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Fabrizio Vigni: “Mentre in Europa si discute di clima, in Italia ancora ci chiediamo se sarà una priorità della politica”

Fabrizio Vigni: “Mentre in Europa si discute di clima, in Italia ancora ci chiediamo se sarà una priorità della politica”
novembre 17
19:56 2017

Pubblichiamo un articolo di Fabrizio Vigni membro della Fondazione Per Lo Sviluppo Sostenibile:

 

Mentre a Bonn, alla COP 23, Angela Merkel afferma che i cambiamenti climatici sono la questione cruciale per il destino dell’umanità, in Italia ci si chiede se e quanto la sfida ambientale sarà una priorità nei programmi dei partiti alle prossime elezioni. A fronte di una ancora insufficiente attenzione del sistema politico italiano ai temi dell’ambiente e dell’economia verde, gli Stati Generali della Green Economy che si sono svolti a Rimini hanno lanciato una serie di proposte rivolte alle forze politiche – in forma di  decalogo per la transizione alla green economy – con l’obiettivo di far sì che questi temi entrino pienamente nei programmi per la prossima legislatura.

Da Rimini, dove si è registrato un record di partecipazione ai lavori, è arrivata una positiva disponibilità degli esponenti politici intervenuti. Si vedrà nei prossimi mesi se son rose che fioriranno o rimarranno solo buoni propositi. Quel che è certo, in ogni caso, è che che la transizione alla green economy deve essere sostenuta e orientata da efficaci politiche pubbliche. Un esempio in tal senso viene dalla Francia, il cui governo ha presentato un programma di investimenti di 57 miliardi di euro nei prossimi 5 anni, che ha come priorità prevalente proprio gli investimenti per una transizione ecologica.

Intanto, proprio nell’ultima fase della legislatura, il governo italiano ha definitivamente approvato due documenti di indirizzo strategico che disegnano un quadro di riferimento per il futuro.

Da un lato la Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile, dall’altra la nuova Strategia energetica nazionale, che intende chiudere le centrali a carbone entro il 2025 e portare le rinnovabili al 28% dei consumi totali di energia entro il 2030, ma al tempo stesso, come sottolinea nel suo editoriale Edo Ronchi, non risulta ancora in traiettoria con gli obiettivi dell’accordo di Parigi per quanto riguarda la riduzione delle emissioni di CO2.

Nel frattempo al Senato è cominciato l’esame della legge di bilancio, che conferma – con alcune innovazioni – gli ecobonus per l’efficienza energetica e la sicurezza antisismica degli edifici, ne introduce di nuovi per quanto riguarda la sistemazione a verde di aree private, e prevede una serie di misure per la mobilità sostenibile, tra cui le agevolazioni fiscali per gli abbonamenti al trasporto pubblico.

Le potenzialità dell’Italia in uno scenario di economia circolare vengono confermate – alla vigilia della conclusione ormai imminente dell’iter di approvazione del pacchetto di misure e delle nuove direttive dell’Unione Europea – dai risultati raggiunti dal nostro paese nell’efficienza nell’uso della materia, come evidenziato sia dal convegno sul futuro degli imballaggi nella transizione ad una circular economy che dal report sugli imballaggi in acciaio, in un quadro di ulteriore aumento della raccolta differenziata e riduzione dello smaltimento in discarica, certificati dal rapporto ISPRA sui rifiuti urbani.

In questo numero, inoltre, le proposte per vincere la sfida della qualità dell’aria, in una situazione che vede da questo punto di vista l’Italia maglia nera, come confermato dai dati del recente rapporto dell’Agenzia europea per l’ambiente.

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