24 Maggio, 2024
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I manager scrivono alla Ue: taglio emissioni 55% entro 2030

Il messaggio è stato coordinato da un’associazione di manager e firmato da 164 manager, tra cui molti italiani. «L’investimento sulla decarbonizzazione è positivo per l’economia»

Gli amministratori delegati di 164 tra le maggiori imprese d’Europa hanno inviato una lettera alla Commissione europea per chiederle di perseguire l’obiettivo di una riduzione delle emissioni di gas serra di almeno il 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990.

«L’accordo raggiunto al Consiglio europeo di luglio è una significativa pietra miliare. Il prossimo passo che vorremo vedere con urgenza è un’ambiziosa implementazione del pacchetto di rilancio incentrato sul raggiungimento di una transizione verde e digitale, con al centro il Green Deal europeo e orientato a un elevato obiettivo di riduzione delle emissioni nel breve termine» scrivono i manager. «Comprendiamo i rischi rappresentati per le nostre imprese dal cambiamento climatico e dalla perdita di biodiversità e stiamo già lavorando per sbloccare il cambiamento in settori economici chiave» si legge nel messaggio, dove i manager scrivono anche che «la ricerca mostra che l’investimento sulla decarbonizzazione è positivo per l’economia, la società e il clima».

La lettera è stata coordinata da Corporate Leaders Group, associazione che riunisce i manager di grandi aziende.

Diverse le firme di manager di aziende italiane: Renato Mazzoncini di A2A, Giuseppe Gola di Acea, Philippe Donnet di Generali, Massimo Di Tria di Cattolica Assicurazioni (è il chief investment officer), Giacomo Mareschi Danieli di Danieli, Diego Percopo di Ef Solare Italia, Francesco Starace di Enel, Luca Bettonte di Erg, Antonio Colombi di Poste Vita, Alberto Forbiti di Riva & Mariani, Valentino Vascellari di Sicet, Gianfilippo Mancini di Sorgenia.

La presa di posizione arriva alla vigilia del discorso sullo Stato dell’Unione di Ursula von der Leyen, in cui la presidente della Commissione europea annuncerà i nuovi target clima dell’Ue per i prossimi 10 anni. La presidente dovrebbe proprio indicare il 55% come nuovo target.

(Avvenire)

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