Covid, 7 principi razionali per affrontare il contagio

Siamo arrivati impreparati al secondo round: il virus รจ stato inseguito, serve prevedere.

Ed รจ rischioso aspettare i reparti pieni per agire.

Abbiamo soffocato la prima ondata grazie alla concordia nazionale: rischiamo di soccombere alla seconda per la discordia

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Abbiamo vissuto in una fantasia. Una fantasia in cui il sistema diย monitoraggioย e iย protocolliย e le infrastrutture create nei mesi scorsi, uniti ai dispositivi di protezione individuali e a tutto il resto, ci avrebbero garantitoย una convivenza con il virus, senza avvicinarci al collasso.

Alla luce di quanto รจ giร  successo โ€” non di quanto sta per succedere โ€” possiamo ammettere cheย ยซconvivere con il virusยป รจ stato uno slogan promettente, ma che la realtร  ci sta dicendo altro. Ovvero cheย il virus รจ molto piรน efficienteย della nostra idea di efficienza.

Affermarlo non costituisce uno sgravio di responsabilitร  per nessuno:ย le responsabilitร  politiche esistono e sono determinanti, come determinanti sono quelle di chi ha perpetuato una comunicazione volta, piรน che allโ€™orientamento, alย disorientamento dellโ€™opinione pubblicaย (e della politica stessa). Ma questo, ormai, lโ€™abbiamo capito.

La novitร  spiacevole รจ unโ€™altra: se la progressione dei contagi si rivelaย simile a Milano e in Valle dโ€™Aosta, in Italia e in Francia e in Germania, con le differenze di dinamiche della popolazione, numeri, gestione della sanitร  e quantโ€™altro, significa che non รจ solo la guida a essere difettosa, ma cheย difettosi sono anche certi principiย sui quali รจ stata impostata la nostra ipotetica ยซconvivenzaยป.

Lo scenario, prefigurato giร  da molti in primavera, diย unโ€™altalena tra libertร  condizionata e possibili lockdown, ha guadagnato in probabilitร . Non รจ quello che vogliamo ascoltare, non รจ affatto quello che ci va di immaginare, ma a questo punto va preso in considerazione, perchรฉ le mezze veritร  e le delicatezze sono dannose, ilย wishful thinkingย รจ dannoso, e il pensiero a corto raggio, soprattutto quello, รจ dannoso.

Finchรฉ non siamo in grado di escludere dalla discussione gli elementi di buon augurio โ€” a partire da certiย annunci spregiudicati sul vaccinoย โ€”, non avremo un approccio razionale al contagio.

E se qualcuno ritiene il contrario, che lโ€™approccio finora sia giร  stato razionale, beโ€™, no, niente affatto.ย Lโ€™approccio fino a qui รจ stato fondato sullโ€™ยซinevitabilitร ยป: agire solo quando il contesto lo rendeva inevitabile, agire solo quando la gravitร  della situazione faceva apparire le restrizioni giustificabili alla maggioranza della popolazione. Che prima di intervenire ยซle personeยป avessero bisogno di vedere i reparti dโ€™ospedale pieni, veniva ripetuto giร  a febbraio e marzo in tutte le unitร  di crisi del mondo, quando gli scenari imponevano di muoversi subito.

Di recente, perfinoย Angela Merkelย ha ribadito lo stesso concetto. รˆ comprensibile: attendere che i cittadini abbiano la disposizione emotiva adatta a capire perchรฉ viene presa una determinata decisione รจ un principio democratico, forse fa addirittura parte dei nostri valori condivisi. Peccato che non funzioni nella situazione in cui ci troviamo, peccato che lo abbiamo sperimentato dolorosamente giร  una volta. Se si aspetta che ยซle personeยป abbiano la percezione viva del pericolo, significa che รจ giร  molto molto tardi.

Se, in piรน, quelle persone vengono costantemente bombardate da informazioni contrastanti,ย la percezione collettiva del rischio sarร  sempre piรน lenta da raggiungere.

Non รจ inusuale che le decisioni politiche assennate divergano dal consenso allargato, ma la divergenza non รจ mai stata accentuata come negli ultimi mesi. Chi รจ alla guida dovrebbe esserne consapevole, e farsene carico.

Il sacrificio della propria popolaritร  รจ purtroppo indispensabile alla causa. Perchรฉย quanto stiamo attraversando รจ immensamente piรน grande e importante della popolaritร  di chiunque.

Il secondo round lโ€™abbiamo perso.

Non lโ€™abbiamo perso domenica scorsa nรฉ con il primo Dpcm, e forse neppure a settembre, quando esisteva ancora una possibilitร  oggettiva di arrestare lโ€™accelerazione:ย lโ€™abbiamo perso in tutta lโ€™impreparazione con cui ci siamo arrivati, a settembre. La seconda ondata รจ giร  tristemente a carico del personale sanitario (a proposito, perchรฉ non si parla piรน di scudo penale per i medici?), e questo รจ sinonimo di fallimento del sistema. Mentre loro se ne occupano, conviene che noi prolunghiamo lโ€™orizzonte temporale eย ci prepariamo per lโ€™inverno che abbiamo di fronte, stabilendo fin da ora unโ€™agenda e pretendendo che venga attuata subito.

