Bracciano, vietato l’uso dell’acqua potabile per orti e giardini e altri usi impropri

Le alte temperature, la mancanza di piogge, l’abbassamento di 25 centimetri del lago, l’aumento dei consumi indotti dalla stessa stagione e da una maggiore presenza di popolazione, per i flussi turistici, hanno reso necessaria una regolamentazione dei consumi idrici nella città di Bracciano “onde evitare disservizi ed irregolarità nell’approvvigionamento”, come riporta l’ordinanza che il sindaco di Bracciano, Marco Crocicchi, ha firmato nella serata di martedì 21 giugno. L’ordinanza di fatto porta ad un razionamento dell’acqua e fino al 30 settembre i cittadini dovranno “limitare l’utilizzo della risorsa idrica unicamente per scopi potabili e a fini igienico sanitari”. Nello specifico è istituito “l’assoluto divieto a chiunque di utilizzare l’acqua della condotta idrica pubblica per finalità diverse, quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo, l’irrigazione di orti e giardini, il riempimento di piscine, il lavaggio dei veicoli, delle pavimentazioni esterne, gli usi ludici”. Una deroga rispetto ai divieti indicati riguarderà “i prelievi di acqua dalla rete idrica potabile per i servizi pubblici e di igiene urbana, nonché i soggetti economici regolarmente autorizzati che impieghino l’acqua quale elemento indispensabile per la propria attività”. Agli agenti della polizia locale, coordinati dal comandante Claudio Pierangelini, è stata demandata “la vigilanza, il controllo e la verifica del rispetto della presente ordinanza, nonché l’adozione dei provvedimenti di loro competenza”. Per i trasgressori sarà elevata una “sanzione amministrativa pecuniaria da 25 a 500 euro ai sensi dell’art. 7-bis, comma 1-bis, del D. Lgs. n. 267/2000”.
Cinzia Orlandi

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