5 Marzo, 2024
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Sanità, Greco (S.I.d.R.): “Lotta a inquinamento significa meno infertilità e malattie genetiche”

“L’inquinamento atmosferico è un pericolo costante per la salute dell’uomo. Le recenti ricerche evidenziano dati allarmanti. L’alto livello delle polveri sottili presenti nell’aria in molte città italiane si conferma una delle principali cause dell’infertilità, sia maschile sia femminile e dell’insorgenza di malattie genetiche”. Lo afferma il professor Ermanno Greco, Presidente della Società Italiana della Riproduzione (S.I.d.R.), che aggiunge: “Diversi studi evidenziano come tale inquinante abbia un effetto negativo sulla metabolomica femminile e sui valori dell’ormone AMH, l’ormone della riserva ovarica e come donne che si sottopongono alla fecondazione in vitro hanno risultati più bassi se esposte. Nell’uomo, invece, abbiamo alterazioni della motilità e morfologia degli spermatozoi e del DNA spermatico”.

“Preoccupano, al riguardo – prosegue Greco – i dati satellitari del servizio di monitoraggio atmosferico Copernicus (Cams), che indicano come il 73% degli italiani viva in territori inquinati, dove la concentrazione di polveri sottili supera i limiti stabiliti per la salute dell’uomo dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Da uno studio dell’American Academy of Neurology, pubblicato su Neurology, emerge inoltre che l’esposizione a breve termine all’inquinamento atmosferico, fissata a cinque giorni, può essere collegata a un aumento del rischio di ictus”.

Secondo Greco “occorre, pertanto, sensibilizzare le persone ad adottare un lifestyle sano e rispettoso dell’ambiente. Lo stesso ministro della Salute, Orazio Schillaci, si è espresso in tal senso, ricordando anche l’importanza della prevenzione, già a partire dalle scuole, la centralità della persona e il supporto ai familiari e ai caregiver. Obiettivi condivisibili, che devono trovare concreta applicazione sul territorio facendo affidamento, come suggerito dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, sul valore e la potenzialità di un Servizio Sanitario Nazionale che costituisce ‘un patrimonio prezioso, da difendere’” conclude.

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