Ma per stabilire una strategia razionale occorre anzitutto concordare su alcune veritร  di fatto, troppo spesso messe in dubbio, esplicitamente o meno, nelle ultime settimane.

Le riepiloghiamo qui:
il virus non รจ meno pericoloso che in primavera;
quando crescono i casi, crescono anche le ospedalizzazioni, le terapie intensive e i decessi, solo in ritardo;
seย la mortalitร ย viene mantenuta al minimo quando gli ospedali lavorano in efficienza, appena entrano in affanno รจ plausibile che torni a salire;
gli asintomatici e i presintomatici sono contagiosi e vanno tracciati
, altrimenti tanto vale mettersi una benda sugli occhi e sperare in Dio;
la tendenza alla crescita esponenziale ci sarร  sempre
, รจ nella natura moltiplicativa del contagio, ci sarร  con o senza mascherine, con o senza plexiglas, รจ un rischio insito in ogni forma di assembramento e non la si puรฒ cancellare, tutto quel che si puรฒ fare รจ mitigarla;
senza mitigazione arriverร  comunque il momento in cui i contagi cresceranno piรน rapidamente delle risorse sanitarie;
quando la sanitร  viene travolta, vengono travolti ancheย i discorsi vacui di chi contrappone salute ed economia: lโ€™economia verrร  comunque paralizzata dalla saturazione del sistema sanitario, e sarร  peggio per tutto, per lโ€™economia, per la salute, per noi.

Qualsiasi ragionamento prescinda, anche sottilmente, da queste assunzioni รจ viziato, inconsistente, dettato dalla scarsa comprensione, dalla vanitร  o peggio: dalla malafede. Concordare su questa manciata di veritร  crude porta a inscrivere anche le misure distillate dellโ€™ultimo mese nel paradigma dellโ€™inevitabilitร .

Se vogliamo passare, almeno da qui in avanti, a un regime nuovo, da quello dellโ€™inevitabilitร  a quello piรน razionale della ยซprevedibilitร ยป,ย occorre quindi un cambio di passo, occorre sintonizzarsi su una serie di principi diversi da quelli applicati fino a qui.

Proviamo a enumerarli, senza entrare nel merito tecnico delle singole questioni (modalitร  e capacitร  di testing, numero adeguato di tracciatori, Immuni, e cosรฌ via) perchรฉ, seppur frammentariamente, se ne sta parlando molto ovunque.

1. Centralizzazione

 

La disputa continua e irrisolta fra Stato e Regioni ha causato ritardi colpevoli negli interventi e diluito le responsabilitร , ce ne siamo ormai accorti tutti. Ma non solo Stato e Regioni: i vari livelli di autonomia locale, che dovrebbero rendere lโ€™attuazione delle misure piรน rapida, capillare e adeguata, hanno finora creato soprattutto disomogeneitร  e caos. E, di nuovo,ย scarico di responsabilitร . Per esempio: dire che la scuola va riaperta e poi lasciare tutta lโ€™implementazione ai presidi, senza coordinamento con gli altri settori della societร  (in primis i trasporti), come se la scuola fosse una dimensione parallela al resto, รจ unโ€™interpretazione insensata dellโ€™autonomia. Lโ€™epidemia richiede una direzione dโ€™orchestra piรน ferma e riconoscibile di tanti comitati tecnici regionali e di organizzazioni parallele e nebulose che non si esprimono mai in prima persona.

2. Granularitร 

 

La centralizzazione deve convivere con il suo apparente opposto, la granularitร . A stabilire la dimensione ottimale dei granuli non sono le strutture preesistenti, ma lโ€™epidemia stessa e lโ€™organizzazione della sanitร . Si รจ iniziato a parlare a settembre di lockdown mirati e siamo ancora agli indugi, quando lโ€™esigenza di flessibilitร  era chiara giร  in primavera (a quanto pare, faceva parte della favola).

3. Automatismi

 

I lockdown mirati devono scattare in una determinata area, in un ยซgranuloยป, non appena si rilevi un inizio di accelerazione.ย Indicatori e soglie critiche vanno stabiliti a priori e devono avviare misure automatiche, senza lo stillicidio dei veti incrociati e delle consultazioni, che ritardano e depotenziano gli interventi. Le soglie devono essere comprensibili, note a tutti e soprattutto basse, molto lontane dai tipping point: solo in questo modo le chiusure potranno essere decisive e soprattutto brevi, non indolori certo, ma meno dolorose sรฌ. Si รจ parlato allo sfinimento di Rt in primavera, oraย abbiamo metropoli con Rt prossimo a due e siamo ancora lรฌ che ยซvalutiamoยป, che ยซaspettiamo di capire seยป. Ma aspettiamo di capire cosa?

