Siamo arrivati impreparati al secondo round: il virus รจ stato inseguito, serve prevedere.
Ed รจ rischioso aspettare i reparti pieni per agire.
Abbiamo soffocato la prima ondata grazie alla concordia nazionale: rischiamo di soccombere alla seconda per la discordia
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Abbiamo vissuto in una fantasia. Una fantasia in cui il sistema diย monitoraggioย e iย protocolliย e le infrastrutture create nei mesi scorsi, uniti ai dispositivi di protezione individuali e a tutto il resto, ci avrebbero garantitoย una convivenza con il virus, senza avvicinarci al collasso.
Alla luce di quanto รจ giร successo โ non di quanto sta per succedere โ possiamo ammettere cheย ยซconvivere con il virusยป รจ stato uno slogan promettente, ma che la realtร ci sta dicendo altro. Ovvero cheย il virus รจ molto piรน efficienteย della nostra idea di efficienza.
Affermarlo non costituisce uno sgravio di responsabilitร per nessuno:ย le responsabilitร politiche esistono e sono determinanti, come determinanti sono quelle di chi ha perpetuato una comunicazione volta, piรน che allโorientamento, alย disorientamento dellโopinione pubblicaย (e della politica stessa). Ma questo, ormai, lโabbiamo capito.
La novitร spiacevole รจ unโaltra: se la progressione dei contagi si rivelaย simile a Milano e in Valle dโAosta, in Italia e in Francia e in Germania, con le differenze di dinamiche della popolazione, numeri, gestione della sanitร e quantโaltro, significa che non รจ solo la guida a essere difettosa, ma cheย difettosi sono anche certi principiย sui quali รจ stata impostata la nostra ipotetica ยซconvivenzaยป.
Lo scenario, prefigurato giร da molti in primavera, diย unโaltalena tra libertร condizionata e possibili lockdown, ha guadagnato in probabilitร . Non รจ quello che vogliamo ascoltare, non รจ affatto quello che ci va di immaginare, ma a questo punto va preso in considerazione, perchรฉ le mezze veritร e le delicatezze sono dannose, ilย wishful thinkingย รจ dannoso, e il pensiero a corto raggio, soprattutto quello, รจ dannoso.
Finchรฉ non siamo in grado di escludere dalla discussione gli elementi di buon augurio โ a partire da certiย annunci spregiudicati sul vaccinoย โ, non avremo un approccio razionale al contagio.
E se qualcuno ritiene il contrario, che lโapproccio finora sia giร stato razionale, beโ, no, niente affatto.ย Lโapproccio fino a qui รจ stato fondato sullโยซinevitabilitร ยป: agire solo quando il contesto lo rendeva inevitabile, agire solo quando la gravitร della situazione faceva apparire le restrizioni giustificabili alla maggioranza della popolazione. Che prima di intervenire ยซle personeยป avessero bisogno di vedere i reparti dโospedale pieni, veniva ripetuto giร a febbraio e marzo in tutte le unitร di crisi del mondo, quando gli scenari imponevano di muoversi subito.
Di recente, perfinoย Angela Merkelย ha ribadito lo stesso concetto. ร comprensibile: attendere che i cittadini abbiano la disposizione emotiva adatta a capire perchรฉ viene presa una determinata decisione รจ un principio democratico, forse fa addirittura parte dei nostri valori condivisi. Peccato che non funzioni nella situazione in cui ci troviamo, peccato che lo abbiamo sperimentato dolorosamente giร una volta. Se si aspetta che ยซle personeยป abbiano la percezione viva del pericolo, significa che รจ giร molto molto tardi.
Se, in piรน, quelle persone vengono costantemente bombardate da informazioni contrastanti,ย la percezione collettiva del rischio sarร sempre piรน lenta da raggiungere.
Non รจ inusuale che le decisioni politiche assennate divergano dal consenso allargato, ma la divergenza non รจ mai stata accentuata come negli ultimi mesi. Chi รจ alla guida dovrebbe esserne consapevole, e farsene carico.
Il sacrificio della propria popolaritร รจ purtroppo indispensabile alla causa. Perchรฉย quanto stiamo attraversando รจ immensamente piรน grande e importante della popolaritร di chiunque.
Il secondo round lโabbiamo perso.
Non lโabbiamo perso domenica scorsa nรฉ con il primo Dpcm, e forse neppure a settembre, quando esisteva ancora una possibilitร oggettiva di arrestare lโaccelerazione:ย lโabbiamo perso in tutta lโimpreparazione con cui ci siamo arrivati, a settembre. La seconda ondata รจ giร tristemente a carico del personale sanitario (a proposito, perchรฉ non si parla piรน di scudo penale per i medici?), e questo รจ sinonimo di fallimento del sistema. Mentre loro se ne occupano, conviene che noi prolunghiamo lโorizzonte temporale eย ci prepariamo per lโinverno che abbiamo di fronte, stabilendo fin da ora unโagenda e pretendendo che venga attuata subito.
