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L’Agone lancia un’iniziativa per lo sviluppo del nostro bellissimo territorio: Promuovere una RETE di “COMUNI ACCOGLIENTI”

L’Agone lancia un’iniziativa  per lo sviluppo del nostro bellissimo territorio: Promuovere una RETE di “COMUNI ACCOGLIENTI”
luglio 17
01:26 2020

 

Una riflessione sulle prospettive di sviluppo del nostro territorio, e le conseguenze dello smart working di Giovanni Furgiuele

 

 

Come noto, fra i principi ispiratori di una associazione no profit come “L’Agone Nuovo” c’è anche quello di “…pensare globalmente e agire localmente…”.

Ci rendiamo anche conto che le tante urgenze conseguenti all’attuale emergenza rendono difficile programmare la fase tre o il post Covid. Comunque, forti della ormai consolidata e proficua collaborazione fra la nostra associazione e i Comuni del comprensorio, pensiamo sia utile già da ora riflettere sulle tante conseguenze della digitalizzazione forzata che il nostro Paese ha subito.

Un ampio dibattito internazionale sulla migrazione delle attività produttive dalle città all’hinterland delle aree urbane è stato ripreso in Italia dagli architetti Stefano Boeri e Massimiliano Fuksas che, con varie motivazioni, prevedono che l’applicazione massiccia dello smart working e quindi la possibilità di delocalizzare le postazioni di lavoro porteranno anche a un trasferimento fisico di persone dalle città ai piccoli centri contigui.

E’ prevedibile quindi una certa migrazione da una città di terziario come Roma verso la sua provincia e non solo per le attività impiegatizie già esistenti, ma anche per start up innovative e per le tante nuove professioni e attività legate al digitale.

In questo senso il quadrante nord (il nostro) sembra più appetibile rispetto ad altri della capitale.
Questa non è solo una buona occasione per le agenzie immobiliari, ma anche un’opportunità da cogliere per valorizzare la vocazione all’accoglienza dei nostri territori e il tradizionale senso di ospitalità dei nostri concittadini.

L’eventuale arrivo di nuovi abitanti, se adeguatamente accompagnato, sarà un vantaggio non solo per la riqualificazione del patrimonio immobiliare, ma per tutta la collettività nelle sue varie articolazioni economiche, sociali e culturali che trarranno beneficio da giovani e nuove risorse ed energie .

Chi verrà nei nostri Comuni, non si dovrà limitare al banale calcolo del costo al metro quadro o simili, ma dovrà invece valutare anche che l’eventuale trasferimento nel nostro comprensorio permetterà loro di praticare i vantaggi e le tante altre opportunità che anche noi residenti forse non apprezzavamo abbastanza, ma che questi mesi di isolamento ci hanno fatto riscoprire e rivalutare.

Non è qui il caso di fare un confronto di pro e di contro fra città e campagna, che lasciamo per le canzoni a braccio, ma è indubbio che una riflessione collettiva sull’argomento sarebbe utile a governare degli ineluttabili processi sociali, altrimenti lasciati al caso.

Invitiamo quindi i nostri amministratori a un confronto su questi temi che dovrà essere progressivamente esteso ai tanti che potrebbero essere interessati o coinvolti da un processo di questo genere a cominciare dalle Pro Loco, dalle agenzie immobiliari, dalle Università Agrarie,  dalle associazioni dei commercianti, ecc. 

Se vogliamo che il dopo Covid con le sue ineluttabili trasformazioni sia meglio di prima è indispensabile governare e non subire i processi, come abbiamo delineato per sommi capi, realizzando nel nostro comprensorio una rete di “Comuni Accoglienti”: la nostra associazione è pronta a dare il suo contributo.

Giovanni Furgiuele

Presidente de “L’agone Nuovo”

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Il Link ad un primo esempio di riorganizzazione della città, in questo caso Anguillara, un modello estendibile a tutto il territorio

https://www.lagone.it/2020/06/17/uno-studio-riqualificazione-urbana-anguillara-citta-sostenibile/

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