Terremoto, ancora scosse, 267 le vittime accertate

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Il sisma che si è abbattuto  sul Centro Italia alle 3.36 della notte tra il 24 ed il 25 agosto scorso non ha lasciato altro che macerie. Di tre paesi, composti da tante piccole frazioni sparse sul territorio appenninico, non è rimasto più nulla.

La terra da quel momento non ha ancora smesso di tremare e, a tutt’oggi, quasi mille scosse sono state registrate dai sismografi.

L’ultima, di magnitudo 4.8, è stata registrata questa mattina alle 6.28. La scossa, avvertita da tutti coloro che si trovano ancora su quelle zone, ha provocato crolli e ha riacceso la paura negli occhi di chi già ha perso cari e affetti.

Anche i  Vigili del fuoco e tutto il personale di soccorso che lavora incessantemente da quella notte per cercare ancora i dispersi, si sono dovuti fermare.

Dopo quest’ultima forte scossa è stato chiuso il Ponte a tre Occhi, sulla strada regionale 260, importante via di accesso per Amatrice per portare gli aiuti e i soccorsi con i mezzi a disposizione delle forze armate, che era già sotto controllo per pericolo di crollo. Amatrice rischia così di restare isolata. I reparti del Genio dell’Esercito stanno ora cercando di aprire altre vie di accesso al paese.

Il bilancio delle vittime è in continuo aumento. Il Dipartimento della Protezione Civile ha aggiornato il numero delle vittime a 267, delle quali 207 hanno perso la vita ad Amatrice, 49 ad Arquata e 11 ad Accumuli. Questo numero, purtroppo, non è definitivo poiché si teme che ci siano altre vittime ancora sotto le macerie.

La ricerca dei dispersi avviene in difficili condizioni a causa delle continue scosse che rischiano di far crollare gli edifici già pericolanti.

La Protezione Civile, in conferenza stampa, ha aggiornato anche il bilancio delle persone estratte vive dalle macerie: 238 sono coloro che si sono salvati grazie all’intervento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Alpino e di tutti i volontari.

Già da domani mattina ad Ascoli Piceno si terranno i primi funerali delle vittime. Sarà presente il Capo dello Stato Sergio Mattarella, che visiterà anche alcune delle aree colpite.  Le esequie, che saranno celebrate nella palestra adiacente all’ospedale “Mazzoni”, si svolgeranno alle ore 11,30. Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, anche lui presente ai funerali, ha proclamato una giornata di lutto nazionale con l’esposizione di bandiere a mezz’asta sugli edifici pubblici dell’intero territorio italiano.

Il Consiglio dei Ministri ha deliberato ieri sera lo stato di emergenza per le Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria colpite dal terremoto del 24 agosto, fissandone la durata in 180 giorni. Per l’attuazione degli interventi si provvede con ordinanze emanate dal Capo del Dipartimento della Protezione Civile, acquisita l’intesa delle Regioni interessate.

Per far fronte allo stato di emergenza, il fabbisogno finanziario sarà coperto utilizzando le risorse del Fondo per le emergenze nazionali. In attesa della ricognizione dei danni, il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera a un primo stanziamento, pari a 50 milioni di euro. Le risorse stanziate serviranno a coprire le spese per i soccorsi, l’assistenza e gli interventi provvisionali strettamente necessari alle prime necessità delle popolazioni colpite.

Federica D’Accolti

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