Ma per stabilire una strategia razionale occorre anzitutto concordare su alcune veritร di fatto, troppo spesso messe in dubbio, esplicitamente o meno, nelle ultime settimane.
Le riepiloghiamo qui:
il virus non รจ meno pericoloso che in primavera;
quando crescono i casi, crescono anche le ospedalizzazioni, le terapie intensive e i decessi, solo in ritardo;
seย la mortalitร ย viene mantenuta al minimo quando gli ospedali lavorano in efficienza, appena entrano in affanno รจ plausibile che torni a salire;
gli asintomatici e i presintomatici sono contagiosi e vanno tracciati, altrimenti tanto vale mettersi una benda sugli occhi e sperare in Dio;
la tendenza alla crescita esponenziale ci sarร sempre, รจ nella natura moltiplicativa del contagio, ci sarร con o senza mascherine, con o senza plexiglas, รจ un rischio insito in ogni forma di assembramento e non la si puรฒ cancellare, tutto quel che si puรฒ fare รจ mitigarla;
senza mitigazione arriverร comunque il momento in cui i contagi cresceranno piรน rapidamente delle risorse sanitarie;
quando la sanitร viene travolta, vengono travolti ancheย i discorsi vacui di chi contrappone salute ed economia: lโeconomia verrร comunque paralizzata dalla saturazione del sistema sanitario, e sarร peggio per tutto, per lโeconomia, per la salute, per noi.
Qualsiasi ragionamento prescinda, anche sottilmente, da queste assunzioni รจ viziato, inconsistente, dettato dalla scarsa comprensione, dalla vanitร o peggio: dalla malafede. Concordare su questa manciata di veritร crude porta a inscrivere anche le misure distillate dellโultimo mese nel paradigma dellโinevitabilitร .
Se vogliamo passare, almeno da qui in avanti, a un regime nuovo, da quello dellโinevitabilitร a quello piรน razionale della ยซprevedibilitร ยป,ย occorre quindi un cambio di passo, occorre sintonizzarsi su una serie di principi diversi da quelli applicati fino a qui.
Proviamo a enumerarli, senza entrare nel merito tecnico delle singole questioni (modalitร e capacitร di testing, numero adeguato di tracciatori, Immuni, e cosรฌ via) perchรฉ, seppur frammentariamente, se ne sta parlando molto ovunque.
1. Centralizzazione
La disputa continua e irrisolta fra Stato e Regioni ha causato ritardi colpevoli negli interventi e diluito le responsabilitร , ce ne siamo ormai accorti tutti. Ma non solo Stato e Regioni: i vari livelli di autonomia locale, che dovrebbero rendere lโattuazione delle misure piรน rapida, capillare e adeguata, hanno finora creato soprattutto disomogeneitร e caos. E, di nuovo,ย scarico di responsabilitร . Per esempio: dire che la scuola va riaperta e poi lasciare tutta lโimplementazione ai presidi, senza coordinamento con gli altri settori della societร (in primis i trasporti), come se la scuola fosse una dimensione parallela al resto, รจ unโinterpretazione insensata dellโautonomia. Lโepidemia richiede una direzione dโorchestra piรน ferma e riconoscibile di tanti comitati tecnici regionali e di organizzazioni parallele e nebulose che non si esprimono mai in prima persona.
2. Granularitร
La centralizzazione deve convivere con il suo apparente opposto, la granularitร . A stabilire la dimensione ottimale dei granuli non sono le strutture preesistenti, ma lโepidemia stessa e lโorganizzazione della sanitร . Si รจ iniziato a parlare a settembre di lockdown mirati e siamo ancora agli indugi, quando lโesigenza di flessibilitร era chiara giร in primavera (a quanto pare, faceva parte della favola).
3. Automatismi
I lockdown mirati devono scattare in una determinata area, in un ยซgranuloยป, non appena si rilevi un inizio di accelerazione.ย Indicatori e soglie critiche vanno stabiliti a priori e devono avviare misure automatiche, senza lo stillicidio dei veti incrociati e delle consultazioni, che ritardano e depotenziano gli interventi. Le soglie devono essere comprensibili, note a tutti e soprattutto basse, molto lontane dai tipping point: solo in questo modo le chiusure potranno essere decisive e soprattutto brevi, non indolori certo, ma meno dolorose sรฌ. Si รจ parlato allo sfinimento di Rt in primavera, oraย abbiamo metropoli con Rt prossimo a due e siamo ancora lรฌ che ยซvalutiamoยป, che ยซaspettiamo di capire seยป. Ma aspettiamo di capire cosa?
