16 Giugno, 2024
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Cna: “Lo stop del governo alla cessione dei crediti mette a rischio imprese e Pil”

“Il decreto legge del governo che blocca la cessione dei crediti e lo sconto in fattura legati ai bonus edilizi, così come le operazioni di acquisto dei crediti incagliati da parte degli enti locali, mette a rischio imprese e Pil”. Alessio Gismondi e Luigia Melaragni, rispettivamente presidente e segretaria della CNA di Viterbo e Civitavecchia, bocciano le misure approvate ieri dal Consiglio dei ministri e in vigore già da oggi. In sintonia con il presidente nazionale della Confederazione, Dario Costantini, che dichiara: “Quello che sta avvenendo è talmente grave che non l’avrei immaginato nemmeno nel mio peggiore incubo”.

La situazione nelle costruzioni era già da allarme rosso, con gli otto miliardi di euro che da troppo tempo ingolfano i cassetti fiscali e le 40mila imprese della filiera in enorme sofferenza. Adesso è concreto il rischio che il mercato si fermi, con riflessi pesantissimi, non ultimo sull’occupazione. “Si pensi all’artigianato: nei nostri territori, le imprese della filiera, che peraltro hanno trainato la ripartenza nel post-Covid, sono circa la metà di quelle iscritte nell’Albo. La loro chiusura, o il loro ridimensionamento, avrebbe effetti negativi rilevanti sul tessuto economico e sociale”, è la preoccupazione di Gismondi e Melaragni.

“Daremo voce alle nostre imprese, insieme con le altre associazioni di rappresentanza, per scongiurare questa prospettiva”, sottolineano.

“E’ grave non solo lo stop alla cessione, ma anche il blocco dell’acquisto dei crediti da parte di Regioni e Comuni. Diversi enti locali, tra i quali il Comune di Viterbo, stavano valutando questa ipotesi – osservano il presidente e la segretaria della CNA -. L’iniziativa non risolverebbe il problema, al quale va trovata un soluzione definitiva con l’intervento diretto dello Stato, ma sicuramente alleggerirebbe il fardello dei crediti accumulatisi nei cassetti. E’ un grosso errore impedirla”.

La CNA punta poi l’attenzione sulla parte del decreto legge di ieri che chiarisce il regime della responsabilità solidale nei casi di accertata mancata sussistenza dei requisiti che danno diritto ai benefici fiscali. “Ci auguriamo che questa norma abbia efficacia ai fini della ripresa dell’acquisto dei crediti da parte delle banche e degli intermediari finanziari”, dicono Gismondi e Melaragni. Nel testo votato, si esclude, infatti, “il concorso nella violazione, e quindi la responsabilità in solido, per il fornitore che ha applicato lo sconto e per i cessionari che hanno acquisito il credito e siano in possesso della documentazione utile a dimostrare l’effettività delle opere realizzate”.

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