LAGONE

Ladispoli. Replica del dirigente scolastico Agresti all’intervista rilasciata dall’assessore Cordeschi

Ladispoli. Replica del dirigente scolastico Agresti all’intervista rilasciata dall’assessore Cordeschi
settembre 17
09:03 2018

Riceviamo e pubblichiamo.

 

A seguito dell’intervista rilasciata dall’assessore Cordeschi a “Centromareradio”, sabato mattina scorso, duole essere costretti a contestare e conseguentemente “sbugiardare” l’esimia assessora che a volte non sa nulla, mentre a volte sa cose che nessuno conosce. Quale delle due situazioni sia estremamente improbabile lo lascio al giudizio del lettore, ma proprio perché, come diceva Socrate, si sa solo di non sapere, riporterò solo i dati di fatto in riscontro alle stravaganti e spesso contraddittorie affermazioni dell’assessora, frasi che riporto citando a memoria.

 

Assessora: “La popolazione scolastica di Ladispoli è cresciuta”, se è vero, perché sta consentendo che in altre Scuole vi siano o vi saranno aule vuote (ad esempio le aule attualmente utilizzate per ospitare i bambini di via Rapallo i cui lavori di ristrutturazione finiranno entro Natale)?

 

Assessora:  “Chi ci ha preceduto non ha pensato la mensa”, se è vero, come spiega la presenza della sala polifunzionale che è, appunto, multi funzione con priorità mensa scolastica?

 

Assessora: “La ASL ha fornito parere negativo alla polifunzionale come mensa”, se è vero, come spiega l’esistenza dei documenti diffusi a tutti i genitori dai quali si evince che la mensa può coesistere con attività serali ma, se non sanificata, debba essere usata solo come mensa scolastica?

 

Assessora: “Esiste il parere favorevole all’uso dei nuovi locali da parte dei VVFF”, se è vero, come mai invece di fare un sopralluogo lunedì mattina, i VVFF non hanno risposto che abbiamo già il loro parere?

 

Assessora: “Risulta rispettato il parametro di Legge per l’affollamento previsto per la mensa”, se è vero, come mai un tecnico (architetto), il Responsabile per la sicurezza, la prevenzione e la protezione di bambini e dei lavoratori afferma il contrario su un documento ufficiale?

 

Assessora: “La risposta visiva dei locali è diversa, non è un rettangolo ma i tavoli entrano tutti”, se è vero che tavoli e sedie sono entrati tutti nel nuovo locale, il problema è che devono entrarci fisicamente circa 100 persone alla volta e la disposizione dei tavoli non permette una rapida evacuazione del locale.

 

Assessora: “Non si deve sempre parlare de PTOF della Melone”, mi domando quale sia il problema della trasparenza del nostro Istituto: se le altre Scuole realizzano volantini pubblicitari per attirare iscrizioni,  perché la Melone non può parlare semplicemente dei fatti e di ciò che realmente offre? D’altronde i genitori devono avere libertà di scelta e quindi è un loro diritto conoscere per avere l’opportunità di valutare e scegliere a ragion veduta.

 

Assessora: “I genitori devono avere libertà di iscrizione”, esattamente ciò che affermiamo e se le iscrizioni superano la capienza dell’edificio, è il Comune che deve recuperare i locali per garantire la soddisfazione delle richieste dei genitori, ad esempio pretendendo i locali inutilizzati dalle altre Scuole o effettuando un corretto dimensionamento degli Istituti.

 

Assessora: “Esiste un decreto legge che ho mostrato ad Agresti che limita il numero di iscrizioni”, probabilmente l’assessora mi ha sognato e nel sogno ha stilato un decreto legge che non esiste. In ogni caso questo fatto contraddirebbe ciò che ha appena affermato: se la “Melone” deve rinunciare alle iscrizioni che vi arrivano, come sarebbe garantita la libertà di scelta dei genitori che gradiscono la nostra offerta formativa?

 

Assessora: “Non si deve parlare solo della Melone e del suo PTOF, tutte le Scuola lo hanno uguale”, credo che questa sia la risposta alla mia domanda precedente: se i genitori non conoscono ciò che le Scuole di Ladispoli realmente offrono, allora possono essere dirottati verso Scuole che non offrono altrettanto e la stessa assessora mostra di non conoscere le grandi differenze presenti fra una Scuola e l’altra.

 

Assessora: “Il Comune collabora, però fino a un certo punto, non può esaudire tutte le richieste di Agresti”, forse l’assessora dimentica che le richieste sono per i bambini e non per il dirigente. Io non chiedo benzina per la mia auto, né un aumento dello stipendio (come hanno fatto gli assessori) né altro per me, ma solo ciò che possa garantire il bene dei bambini, cittadini di Ladispoli.

 

Assessora: “Ho risposto no alle richieste di arredo di Agresti, ma comunque le abbiamo esaudite”, francamente non credo che chiedere banchi e sedie per i bambini sia una richiesta da non esaudire, comunque quando ricevetti la risposta negativa dell’assessora non feci una piega, avevamo già programmato di mandare le classi senza arredi a fare lezione nella sala consiliare.

