LAGONE

Il sindaco Pascucci di Cerveteri alla presentazione del Belzebù Pezzént

Il sindaco Pascucci di Cerveteri alla presentazione del Belzebù Pezzént
giugno 26
11:07 2017

Il sindaco di Cerveteri Alessio Pascucci ha partecipato alla presentazione dell’ultimo libro dello scrittore e giornalista Amedeo Lanucara, dal titolo Belzebù Pezzént. La manifestazione, coordinata dall’editore Leonardo De Sanctis (Fefè Editore, Roma), s’è svolta nell’aula consiliare di Cerveteri, al primo piano del palazzo Granarone.
Il Sindaco, nel ribadire il grande impegno della sua Amministrazione per la cultura, ha avuto parole di profondo consenso per le tematiche sociali del libro, che riguardano i Diseredati della Storia, gli Ultimi, i Perseguitati: i Belzebù Pezzént insomma.

Gli ha fatto eco Giovanni Furgiuele, presidente de L’Agone Nuovo, che ha parlato dell’indispensabile incrocio tra cultura e scuola, per il miglioramento formativo e qualitativo dei giovani Studenti, che saranno la futura classe dirigente del Paese.

La professoressa Alessandra Amoruso ha quindi messo in luce le qualità formali e contenutistiche del libro, che coinvolgono emotivamente il Lettore e lo tengono col fiato sospeso fin all’ultima riga. Un Reporter milanese è inviato in Puglia, tra i “terrùn”, alla ricerca d’un Senatore Dc corrotto, che s’è dileguato; ma la sua ricerca si trasforma via-via in una discesa ad ìnferos, con un’esplorazione dolorosa (e al contempo umoristico-grottesca) della condizione umana tout court. La Puglia diventa così lo specchio fedele del mondo in generale, con la sua storia, i suoi eroismi, le sue viltà.. Mille le apparenti digressioni, che si ricongiungono puntuali in un disegno unitario.
La scrittrice e giornalista Gabriella Maramieri s’è poi soffermata sull’atipicità letteraria de I Belzeb Pezzént, una novità editoriale che ha archetipi, non modelli, sia per la ricchezza del linguaggio, sia per la straordinaria “velocità” del ritmo narrativo, “sincronizzato ai tempi di Whatsapp; e tuttavia Classico, nel senso di universale”. Potrebbe sembrare un romanzo giallo, oppure storico, forse fantapolitico. In realtà si tratta di un’opera originalissima che sfugge ad ogni definizione. Da una parte si denuncia la morte dei valori, delle grandi ideologie, delle virtù civili, ma dall’altra v’è un’incoercibile spinta a godersi la vita, finché c’è, fin in fondo.

A sua volta, la professoressa Giulia Marotta ha ricostruito le vicende di cinque tra gli 80 Personaggi (“descritti tutti magistralmente”), leggendo alcune pagine che ad essi si riferiscono. Particolarmente avvincente la storia di madame Saturnia, una donna dalle cento sfaccettature ambigue e contradditorie, sempre in bilico tra generosità muliebre. ricatti economico-politici, sete di vendetta. Il musicologo Claudio Painelli ha scelto per ogni Personaggio appropriati brani musicali.

Rispondendo ad alcune domande, l’editore De Sanctis ha evidenziata che la trama si svolge in gran parte nel 1984 orwelliano, un anno-simbolo della disgregazione democratica. I cui riflessi, peraltro, giungono fin ad oggi, con “l’assalto Musùlm ad un’Europa egoista”.

L’autore Lanucara, dal suo canto, ha detto d’aver rovesciato la tesi secondo cui un best-seller non dovrebbe usare più di 500 vocaboli, i più banali, per essere facilmente comprensibile da tutti. Così, ha aggiunto, si appiattisce e si desertifica il linguaggio. La lingua, invece, come ogni entità viva, ha bisogno di nutrirsi, arricchirsi e dilatarsi, con l’apporto di lemmi di altre lingue, vive e morte, nonché dei dialetti. “Datemi 500.000 vocaboli e potrò descrivervi l’Apocalisse”.

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