LAGONE

“Mangia con gioia il tuo pane e bevi il tuo vino con il cuore lieto”(Qoelet 9,7) – Storia della Parrocchia “Regina Pacis” Anguillara Sabazia – Insieme da più di quarant’anni

“Mangia con gioia il tuo pane e bevi il tuo vino con il cuore lieto”(Qoelet 9,7) – Storia della Parrocchia “Regina Pacis” Anguillara Sabazia – Insieme da più di quarant’anni
maggio 21
11:31 2019

“Mangia con gioia il tuo pane e bevi il tuo vino con il cuore lieto”(Qoelet 9,7).  La storia della Parrocchia “Regina Pacis” Anguillara Sabazia – Insieme da più di quarant’anni

 

Con il patrocinio del Comune di Anguillara si avvia dal 30 Maggio al 2 Giugno la Festa “Regina Pacis.” Quest’anno infatti, ricorre il quarantesimo anno dalla fondazione della famosa comunità Parrocchiale Anguillarese.

Nell’attesa dell’evento ho avuto occasione di parlare con Don Paolo Quatrini, parroco della Chiesa il quale, ha elencato alcuni tra i più importanti elementi di quest’evenienza annuale – “Ci sarà la marcia Mariana che aprirà la festa, a seguire la Santa Messa in Piazza e la cena con tante attività per le famiglie e i bambini (….) Non a caso, il nostro inno o meglio dire, slogan di quest’anno, è tratto dal Qoelet 9,7 che recita: “Mangia con gioia il tuo pane e bevi il tuo vino con il cuore lieto” il senso di questa festa è lo stare insieme nella quotidianità e nella gioia ed è così da più di vent’anni, dall’aprile del 2000, anno in cui è stata consacrata la Chiesa. La cena comunitaria, rappresenta un punto di aggregazione per tutti, non solo per chi vive il quartiere. “

– Le parole di Don Paolo avevano acceso in me una luce, una curiosità:

Qual è la storia di questa parrocchia? Com’è nata? E come si è saputa identificare in questi quarant’anni?. La risposta queste domande, l’ho trovata grazie alle numerose testimonianze di chi la parrocchia non solo l’ha vissuta ma agli albori,  l’ha letteralmente costruita. Persone che ancora oggi, rappresentano uno dei pilastri portanti di Regina Pacis.

Erano semplici famiglie, provenienti da varie parti d’Italia, sostenute dalla voglia di stare insieme e creare una comunità. Un punto riferimento per chi in quegli anni, appena giungeva, avrebbe trovato sostegno.

– “Siamo arrivati qui negli anni ’70 – afferma una Signora – All’epoca con l’Enea erano in molti che partivano da diverse zone d’Italia per venire a vivere qui (…) Volevamo creare un  punto di incontro per i nostri figli e per noi genitori. Qui intorno, non c’era nulla. La Parrocchia centrale di Anguillara, distava circa 5 chilometri da qui, all’epoca non c’erano molti mezzi di trasporto a disposizione.”

– Successivamente, presero spazio le parole di un altro presente –  “Ricordo, che la notte di Natale venne il sacerdote di Osteria Nuova, su nostra richiesta per celebrare la messa. Abbiamo cercato in tutti i modi, di contribuire con pazienza, solidarietà e buona volontà alla creazione di questa comunità sociale all’aperto. – Prosegue – Dopo un po’ giunse, la necessità di  una copertura e quindi provvedemmo alla costruzione di un piccolo stabile, una specie di Chiesa per le molte attività che vi si svolgevano, tra cui: il ballo, il corso di ceramica, il teatro, c’era anche la scuola elementare, anche se le classi erano miste.

Come vede, tutti questi servizi sono stati creati da noi, da chi voleva partecipare e sentirsi unito. “ – Tutt’a un tratto intervenne il Diacono Marco Compagno, anche lui pioniere di quest’impresa – “Il titolo di parrocchia ci venne dato nel 1979 e si chiamava “Diocesi di Nepi e Sutri” (…) Per esempio, l’oratorio ed il campetto da calcio, nacque grazie al consenso di Don Alvaro Orsi, il nostro primo sacerdote. – Conclude –  Per noi, questa parrocchia è una creazione continua, è in continua evoluzione. Tuttavia, ricordando sempre le nostre radici. “

Forse, vi starete chiedendo se con il passare degli anni, tutto quello in cui hanno creduto ha cessato di esistere. La risposta è no.

Questa storia infatti, non ha ancora una fine. Perchè grazie all’unione consolidata, tra le vecchie e nuove generazioni, continua a crescere. E’ la riprova, che ancora una volta la cooperazione si basa sulla profonda convinzione che nessuno riesca ad arrivare alla meta se non ci arrivano tutti.

“Se non credi veramente in ciò che stai facendo, nelle ragioni per cui lo stai facendo e nelle persone che lo fanno insieme a te non puoi infiammare le menti e i cuori e promuoverne l’impegno verso una causa.” (Herb Kelleher)

(Qui, potete trovare l’opuscolo con i dettagli della Festa dedicata a Regina Pacis in formato PDF scaricabile OPUSCOLO_2019)

Erica Trucchia

 

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