la Lega continua a scendere, Fratelli d’Italia avanza nei sondaggi

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(Agi)  Supermedia Agi/Youtrend: il Carroccio scende al 26,7% (-1,4%) Pd secondo partito (+0,2%) al 21,3%. I 5 stelle avanzano al 16,2% (+1,1%), FdI al 14,1% (+0,5%). Maggioranza di governo + 1% al 43,5%, centrodestra -1% al 48,3%.

Non si ferma il calo significativo della Lega nei sondaggi. Il partito di Matteo Salvini sembra uscire piuttosto malconcio da queste settimane segnate dall’avvicinamento e poi dall’avvio della Fase 2, con contorno di polemiche politiche su tempi e modalità delle decisioni adottate dal Governo.

La nostra Supermedia dei sondaggi sulle intenzioni di voto oggi è particolarmente “robusta”: sono considerate, infatti, le rilevazioni effettuate nelle ultime settimane da ben 8 istituti demoscopici. Tutti – senza eccezioni – fanno registrare un calo per la Lega, che ancora quindici giorni or sono valeva in media il 28,1% e che oggi risulta calata al 26,7%.

Il vantaggio della Lega sul Partito Democratico, che solo un mese fa ammontava a 8-9 punti, oggi è sceso al 5,4%, nonostante i democratici siano rimasti pressoché immobili poco sopra il 21% dei consensi (21,3% il dato di oggi).

A beneficiare del calo leghista sembrano essere due soggetti ben precisi: da un lato il Movimento 5 Stelle, che guadagna oltre un punto e risale sopra il 16% (non accadeva dallo scorso dicembre, quasi sei mesi fa); dall’altro, Fratelli d’Italia, che abbatte la soglia del 14% per la prima volta nella sua storia. Rispetto allo scorso settembre, quando si è formato il nuovo Governo Conte, FDI ha praticamente raddoppiato i propri consensi. Tutti gli altri partiti appaiono estremamente stabili, con Forza Italia al 6,5%, Italia Viva al 3,3% e gli altri partiti – tutti di sinistra o centrosinistra – sotto il 3%.

Queste variazioni si traducono in un restringimento della forbice tra maggioranza e opposizione: prima dell’emergenza Coronavirus, tale divario era arrivato a superare gli otto punti percentuali, mentre oggi la coalizione giallo-rossa (PD-M5S-IV-sinistra) è a meno di cinque punti dal centrodestra.

Queste tendenze sono evidentemente una conseguenza del giudizio degli elettori rispetto all’atteggiamento delle diverse parti politiche durante l’emergenza. Giudizioche sembra premiare decisamente il Governo, il cui operato è promosso (ossia valutato con un voto almeno pari a 6 su 10) dal 67% degli italiani interpellati dall’istituto Demos, una quota praticamente doppia rispetto a quella (34%) di quanti promuovono l’opposizione.

Leggermente diversa, ma simile nei risultati, è la domanda posta da Ipsos: chi si è comportato meglio durante le ultime settimane? Qui il 43% indica il Governo, il 29% l’opposizione; tra i leader politici spicca la figura del premier Giuseppe Conte, indicato dal 34%, seguito a grande distanza da Giorgia Meloni, con il 19%.

L’eccezionalità della crisi e delle risposte messe in campo dalle istituzioni hanno influito anche sulla percezione degli elettori riguardo la durata prevista dell’esecutivo. Così, se nella rilevazione dell’istituto Ixè dello scorso gennaio solo il 24% degli intervistati era convinto che il Conte II potesse durare fino a fine legislatura, oggi tale percentuale è salita al 36%. Da sottolineare, però, come un 23% degli elettori (quasi uno su quattro) leghi direttamente la permanenza dell’esecutivo alla durata dell’emergenza Covid-19.

Emergenza che è entrata ufficialmente, dallo scorso lunedì, nella “Fase 2”, quella della ripresa (graduale) delle attività interrotte dal lockdown della Fase 1. Rispetto alle riaperture annunciate, la maggioranza relativa degli italiani sembra ben disposta. Su questo tema, i sondaggi più recenti confermano il quadro visto già la scorsa settimana.

Le misure previste dal Governo per la Fase 2 vanno bene per il 55% degli intervistati secondo Ipsos, per il 48% secondo Ixè e per il 39% secondo Demos; si tratta invece di riaperture troppo “timide” per circa un terzo abbondante degli intervistati (33% Ipsos, 28% Ixè, 39% Demos) e, al contrario, troppo “ardite” per una quota decisamente più ridotta (11% Ipsos, 14% Ixè, 18% Demos). Nel complesso, i cittadini italiani sembrano cautamente ottimisti: secondo Ixè, il 51% è fiducioso che con le riaperture non riprenderà la diffusione del virus, mentre il 39% teme una ripresa dei contagi e un conseguente ritorno al lockdown della Fase 1.

Ma al di là delle speranze degli italiani, naturalmente, ci sono le misure previste dal Governo in tema di sostegno economico, prevenzione sanitaria e ripresa delle attività. Una nettissima maggioranza di elettori – il 78% secondo l’istituto EMG – è favorevole a riaprire le scuole solo a settembre, come annunciato dalla ministra Azzolina. Lo stesso istituto rileva un forte consenso verso la misura del reddito di emergenza (500-800 euro), che vede favorevole il 68% del campione. Più caute le opinioni sulla riapertura di estetisti e parrucchieri, per i quali il Governo aveva indicato la data del 1° giugno ma che, dietro l’impulso delle Regioni, si sta studiando il modo di anticipare di un paio di settimane: il 54% condivide l’opinione che questi esercizi possano riprendere prima della fine del mese.

Decisamente più divisiva è invece la questione che sta agitando le acque in seno allo stesso Governo in queste ore: la regolarizzazione degli stranieri impiegati (spesso con modalità di vero e proprio sfruttamento) nel nostro settore agricolo. Su questa proposta, avanzata con vigore dalla ministra Bellanova e fortemente avversata da Lega e FDI (ma anche da esponenti del M5S) gli italiani sono spaccati: prevalgono leggermente i favorevoli (42%) sui contrari (39%) ma una quota consistente (21%) non si esprime.

 

Le forze politiche, in questo momento, sono quindi in una situazione non facile: i consensi degli elettori sono in fase di riorientamento, e sono tanti i temi su cui tanto i partiti di maggioranza quanto quelli di opposizione rischiano di prendere decisioni necessarie ma impopolari – almeno per i loro elettorato.

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