30 Gennaio, 2023
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Violenza sulle donne, il flashmob del “Vian”

La Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne è una ricorrenza istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, tramite la risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre 1999. L’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha designato il 25 novembre come data della ricorrenza e ha invitato i governi, le organizzazioni internazionali e le ONG a organizzare in quel giorno attività volte a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della non violenza contro le donne.

 

Il liceo Ignazio Vian di Bracciano, per questa importante giornata di sensibilizzazione ha organizzato un Flash Mob che ha visto coinvolti tutti gli alunni del liceo.

 

Flash mob, o flashmob è un termine inglese composto da due parole: flash, che sta ad indicare un evento lampo, rapido, improvviso, e mob, folla. Il termine risale al 2003 ed indica un assembramento improvviso di un gruppo di persone in uno spazio pubblico, che si dissolve nel giro di poco tempo, con la finalità comune di mettere in pratica un’azione insolita. Il raduno viene generalmente organizzato via internet (posta elettronica, reti sociali, o telefonia cellulare, ma al Vian ovviamente l’evento è stato organizzato con la partecipazione delle classi, provando i movimenti qualche giorno prima.

In realtà le azioni da compiere sono state illustrate ai partecipanti in presenza e poi diffuse grazie a un video del prof. Ragno che ha consentito in anticipo di prepararsi adeguatamente. L’organizzazione è stata curata dal dipartimento di scienze motorie.

Secondo l’ultima nota Istat sugli omicidi in Italia, nel 2021 sono stati commessi 303 omicidi.

In 184 casi le vittime sono uomini e in 119 sono donne (il 39,3% del totale). Le vittime uccise in una relazione di coppia o in famiglia sono 139 (45,9% del totale), 39 uomini e 100 donne.

Il 58,8% delle donne è vittima di un partner o ex partner (57,8% nel 2020 e 61,3% nel 2019). Fra i partner assassini nel 77,8% dei casi si tratta del marito, mentre tra gli ex prevalgono ex conviventi ed ex fidanzati. Il 25,2% delle donne è invece vittima di un altro parente, il 5% di un conoscente e il 10,9% di uno sconosciuto. La percentuale di donne uccise nella coppia o in famiglia è più alta tra le 45-54enni (94,7%) e tra le 55- 64enni (91,7%).

Tra i moventi degli omicidi, il primo posto è occupato da “lite, futili motivi, rancori personali” (45,9%), valore rilevante per le vittime di entrambi i sessi (47,3% per gli uomini e 43,7% per le donne). Al secondo posto figurano i “motivi passionali” (11,6% degli omicidi), con una netta distinzione per sesso (20,2% per le donne e solo 6,0% per gli uomini).

Gli accessi in Pronto Soccorso nel triennio 2017/19 con l’indicazione di diagnosi di violenza nell’arco del triennio sono stati di 19.166; una donna che ha subito violenza nell’arco del triennio è tornata in media 5/6 volte in Pronto Soccorso.

Nel 2021 si sono registrati circa 7 milioni di accessi al Pronto Soccorso di donne, di cui quasi 6.300 con l’indicazione di diagnosi di violenza.

Accanto a questi dati convive il non emerso, il silenzio di tante donne che hanno paura di denunciare, la vergogna di essere vittime, il timore di essere giudicate.

Può sembrare una banalità limitarsi a un flashmob per gridare il nostro No alla violenza sulle donne?

Personalmente non lo crediamo.

Abbiamo osservato i nostri compagni muoversi, all’interno di una coreografia semplice ma ben ritmata,  all’unisono. Tutti con il segno rosso su un guancia a ricordare il rossetto sbafato da un colpo fisico o il sangue di una violenza subita.

È dal 22 agosto del 2009 che il rosso è diventato il simbolo contro la violenza sulle donne, da quando l’artista messicana, Elina Chauvet, posizionò in una piazza della città di Ciudad Juárez 33 paia di scarpe femminili, tutte rosse.

L’idea di Chauvet nacque per la necessità di accendere i riflettori sul dilagante fenomeno, ma anche per ricordare la sorella, assassinata dal marito a soli vent’anni.

33 paia di calzature, tutte diverse l’una dall’altra ma accomunate dal colore rosso, e così i nostri compagni, tutti diversi ma accumunati da movimenti scadenzati per gridare la rabbia e dire basta!

Si, abbiamo detto basta; tutti insieme, nella convinzione che è nel sostegno di una comunità l’aiuto reale a venire fuori, a denunciare, a sentirsi affiancati, a non sentirsi soli.

https://m.youtube.com/watch?v=5Ku_hcqJSiU&feature=youtu.be

Claudio Incecchi, Lorenzo Arditi (classe 5D)

 

 

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