3 Aprile, 2026
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Il documento che dimostra che l’Italia non era pronta alla pandemia

In un dossier di 131 pagine che entrerΓ  nell’indagine della Procura di Bergamo e nelle cause di risarcimento, l’esperto di piani pandemici Pier Paolo LunelliΒ sostieneΒ cheΒ l’Italia non haΒ adempiuto agli obblighi contenuti nel Regolamento Sanitario Internazionale dell’Oms che sottoscrisse nel 2007Β in vista di un’eventuale pandemia

In un documento che entrerΓ  agli atti della causa civileΒ dei familiari delle vittimeΒ contro ilΒ Governo e la Regione e nell’indagine della Procura di Bergamo, l’ex generale dell’Esercito Pier PaoloΒ LunelliΒ scrive che l’Italia β€œha trascurato o peggio ignorato sino a quando era troppo tardi”  diΒ sviluppareΒ le β€œ8 capacitΓ  fondamentali per fronteggiare una pandemia” come sarebbe stataΒ obbligata a fareΒ dal Regolamento sanitario internazionale (RSI)Β dell’Oms.

“Entro il 2012 l’Italia doveva adeguarsi ma non l’ha fatto”

Nell’articolo 13 di questo documento, entrato inΒ  vigore il 17 giugno 2007, si legge che β€œogni Stato è obbligato a sviluppare, rafforzare e mantenere il prima possibile, ma non piΓΉ tardi di 5 anni dall’entrata in vigore del presente Regolamento, la capacitΓ  diΒ rispondere prontamente ed efficacementeΒ ai rischi per sanitΓ  pubblica e alle emergenze sanitarie di interesse sopranazionale”.

Lunelli, autore di Β protocolli per piani pandemici in diversi Stati europei ed ex responsabile della Scuola interforze per la difesaΒ Nbc, la struttura che forma il personale militare e quello ministeriale al contrasto delle minacce di tipo biologico, radiologico e chimico, sostiene cheΒ β€œvi sono numerosi indizi” che portano a concludere sulla consapevoleΒ inerzia italiana. Tra questi,Β β€œil primo documento ufficiale che tratta il tema della coreΒ capacity – si Β legge nel dossier di 130 pagine – Γ¨ stato pubblicato nell’autunno 2020 dal Ministero della SanitΓ  e dall’Istituto Superiore della SanitΓ  e il primo corso diΒ contactΒ tracingΒ Β Γ¨ partito a ottobre 2020 e i relativi protocolli erano stati diramati soltanto qualche mese prima”.

“Per 5 anni l’Italia non ha compilato il questionario chiesto dall’Oms”

β€œA partire dal 2007 – osservaΒ LunelliΒ riferendosi a quanto prescritto dal RegolamentoΒ  – si sarebbe dovuto investire sull’efficienza della sanitΓ , sul suo dispositivo di sorveglianza e individuazione precoce delle malattie infettive, sulle strutture ospedaliereΒ  per gestire le epidemie (posti letto, terapie intensive) e sul personale necessario per la gestione di emergenze, compresa la sua formazione. Tutte attivitΓ  – obbietta – che negli anni sono state β€˜razionalizzate’ basandosi su dati statistici delleΒ esigenze standardΒ di routine degli anni precedenti”.

In particolare, perΒ β€œ5 anni su 10” (2012,2013,2014,2015 e 2017) l’Italia non risulta vere risposto β€œal dettagliato questionario di autovalutazione propostoΒ dall’Oms” sulle proprie capacitΓ  in chiave di gestione di una possibile pandemia. β€œProve logiche – aggiunge – dimostrano che il nostro Paese, quando ha rispostoΒ all’Oms, haΒ sovrastimatoΒ talvolta in maniera esagerata le proprie capacità”, comeΒ dimostrerebbe, in questa lettura, il Rapporto del 3 maggio 2020 pubblicato e poiΒ sparitoΒ dal sitoΒ dell’OmsΒ in cui si affermava cheΒ β€œl’Italia non era preparata a dovere”.

