L’editoriale – La politica del chiacchiericcio

Mentre Enrico Letta assicura che “per il rush finale, gireremo l’Italia con un minibus elettrico” e punta il dito contro il centrodestra assicurando che “con loro l’Italia torna indietro”, Carlo Calenda ringrazia Matteo Renzi “per il gesto di generosità”, ora il “capo” della nuova coalizione, il benedetto terzo polo, sarà lui, l’ex candidato sindaco di Roma In riva all’Arno però il primo cittadino che è stato eletto dopo Renzi, Dario Nardella, non le manda certo a dire all’ex sindaco: “A Firenze non temiamo Renzi, stiamo coi moderati e coi progressisti”. Parla anche il ministro del sud Mara Carfagna, pronta a spiegare che «noi (ora il ministro fa politica per “Azione”, nda) puntiamo alla continuità con il governo Draghi e saremo la sorpresa». Ognuno dice la sua, tutto è lecito. Luigi Di Maio assicura che “noi andremo oltre il 3%”, e poi pure lui punta il dito contro: “Calenda e Renzi sono estremisti che aiutano la destra” Così, mentre Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Silvio Berlusconi presentano il “Programma per l’Italia”, Mariastella Gelmini assicura che “siamo noi gli eredi politici di Draghi, e ruberemo voti a tutti”. Il finale è in ogni caso dedicabile a Giorgia Meloni: “Latina ritorni Littoria”.
Massimiliano Morelli

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