 

Assessora: “Le Scuole lasciano arredi nuovi alle intemperie, compresa la Melone”, ora se avessimo avuto gli arredi nuovi (negati a luglio, e ricevuti solo la scorsa settimana) non li avremmo richiesti, non ce ne avrebbero dati altri la scorsa settimana, non li avremmo lasciati alle intemperie, evidentemente l’assessora ci confonde con altre scuole, alla Melone non abbiamo “arredi nuovi” da lasciare alle intemperie. Non li abbiamo punto!

 

Assessora: “Le aule ci sono tutte per tutti”, certamente non grazie al suo lavoro che è solito svolgere senza chiedere né confrontarsi perché “io sono l’assessore e decido io” (sic!), ma grazie all’aiuto del Sindaco. Se non fosse intervenuto confrontandosi con la Scuola per conoscere le problematiche, le nostre tre classi che l’assessora ha fatto spostare dalla Livatino per lasciare vuote le aule (che saranno usate da chi?) sarebbero andate a fare lezione in sala consiliare.

 

Assessora: “I genitori hanno solo una parte delle informazioni che il Comune ha”, “Il Comune conosce altre verità”, “la sala polifunzionale ha problemi strutturali”, “La ASL ha vietato un uso promiscuo”, “La CIR avrebbe dovuto igienizzare la sala dopo l’uso serale”, “La sala polifunzionale sarà usata solo come teatro perché gli uffici appositi lo hanno stabilito”, effettivamente nessuna di queste frasi trova riscontro fra i documenti a disposizione della Scuola o comunque dei cittadini, non vorrei che si tratti di uno dei famosi sogni dell’assessora. Restiamo in attesa di poter vedere questi fantomatici documenti, che una seria amministrazione avrebbe dovuto mettere immediatamente a disposizione invece di permettere l’uso della sala polifunzionale. Se questi documenti su problemo strutturali esistono veramente, la cosa sarebbe gravissima perché significherebbe che il Sindaco ha messo a rischio la salute dei bambini e dei lavoratori della Melone!

 

Assessora: “La sala sarà disponibile per spettacoli e laboratori mattutini per tutte le scuole di Ladispoli”, ma allora i problemi strutturali ci sono o no? L’assessora dimentica però un piccolo particolare, la sala polifunzionale non è sua proprietà e la struttura è disponibile per il Comune (come lo è la palestra) solo dopo il termine delle lezioni dell’Istituto dove è ubicato, per cui nessuno può mettervi piede senza l’autorizzazione del dirigente scolastico. Ora è vero che personalmente non avrò alcun problema a cedere i locali per i bambini di altre Scuole (per me i bambini hanno tutti gli stessi diritti), ma è anche vero che non mi risulta che le altre Scuole (e non per le recite di fine anno) in questi anni abbiano mai avuto necessità di locali come la sala polifunzionale. Nemmeno quando la sala consiliare (concessaci senza problemi dal Sindaco Paliotta) ospitò personalità ragguardevoli, nessuna classe, eccetto che dalla Melone, ha mai partecipato (anche a causa delle distanze delle rispettive sedi). Nel ribadire che personalmente autorizzerò l’ingresso di qualsiasi classe entro il recinto della Melone, non vorrei che l’assessora stia pensando di sprecare altri soldi dei cittadini per bypassarmi e recintare la sala polifunzionale per metterla fuori dagli spazi di mia competenza e responsabilità.

 

Assessora: “Ho chiesto io alla CIR di dare i panini per il pic nic”, forse l’assessora non sa ciò di cui io sono perfettamente a conoscenza ovvero che la stessa CIR ritiene inidonei i locali da lei fatti realizzare con i soldi pubblici e che la CIR non avrebbe fornito alcun pasto lunedì se non avesse saputo che i docenti avevano deciso, a loro volta, di non far entrare alcun bambino nei locali adibiti a mensa portandoli a consumare un panino all’aperto; forse l’assessora non sa che da un accordo di venerdì pomeriggio la CIR ha concesso i pranzi al sacco che i nostri alunni consumeranno all’aperto sotto la sorveglianza dei docenti, altrimenti la Scuola avrebbe dovuto chiudere le lezioni alle ore 13.00 senza avere potuto avvisare alcuno.

 

Assessora: “Martedì i bambini mangeranno a mensa”, poiché non credo che l’assessora non abbia minima coscienza della realtà che dovrebbe gestire, posso ipotizzare che abbia la bacchetta magica e martedì sarò a mensa a mangiare con i bambini.

 

Assessora: “Faremo una pseudo protesta al MIUR”, probabilmente, anzi sicuramente, ho compreso male: l’assessora andrà al MIUR insieme ad altri a fingere una manifestazione?

Devo avere capito male!

Riccardo Agresti

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