22 Marzo, 2026
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Cambiano i tempi, ieri e oggi, due modelli di scuole a confronto

Una volta lโ€™insegnante aveva sempre ragione, adesso subisce aggressivitร  e arroganza ย 

Quando si parla di scuola italiana e della sua efficacia, il pensiero corre al passato e pone a confronto due generazioni di studenti. Quelli di ieri che, negli anni โ€˜70, si ribellarono a unโ€™educazione chiusa e rigida, caratterizzata dallโ€™osservanza delle regole e dal rispetto-timore per lโ€™autoritร . Quelli di oggi, che hanno scarso senso di responsabilitร , dovere, rispetto: giungono la mattina in classe impreparati e impreparati escono al termine degli studi.

I primi avevano innescato la battaglia culturale del โ€™68, che produsse potenti effetti: procurรฒ un ribaltone della chiesa cattolica; pose sotto accusa lo Stato e la famiglia, colpevoli di volerli conformare e ridurre allโ€™obbedienza; mise in crisi lโ€™autoritร  del padre che dettava troppe regole. I secondi hanno persino difficoltร  a rimanere tante ore in classe. Vivono senza responsabilitร , spalleggiati dai genitori che prima delegano alla scuola la funzione educativa, poi sono pronti a scagliarsi contro i docenti ritenuti responsabili degli insuccessi e dei comportamenti scorretti dei figli. La scuola era in crisi molto prima della pandemia, erano giร  un problema le aggressioni tra ragazzi per futili motivi, la prostituzione minorile, il numero dei suicidi tra adolescenti, le baby gang capaci di far uso delle armi, la violenza esercitata in casa a danno dei familiari.

Molti insegnanti, maltrattati dagli allievi e dalle famiglie, erano intimoriti dallโ€™aggressivitร  degli studenti. Questi problemi, nel post pandemia, si sono esasperati: cโ€™รจ chi indirizza allโ€™insegnante insulti e bestemmie, chi gli lancia addosso il cestino, chi gli spara in classe con una pistola ad aria compressa.

Sempre piรน docenti, si sono sentiti โ€œbruciati dentroโ€ e sono caduti in una forma di disagio psichico definito โ€œburnoutโ€. Sbalordisce che ciรฒ sia accaduto dopo il processo di apertura e democraticitร  della scuola, in cui i โ€œdecreti delegatiโ€ del 1974, introdussero la partecipazione dei genitori; dopo la legge sull’autonomia scolastica che nelย  2000 concesse autonomia amministrativa, didattica e organizzativa;ย  dopo la โ€œriforma Morattiโ€ del 2003, che ridisegnรฒ i cicli scolastici; dopo la โ€œbuona scuolaโ€ del governo Renzi che con 8 decreti, a maggio del 2017, rimise al centro il tema dellโ€™autonomia scolastica incompleta.

Io continuo a sperare, non nel varo di nuove leggi, ma in una vera alleanza educativa scuola-famiglia, in cui ciascuno sia in grado di fare la propria parte: i genitori siano consapevoli che spalleggiare sempre i figli, o โ€œforzareโ€ la promozione, nuoce agli stessi che cresceranno senza maturare il senso di responsabilitร  e di autonomia; i docenti, siano piรน selezionati, meglio pagati e posti in condizioni di lavorare in serenitร .

Anna Maria Onelli

 

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