14 Aprile, 2024
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Coronavirus. Scoperta a Brescia una variante italiana, simile a quella inglese

Nel sangue di un paziente oncologico di Brescia è stata riscontrata una mutazione “omologa” a quella che secondo i britannici ha aumentato la contagiosità del virus

una nuova variante italiana del Sars Cov 2 ed è simile al “virus inglese”.

Nel sangue di un paziente oncologico di Brescia è stata riscontrata una mutazione “omologa” a quella che secondo i britannici ha aumentato la contagiosità del coronavirus, dopo il “salto” compiuto con la mutazione D614g, scoperta dal Campus biomedico di Roma.

In questo caso, si tratta di una mutazione avvenuta probabilmente in primavera (aprile) ma riscontrata in agosto in un paziente oncologico degli Spedali Civili di Brescia.

Non è ancora provato che modifichi la contagiosità come avviene nel caso del inglese, ma anch’essa si verifica sulla proteina Spike, che si aggancia al recettore umano, e si accompagna a una seconda mutazione nella stessa proteina.

Secondo uno studio appena sottomesso a Lancet Infectious Disease, la mutazione inglese N501Y, così come quella italiana N501T – avvenute indipendentemente ma partendo da un unico progenitore -, devono «preoccuparci» perché avvengono in un’area critica della Spike.

«Recenti scoperte sull’evoluzione della SARS-CoV-2, chiamano la comunità scientifica ad un massiccio sforzo per identificare nuove varianti che possono aumentare la diffusione virale così come sfuggire all’immunità neutralizzante naturale o indotta da vaccino», sono le conclusioni della ricerca firmata tra gli altri da Arnaldo Caruso (Spedali Civili, Brescia) e Massimo Ciccozzi (Campus Biomedico, Roma).

(Avvenire)

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