Rifiuti Zero Fiumicino: “Chiusura Cupinoro coincida col rilancio del porta a porta”

La notizia dell’imminente chiusura della discarica di Cupinoro ha scatenato un susseguirsi di reazioni di amministrazioni, comitati e cittadini. Di seguito il comunicato stampa con cui il Comitato Rifiuti Zero Fiumicino interviene sulla questione.

“La mancata concessione della proroga al conferimento di rifiuti indifferenziati a Cupinoro – si legge nel comunicato del Comitato – dichiarata esaurita, ne sancisce finalmente la chiusura. Ora i comuni del bacino di conferimento, in attesa delle decisioni della Regione e dell’esito dei ricorsi al TAR sull’ampliamento denominato VAIRA 1, devono provvedere direttamente alla chiusura del ciclo; il progetto della ‘Cittadella dei Rifiuti’ lanciato da Sala e dalla Bracciano Ambiente appare in tutta la sua inconsistenza essendo basato solo sulla presenza della discarica.
La chiusura di Cupinoro crediamo rappresenti una pietra tombale anche per il concetto e la composizione di quel bacino di conferimento, formato da comuni disomogenei territorialmente e legati sino ad oggi solo dall’esistenza della collina di Cupinoro”.

“Anche la chiusura a settembre scorso della discarica di Malagrotta – prosegue il comunicato – potrebbe contribuire a liberare il nostro Comune, Fiumicino, dal vincolo ultradecennale con Roma Capitale città che, per dimensioni, caratteristiche e mole di rifiuti, schiaccia i comuni satellite, in particolar modo il nostro, ex XIV Circoscrizione capitolina, che ricordiamo essere nato nel 1992 per scelta referendaria.
Finalmente si può ragionare sul tema liberi dai vincoli di una discarica cercando di intraprendere una strada che porti ad una gestione sostenibile dei rifiuti, con una strategia che, passando per una raccolta differenziata porta a porta efficace ed efficiente, consenta in tempi rapidi una gestione sostenibile anche della tassazione legata alla gestione dei rifiuti; un livello di tassazione, quello attuale, che non è più sopportabile dai cittadini”.

“Crediamo che i comuni di questo territorio, quelli contigui e con caratteristiche comuni – conclude il Comitato – come ad esempio Fiumicino, Cerveteri, Ladispoli, potrebbero fare bacino a se stante (ne hanno i numeri), associandosi per risolvere finalmente il problema dell’impiantistica realizzando impianti di recupero e compostaggio aerobico dimensionalmente adeguati ai loro territori, risparmiando così sia sui costi di costruzione che su quelli di gestione per effetto delle economie di scala.
Tranne quindi per la frazione di indifferenziato, che con l’estensione della raccolta differenziata e quindi del riciclo e del riuso tende a diminuire e divenire residuale, i comuni, coalizzati, sono nella condizione di poter raggiungere finalmente l’autosufficienza. E’ un’occasione che non si ripeterà. La parola (ed anche i fatti, finalmente) alle Amministrazioni”.

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