CGIL: da Civitavecchia per cambiare la politica economica italiana ed europea

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato di Cesare Caiazza della CGIL Roma Nord Civitavecchia.

Le innumerevoli situazioni di crisi, registrate nel territorio di Civitavecchia, foriere di tanti posti di lavoro persi e di tanti altri a rischio, le attività e le imprese che chiudono e falliscono determinando licenziamenti collettivi, le percentuali di disoccupazione – soprattutto riferite alle donne e ai giovani – giunte ad un livello socialmente insopportabile: testimoniano plasticamente di come le ricette del Governo Renzi, incentrate su maggiore “flessibilità” e riduzione progressiva dei diritti dei lavoratori, a partire ancora una volta dal proposito di menomare ulteriormente fino alla cancellazione l’articolo 18 della L. 300, stanno dalla parte opposta rispetto a quanto vi è bisogno di fare per rilanciare l’economia del Paese e creare nuova occupazione.

E’ necessario, infatti ed invece, invertire la rotta di quella “austerità”, basata su tagli lineari e indiscriminati, assenza di investimenti per lo sviluppo, aumenti insostenibili della pressione fiscale a carico di lavoratori, pensionati e ceti sociali deboli.
Vi è bisogno di recuperare risorse per investimenti pubblici (finalizzati a superare “stagnazione e recessione”, alimentare i consumi e rimettere in moto il Paese) attraverso una seria lotta all’evasione fiscale e l’introduzione di una “patrimoniale” come richiesto dalla CGIL.

Inoltre, occorre dire basta all’austerità della comunità europea (imposta dalla Germania della Merkel) che scarica sui paesi periferici del continente tutti gli oneri e le contraddizioni della difficile congiuntura economica.
Per questa ragione la CGIL, come già fece per l’acqua pubblica, sostiene attivamente la “raccolta di firme” per i 4 Referendum abrogativi di alcuni passaggi della Legge nazionale 243 del 2012 che impongono, per il nostro Paese, condizioni ancora più restrittive rispetto alle norme europee in tema di Fiscal Compact (vincoli “capestro” sul Bilancio, enormemente più gravosi rispetto a quelli definiti in sede europea.)

Vi è bisogno, entro martedì della prossima settimana, di raccogliere le 500.000 firme necessarie per svolgere – la prossima primavera – Referendum capaci, attraverso il pronunciamento popolare, di dire “basta all’austerità” e Si allo sviluppo e al lavoro.
Per queste ragioni, come CGIL Roma Nord Civitavecchia, in questi ultimi giorni – intensificando l’attività di raccolta delle firme nell’intero territorio compreso nei confini della nostra Camera del Lavoro – abbiamo deciso di agire una “campagna comunicativa” capace di legare le “sofferenze” alla “prospettiva”, scegliendo proprio le tante realtà di “crisi del lavoro” presenti nella città di Civitavecchia.

Dopo aver raccolto ieri, al termine di partecipate assemblee, le firme dei lavoratori della Privilege e dell’ex stabilimento dell’Italcementi (situazioni esemplificative dello stato di drammatica difficoltà che segna il nostro territorio) lunedì e martedì della prossima settimana, allestiremo banchetti per raccogliere le firme nel Porto di Civitavecchia, nella centrale Enel di TVN e in quella Tirreno Power di TVS.

Luoghi, quelli del Porto e del polo energetico, che stanno risentendo in maniera pesante della crisi e delle politiche di austerità, dai quali intendiamo ripartire, contribuendo nel progettare e costruire un futuro migliore per l’Europa, il Paese, il nostro territorio, i giovani e il Lavoro.

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