La falla del centro di comando per le emergenze sanitarie

Inoltre, non solo l’Italia non avrebbe seguito le istruzioni emanate dalΒ RSIΒ eΒ dall’OmsΒ ma nemmeno avrebbe tenuto presente la decisione, ritenuta vincolante anche dai pm di Bergamo, del Parlamento europeo del 2013 e le linee guidaΒ dell’OmsΒ dello stesso anno, invece non vincolanti.

Tra le β€œcapacità” non sviluppate secondoΒ LunelliΒ quella di β€œcoordinamento interministerialeΒ sia nelle attivitΓ  di preparazione, sia in quelle di emergenza” considerando che in Italia, soprattutto nelle prime fasi, β€œciascuna regione comunicavaΒ i dati in formato diversoΒ e molti degli attori in gioco si muovevano per conto proprio senza condividere in maniera integrata le risorse per la crisi”.

In sintesi, β€œnumerosi sono i segnali che portano a concludere che il ruolo decisivo della fondamentale capacitΓ  di un NationalΒ FocalΒ Point (NFP) di coordinamento sia stato disatteso fino al 2020”.

Nelle linee guida del 2015Β dell’OmsΒ si chiedeva di dar vita a β€œun centro di comando e controllo per le emergenze sanitarie” ma β€œil Ministero della Salute non lo aveva realizzato e ilΒ β€˜cerino’ Γ¨ passato alla protezione civileΒ che tuttavia non possiede competenze in questo ambito”.

Il piano pandemico a cui ci obbligava il Parlamento europeo

E nemmeno il nostro Paese avrebbe sviluppato la capacitΓ  di avere un piano pandemico aggiornato, tema al centro dell’inchiesta della magistratura di Bergamo. β€œNella finestra 2012-14 si dovevaΒ procedere senza indugionon soltanto all’elaborazione ex novo del piano pandemico nazionale, come chiedevano le linee guidaΒ dell’OmsΒ nel 2013, il Parlamento europeo e la Commissione europea Β ma anche alΒ completamento delle otto capacitΓ  previste dalΒ RSIΒ senza le quali i piani sono soltanto libri dei sogni”. Ancora, β€œriguardo la capacitΓ  di sviluppare scenari e condurre la valutazione del rischio, come richiestoΒ dall’Oms, il primo documento ufficiale che delineaΒ scenari e rischi,Β Γ¨ stato pubblicato post prima ondata, nell’autunno del 2020”.

“L’eccesso di mortalitΓ  tocca i 100mila”

In conclusione, perΒ LunelliΒ β€œl’Italia non era pronta”, come dimostra il fatto che Β β€œsiamo i primi al mondo con un tasso di mortalitΓ  pari a 120 decessi ogni 100mila abitanti” tra iΒ PaesiΒ piΓΉ grandi, mentre tra quelli piccoli ci supera solo il Belgio. β€œNon Γ¨ un caso che Belgio, Spagna ed Italia avevano piani pandemici aggiornati alΒ 2006”.

L’eccessoΒ di mortalitΓ  nel periodo febbraio-novembre 2020, rispetto alla media dei cinque anni precedenti, annotaΒ Lunelli, β€œΓ¨ pari a circa 84mila decessi, che sono ovviamente imputabili all’emergenza sanitaria nel suo complesso. Di questi, a fine novembre, soltanto 57.647 sono collegati alla patologiaΒ Covid.Β Gli ulteriori 26milaΒ decessi sono quindi legati alleΒ conseguenze indiretteΒ dell’emergenza sanitaria. Quasi il 50% in piΓΉ. A breveΒ l’IstatΒ fornirΓ  i dati di dicembre. Noteremo che l’eccesso di mortalitΓ  generato dall’emergenza sanitaria avrΓ  toccato, se non superato, i 100mila”.

(Agi)

 

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