LAGONE

Comuni Ricicloni 2019, Cori al 75,6% di raccolta differenziata

Comuni Ricicloni 2019, Cori al 75,6% di raccolta differenziata
dicembre 21
09:00 2019

Comuni Ricicloni 2019, Cori al 75,6% di raccolta differenziata

Per il Sindaco De Lillis: “È necessario un impianto pubblico provinciale per contrastare il monopolio privato che non consente di abbattere le tariffe”.

Il Comune di Cori si riconferma Comune Riciclone 2019, a seguito del raggiungimento e superamento del 65% di raccolta differenziata, come da obiettivo fissato dal Piano Rifiuti della Regione Lazio. Il dossier di Legambiente “Comuni Ricicloni e Ciclo dei Rifiuti nel Lazio”, presentato martedì 17 Dicembre a Roma durante il Terzo Ecoforum di Legambiente Lazio, attesta il Comune lepino al 75,59% di raccolta differenziata – dato relativo al 2018 – pari a 2.807,90 tonnellate, oltre la media provinciale (50,67%) e regionale (47,3%), nella top ten dei comuni pontini più virtuosi nella conduzione ecosostenibile del ciclo dei rifiuti.

Rispetto al 2017 il tasso di differenziazione del Comune di Cori è cresciuto ancora, del 3,8%. Il rifiuto urbano più differenziato è la frazione organica. A seguire le altre tipologie: carta e cartone, ingombranti, vetro, plastica, apparecchiature elettriche ed elettroniche, legno, metalli, tessili e abbigliamento, oli. È migliorata anche l’attenzione delle persone al conferimento: la produzione di indifferenziata pro-capite è diminuita dell’8,06%, mentre la differenziata pro-capite è aumentata dello 0,35%Stabile la quantità di rifiuto organico domestico avviato a compostaggio, intorno alle 1.240 tonnellate.

Soddisfatti il Sindaco Mauro De Lillis e l’Assessore all’Ambiente Luca Zampi – “Hanno contribuito a questo risultato l’azienda CNS Formula Ambiente e i suoi lavoratori, e soprattutto i nostri concittadini. Il loro impegno costante qualifica ancora una volta la nostra Città tra le più emancipate del Lazio per rispetto dell’ambiente e del territorio e quindi delle generazioni future. Sarebbe importante però realizzare un impianto pubblico provinciale, dal momento che questi progressi ecologici sono vanificati dal punto di vista tariffario dal monopolio privato nella gestione dello smaltimento di umido ed indifferenziato che ogni anno genera un innalzamento dei prezzi”.

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