4. Dati

 

I dati che raccogliamo non sono i migliori. Per esempio, dopo nove mesi di emergenza, ragioniamo ancora in base al saldo di occupazione delle terapie intensive, invece di monitorare i flussi di ingresso e uscita che permetterebbero di cogliere prima le accelerazioni dellโ€™epidemia. Ma soprattutto, raccogliamo pochi dati. Cosa ne รจ stato di tutti i fogli che nei mesi scorsi abbiamo compilato a mano prima di entrare in teatro o in un ambulatorio medico? E perchรฉ non abbiamo un modo piรน affidabile di misurare lโ€™affollamento sulle metropolitane, che non siano le foto scattate dai passeggeri? Stiamo perdendo una mole di informazioni preziose, informazioni che, raccolte dalla tecnologia portatile e convogliate in un database, ci darebbero un aiuto enorme nella stressante ยซconvivenza con il virusยป. Non si tratta solo di rendere efficace Immuni, Immuni รจ una parte essenziale, ma รจ necessario misurare anche i flussi di persone, le densitร , capire dove รจ piรน probabile che avvengano i contagi, per intervenire di conseguenza. Nessuno di noi desidera che ogni suo movimento venga registrato ยซda qualche parteยป, ma tra il panottico cinese e il nostro vuoto di dati ci sono molti livelli intermedi da esplorare. Abbiamo bisogno di un centro nazionale dedicato ai dati Covid, che non solo imponga standard e formati, ma che coordini e integri nuovi sistemi di raccolta e individui le criticitร  in quelli esistenti. Perchรฉ nei dati ci sono veritร  importanti da estrarre, istruzioni su come procedere.

5. Trasparenza

 

Sui dati stessi, innanzitutto. Almeno su quelli disponibili, che sono piรน dellโ€™elenco dei tamponi positivi registrati quotidianamente, dellโ€™occupazione dei posti letto in ospedale e dei decessi. E poi: su quali proiezioni settimanali (se ci sono) si basa lโ€™operato del governo e delle Regioni? Che analisi vengono impiegate per anticipare il carico sul sistema sanitario? Quali stime e quali criteri sono adottati per la protezione delle fasce di popolazione a rischio? Quanti tracciatori sono stati assunti, dove e secondo quale strategia di controllo territoriale? Su che basi รจ stata pianificata lโ€™attuale capacitร  di testing delle diverse regioni, province, aree urbane? Ogni cittadino ha diritto, specie in un frangente cosรฌ, di avere a disposizione le informazioni rilevanti, tutte al netto di quelle sensibili ovviamente, per poter valutare se le misure intraprese gli appaiano ragionevoli o no. Altrimenti ogni opinione รจ dettata dal pregiudizio personale, i dibattiti girano a vuoto. Lโ€™opacitร  sui dati รจ lโ€™unica vera forma di controllo in atto in questo momento, e non รจ accettabile.

6. Accompagnamento

 

La comunicazione non puรฒ avvenire, tutta sbrindellata, nei talk show, comโ€™รจ accaduto finora. Dentro unโ€™emergenza grave e prolungata come questa, serve una voce unica e autorevole, che sia il volto delle istituzioni, che spieghi la situazione in continuo aggiornamento e il retroterra di ogni decisione; una voce che possa emergere dal rumore di fondo ogni giorno piรน rintronante, e che sappia opporsi autorevolmente alla disinformazione.

7. Coinvolgimento

 

I cittadini devono sentire di partecipare attivamente al contenimento dellโ€™epidemia, non essere considerati soggetti passivi che mettono o no la mascherina, che si comportano bene o male o cosรฌ cosรฌ, e poi subiscono le conseguenze delle loro mancanze. Tutti i comparti, pubblici e privati, vanno impiegati al massimo delle risorse che possono offrire allโ€™obiettivo comune della mitigazione. Trasporti, laboratori nazionali e privati, associazioni di volontari, ristoranti, teatri, cinema, alberghi. In primavera parlavamo di ยซsforzo bellicoยป necessario, forse adesso รจ piรน chiaro che cosa si intendesse. Ma nulla del genere รจ stato intrapreso. Lo sforzo fatto finora lo si potrebbe definire, al piรน, ยซamministrativoยป. Andando avanti cosรฌ, i cittadini sentiranno sempre piรน aliena, soverchiante e odiosa una causa comune che invece deve impegnarci tutti. Abbiamo soffocato la prima ondata grazie alla concordia nazionale, ora rischiamo di soccombere alla seconda per discordia e per timore dellโ€™impopolaritร . Ma su questo possiamo forse rassicurare i nostri decisori politici, di tutti i gradi: ยซle personeยป capiscono. Magari si lasciano confondere dallโ€™interpretazione dei trend e delle percentuali, dai differenti tipi di test, ma capiscono istintivamente se un approccio รจ razionale oppure no. E quando capiscono che lo รจ, e che la posta in gioco รจ molto alta, quelle persone sono pronte a un sacrificio ripetuto. Un margine di disponibilitร  esiste ancora, ma non per molto. Perso quello, avremo perso tutto. Al prossimo giro, la recita dello stupore non sarร  piรน tollerata da nessuno.

(Corriere della Sera)

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