4. Dati
I dati che raccogliamo non sono i migliori. Per esempio, dopo nove mesi di emergenza, ragioniamo ancora in base al saldo di occupazione delle terapie intensive, invece di monitorare i flussi di ingresso e uscita che permetterebbero di cogliere prima le accelerazioni dellโepidemia. Ma soprattutto, raccogliamo pochi dati. Cosa ne รจ stato di tutti i fogli che nei mesi scorsi abbiamo compilato a mano prima di entrare in teatro o in un ambulatorio medico? E perchรฉ non abbiamo un modo piรน affidabile di misurare lโaffollamento sulle metropolitane, che non siano le foto scattate dai passeggeri? Stiamo perdendo una mole di informazioni preziose, informazioni che, raccolte dalla tecnologia portatile e convogliate in un database, ci darebbero un aiuto enorme nella stressante ยซconvivenza con il virusยป. Non si tratta solo di rendere efficace Immuni, Immuni รจ una parte essenziale, ma รจ necessario misurare anche i flussi di persone, le densitร , capire dove รจ piรน probabile che avvengano i contagi, per intervenire di conseguenza. Nessuno di noi desidera che ogni suo movimento venga registrato ยซda qualche parteยป, ma tra il panottico cinese e il nostro vuoto di dati ci sono molti livelli intermedi da esplorare. Abbiamo bisogno di un centro nazionale dedicato ai dati Covid, che non solo imponga standard e formati, ma che coordini e integri nuovi sistemi di raccolta e individui le criticitร in quelli esistenti. Perchรฉ nei dati ci sono veritร importanti da estrarre, istruzioni su come procedere.
5. Trasparenza
Sui dati stessi, innanzitutto. Almeno su quelli disponibili, che sono piรน dellโelenco dei tamponi positivi registrati quotidianamente, dellโoccupazione dei posti letto in ospedale e dei decessi. E poi: su quali proiezioni settimanali (se ci sono) si basa lโoperato del governo e delle Regioni? Che analisi vengono impiegate per anticipare il carico sul sistema sanitario? Quali stime e quali criteri sono adottati per la protezione delle fasce di popolazione a rischio? Quanti tracciatori sono stati assunti, dove e secondo quale strategia di controllo territoriale? Su che basi รจ stata pianificata lโattuale capacitร di testing delle diverse regioni, province, aree urbane? Ogni cittadino ha diritto, specie in un frangente cosรฌ, di avere a disposizione le informazioni rilevanti, tutte al netto di quelle sensibili ovviamente, per poter valutare se le misure intraprese gli appaiano ragionevoli o no. Altrimenti ogni opinione รจ dettata dal pregiudizio personale, i dibattiti girano a vuoto. Lโopacitร sui dati รจ lโunica vera forma di controllo in atto in questo momento, e non รจ accettabile.
6. Accompagnamento
La comunicazione non puรฒ avvenire, tutta sbrindellata, nei talk show, comโรจ accaduto finora. Dentro unโemergenza grave e prolungata come questa, serve una voce unica e autorevole, che sia il volto delle istituzioni, che spieghi la situazione in continuo aggiornamento e il retroterra di ogni decisione; una voce che possa emergere dal rumore di fondo ogni giorno piรน rintronante, e che sappia opporsi autorevolmente alla disinformazione.
7. Coinvolgimento
I cittadini devono sentire di partecipare attivamente al contenimento dellโepidemia, non essere considerati soggetti passivi che mettono o no la mascherina, che si comportano bene o male o cosรฌ cosรฌ, e poi subiscono le conseguenze delle loro mancanze. Tutti i comparti, pubblici e privati, vanno impiegati al massimo delle risorse che possono offrire allโobiettivo comune della mitigazione. Trasporti, laboratori nazionali e privati, associazioni di volontari, ristoranti, teatri, cinema, alberghi. In primavera parlavamo di ยซsforzo bellicoยป necessario, forse adesso รจ piรน chiaro che cosa si intendesse. Ma nulla del genere รจ stato intrapreso. Lo sforzo fatto finora lo si potrebbe definire, al piรน, ยซamministrativoยป. Andando avanti cosรฌ, i cittadini sentiranno sempre piรน aliena, soverchiante e odiosa una causa comune che invece deve impegnarci tutti. Abbiamo soffocato la prima ondata grazie alla concordia nazionale, ora rischiamo di soccombere alla seconda per discordia e per timore dellโimpopolaritร . Ma su questo possiamo forse rassicurare i nostri decisori politici, di tutti i gradi: ยซle personeยป capiscono. Magari si lasciano confondere dallโinterpretazione dei trend e delle percentuali, dai differenti tipi di test, ma capiscono istintivamente se un approccio รจ razionale oppure no. E quando capiscono che lo รจ, e che la posta in gioco รจ molto alta, quelle persone sono pronte a un sacrificio ripetuto. Un margine di disponibilitร esiste ancora, ma non per molto. Perso quello, avremo perso tutto. Al prossimo giro, la recita dello stupore non sarร piรน tollerata da nessuno.
(Corriere della Sera)


