15 Aprile, 2024
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La tregua non regge, ancora bombe su Stepanakert

Pochi minuti dopo l’entrata in vigore del cessate il fuoco concordato a Mosca dopo dieci ore di negoziato, l’Armenia e l’Azerbaigian si sono accusati a vicenda di aver ripreso le ostilità, bombardando aree abitate da civili

Nuove esplosioni a Stepanakert, capoluogo del Nagorno-Karabakh, regione contesa fra Azerbaigian e Armenia. Un giornalista dell’Afo ha contato almeno sette esplosioni intorno alle 23,30 ora locale. Sono proseguite tutto il giorno le ostilità nel Nagorno-Karabakh, il territorio conteso tra Armenia e Azerbaigian dove avrebbe dovuto scattare, alle 10 italiane, il cessate il fuoco umanitario concordato grazie alla mediazione del Cremlino dopo due settimane di scontri che hanno causato decine di vittime militari e civili. Appena pochi minuti dopo l’entrata in vigore della tregua, Erevan e Baku hanno cominciato ad accusarsi a vicenda di aver violato l’intesa stretta nella notte a Mosca, dopo 10 ore di negoziato.

Scambi di accuse tra Erevan e Baku

La Difesa armena ha prima segnalato un bombardamento azero sulla città di Kapan, nell’Armenia meridionale per poi correggersi, in seguito alla smentita di Baku, e affermare che droni azeri hanno colpito i villaggi di Yeritsvank e Artsvanik, uccidendo una persona. L’Azerbaigian ha a sua volta accusato il nemico di aver lanciato un attacco contro i distretti azeri di Tartar e Agdam, definendo una “provocazione” le accuse di Erevan. Secondo la Difesa armena, invece, le forze azere starebbero bombardando la città di Hadrut.

Poco prima che entrasse in vigore il cessate il fuoco, inoltre, le autorità filoarmene di Stepanakert, capitale del Nagorno-Karabakh, avevano segnalato un attacco missilistico azero su aree della città abitate da civili. Un cronista dell’Afp presente sul posto ha riferito di aver udito due esplosioni nella mattina. Secondo Baku, si è trattato di “contromisure” adottate in seguito a un assalto aereo armeno contro le posizioni azere.

La mediazione di Mosca

Nella notte, il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, aveva annunciato l’intesa per il cessate il fuoco e l’avvio di  “trattative sostanziali” per arrivare “quanto prima” a una risoluzione pacifica del conflitto. Lavrov ieri ha accolto a Mosca i suoi omologhi azero e armeno, Jeihun Bayramov e Zohrab Mnatsakanian, convocati venerdì scorso dal presidente russo, Vladimir Putin, nel tent