2 Dicembre, 2022
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Mostre, la passione delle foto in bianco e nero

Dal 6 settembre al 5 ottobre Cerveteri è onorata di ospitare un interessante lavoro, “Catartica”, a cura del giovane fotografo freelance Marco Tanfi di Cerenova, frazione di Cerveteri. La serie di scatti proposti nasce dall’ incontro e dalla fusione di due linguaggi diversi, quello teatrale e quello fotografico. Le opere esposte alla Biblioteca Comunale di Cerveteri presso il Palazzo del “Granarone”, infatti, sono state scattate in parte durante le prime fasi di realizzazione dello spettacolo teatrale “Febe e Sirio”, curato e diretto da Ilaria Sartini, in parte durante le prove dello stesso: lo spettacolo è andato in scena questa primavera. L’ opera teatrale prende le mosse dalla figura di Febe che rinuncia alla sua natura divina, alla perfezione e all’ eternità per unirsi alla Madre Terra. In questo viaggio catartico incontra il giovane Sirio, la stella più bella e splendente. Tra i due nasce subito l’amore ma è un amore malato, tormentato fatto sì di passione, di desiderio (col tempo divenuto coercitivo) ma anche di possesso e di violenza. Il lavoro fotografico ha costituito un naturale preludio alla rappresentazione teatrale ed un primo impatto di fortissima emotività con questo dramma d’amore.  Il contrasto tra astratto ed interiorità affascina in questi scatti, sapientemente giocati sul bianco e nero, sulle luci e sulle ombre, come del resto l’essenza del nostro io.  Le foto nulla hanno a che vedere con la specificità dell’oggetto: domina ovunque l’evocazione, resa ancora più forte dalla gestualità degli amanti.  Ogni singola immagine suscita interrogativi, curiosità, voglia di indagare certi aspetti di un mondo interiore ed impalpabile dal quale a volte si fugge e risveglia la consapervolezza che il cambiamento, la rinascita, il viaggio catartico è sempre possibile.

Tra i lavori precedenti dell’artista una pubblicazione curata da SARAB COLLECTIVE, molto intima quanto interessante: “Come se fosse giorno”. Nata con il proposito di farla stampare è stata poi gelosamente custodita come si conservano le cose più care. Anche in quest’ opera emergono prepotenti le emozioni e l’interiorità. Chi scrive ha avuto il privilegio di visionarla. Ogni scatto genera riflessione; il pensiero ed il cuore volano, evocati e presi per mano dalle immagini.

Nel 2019 Marco Tanfi ha partecipato al concorso nazionale ImagO ad Orbetello, classificandosi primo con una delicatissima foto (peraltro magistrale) del figlio Riccardo.

Ha dato una lettura fotografica molto personale al periodo pandemico, realizzando autoritratti ed è stato ospite del Festival della Fotografia.

Instancabile il suo lavoro come fotografo matrimonialista, ritrattista, di street perché, come ama ripetere con amore e passione “il mio è il lavoro più bello del mondo”.
Maria di Carlo

 

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