4 Marzo, 2024
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Fiagop convegno a Roma per la giornata contro il cancro pediatrico

Sono circa 2.400 all’anno i nuovi casi di tumori pediatrici in Italia. I bambini che ricevono una diagnosi di malattia oncologica sono infatti circa 1.500 ogni anno, a cui si aggiungono circa 900 adolescenti. Gli ultimi progressi scientifici hanno però consentito di far crescere fino all’80% il tasso di guarigione, tanto che si stima che oggi nel nostro Paese vi siano almeno 50mila persone guarite da tumore pediatrico. Sono i dati segnalati da FIAGOP, Federazione italiana associazioni genitori e guariti oncoematologia pediatrica, in vista della ventitreesima Giornata Mondiale contro il Cancro Pediatrico, che verrà celebrata giovedì 15 febbraio. Questa giornata, istituita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema dei tumori infantili e di esprimere sostegno a bambini e adolescenti malati di cancro e alle loro famiglie. Proprio per il 15 febbraio, la FIAGOP ha organizzato a Roma, presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati, il convegno su “Rete Nazionale Tumori Rari: criticità e prospettive per l’oncoematologia pediatrica”. Vi interverranno il vicepresidente della Camera, Giorgio Mulè, il ministro della Salute, Orazio Schillaci, il viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maria Teresa Bellucci, e il ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli.

Il convegno, che sarà moderato dalla divulgatrice medica e conduttrice televisiva Livia Azzariti e sarà trasmesso anche in diretta streaming, prevede interventi di diversi esperti: Franca Fagioli, direttore del reparto di Oncoematologia Pediatrica presso l’azienda ospedaliera Città della Salute e della Scienza di Torino e componente del gruppo di lavoro Tumori Pediatrici all’interno del Coordinamento della Rete Nazionale dei Tumori Rari; Manuela Tamburo De Bella, coordinatore dell’Osservatorio delle Reti Oncologiche Regionali e del Coordinamento per la Rete Nazionale dei Tumori Rari presso l’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (AGENAS); Arcangelo Prete, presidente dell’Associazione Italiana Ematologia Oncologia Pediatrica (AIEOP) e in rappresentanza della Società Italiana di Pediatria (SIP); Paolo Viti, Angelo Ricci e Laura Diaco, rispettivamente presidente, vicepresidente e segretario nazionale di FIAGOP. “Intendiamo chiedere a parlamento e governo la realizzazione della rete oncologica nazionale, con particolare attenzione alle reti per i tumori rari, e anche il sostegno per l’implementazione e il coordinamento delle reti oncologiche pediatriche regionali, integrate con quella nazionale”, anticipa il presidente di FIAGOP, Paolo Viti. “Accanto a centri ospedalieri d’eccellenza, infatti, vaste aree del territorio nazionale non dispongono di strutture per la cura dei tumori pediatrici. In considerazione dei numeri relativamente piccoli di tali malattie, è comprensibile che non tutte le terapie possano essere erogate presso tutti i distretti, ma una buona organizzazione della rete potrà tutelare la qualità delle cure e anche la qualità della vita di pazienti e famiglie”.

Parallelamente al convegno romano, nella settimana dal 12 al 18 febbraio FIAGOP organizzerà in tutta Italia altre due attività di sensibilizzazione collegate alla Giornata Mondiale contro il Cancro Pediatrico, che vedranno in azione le trentacinque associazioni federate con FIAGOP e anche altre realtà che ne condividono gli obiettivi. La prima iniziativa sarà “Diamo radici alla speranza, piantiamo melograni”, che prevede la messa a dimora di centinaia di piccole piante di questo arbusto da frutto come simbolo della vita e della solidarietà. Presso parchi pubblici, giardini di ospedali e istituti scolastici saranno così organizzate piccole cerimonie per la piantumazione di centinaia di alberelli, alla presenza dei pazienti e delle loro famiglie, dei medici e del personale sanitario, oltre che di rappresentanti delle amministrazioni locali. La seconda iniziativa di FIAGOP sarà invece “Ti voglio una sacca di bene”, che ha lo scopo di promuovere la donazione di sangue e piastrine e che verrà organizzata presso i centri trasfusionali degli ospedali di varie città italiane grazie al servizio di centinaia di volontari. Il bambino leucemico, come quello in terapia per un tumore, è infatti a rischio di infezioni per la riduzione dei globuli bianchi, ma soprattutto di emorragie per l’abbassamento delle piastrine e di gravi anemie. Si rendono allora necessarie trasfusioni di sangue, che deve quindi essere sempre disponibile.

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