessanta professionisti, chiamati a proporre e gestire corsi e attività di consulenza con focus su salute, sicurezza e prevenzione nei luoghi di lavoro, ambiente (HSE), sviluppo organizzativo e  metodologia lean nelle smart factory, soft skills e formazione esperienziale, servizi per il lavoro. Fòrema lavora in partenariato con molteplici enti pubblici, in particolare segue progetti per la scuola, gli ITS e l’Università di Padova. Questi sono i numeri che la rendono una delle maggiori società di formazione del sistema Confindustria in Italia.
Nel corso del 2022 sono state 26.368 (+9% sul 2021) le persone che hanno seguito corsi di formazione (nel 2021 furono 24.314; +14% sul 2020). In tutto, sono state erogate 41.641 ore in corsi di vario genere, con una crescita del 7,5% sul 2021. Grazie a questi numeri, per Fòrema il 2022 si era chiuso con un fatturato a 7,7 milioni di euro, con un balzo in avanti del 10% rispetto all’anno precedente (quando si era già registrato un +12% sui 6,3 milioni del 2020).  Fòrema, che ha sede negli uffici di proprietà collocati nel centro direzionale “La Cittadella” di Padova, occupa una sessantina persone e collabora con decine di professionisti. Il consiglio direttivo è guidato dal direttore generale Matteo Sinigaglia, ed è composto da Roberto Baldo, responsabile attività finanziate, Anna Cracco, responsabile commerciale e Andrea Sanguin, responsabile amministrazione, finanza e controllo. Presidente è Enrico Del Sole.

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